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Set 30

Usa 2020, dibattito infuocato Trump-Biden tra insulti e interruzioni. Il Tycoon: “Nulla di intelligente in te”. Biden: “Sei un clow”

Fonte: La Stampa

di Paolo Mastrolilli

Per le norme anti-Covid non c’è stata la simbolica stretta di mano tra i due candidati. Alta gestione sul tema della pandemia. Alta tensione e pochi contenuti nei novanta minuti di confronto

Definirlo caotico sarebbe poco. Il dibattito di ieri sera a Cleveland fra Trump e Biden è stato una rissa, degenerata soprattutto per l’aggressività e le interruzioni continue del presidente, al punto che parecchi analisti lo hanno bocciato come il peggior confronto mai visto tra due candidati alla Casa Bianca.
Tutti si aspettavano che Donald sarebbe andato all’attacco, perché è indietro nei sondaggi e doveva sfruttare questa occasione per recuperare, denigrando Joe e cambiando la percezione degli elettori. Anche tra i repubblicani, però, è diffusa la preoccupazione che Trump abbia esagerato, scavando ancora di più la fossa in cui si è cacciato con le proprie mani, soprattutto con gli elettori moderati, gli indipendenti e le donne.
In teoria, il dibattito aveva sei temi in agenda: la storia e i risultati dei due candidati; la Corte Suprema, dopo la morte della giudice liberal Ginsburg e la nomina della conservatrice Barrett; il Covid; l’economia, in crisi per la pandemia; la razza e la violenza nelle città, dopo mesi di proteste, l’integrità delle elezioni, che il capo della Casa Bianca accusa di essere truccate. Il moderatore Chris Wallace però ha perso quasi subito il controllo, e anche se grosso modo i punti previsti sono stati toccati, gli scontri e gli insulti hanno preso nettamente il sopravvento sulla sostanza politica. «Will you shut up?», ha gridato ad un certo punto Biden esasperato, chiedendo a Trump di «tapparsi la bocca». Poi lo ha definito «un clown», «il peggior presidente nella storia degli Stati Uniti», «il pupazzo di Putin». Donald aveva accusato il figlio di Joe, Hunter, di aver preso 3,5 milioni di dollari dalla moglie dell’ex sindaco di Mosca, costringendo il candidato a rivolgersi così agli americani: «Non è vero. E’ vero invece che mio figlio ha avuto problemi di droga, come molte altre persone che voi conoscete, ma è riuscito a venirne fuori e io sono orgoglioso di lui».
Sui temi politici le differenze erano quelle note, e non si sono sentite grosse novità. Biden ha criticato il fallimento nella gestione del Covid e la crisi economica che ha provocato, ha bocciato la nomina della giudice della Corte Suprema perché toglierà l’assicurazione sanitaria agli americani nel mezzo della pandemia, ha ripreso lo scoop del New York Times per accusare il presidente di non pagare le tasse. Trump ha ripetuto che ha affrontato il coronavirus meglio di chiunque altro, ha creato la miglior economia di sempre, e sta combattendo i cambiamenti climatici, anche se è uscito dall’accordo di Parigi perché danneggiava gli Usa. Per l’ennesima volta ha detto che il voto postale è una truffa, evitando di promettere che accetterà il risultato delle elezioni del 3 novembre. Quindi ha rifiutato di condannare apertamente i suprematisti bianchi, rivolgendosi così al gruppo estremista dei Proud Boys: «Stand back, stand by», ossia restate indietro, ma tenetevi pronti ad agire.
La strategia di Trump era quella di attaccare a fondo, anche sul piano personale, per cercare di disorientare Biden, intimidirlo, spingerlo a fare qualche gaffe, ma soprattutto dimostrare che è fragile, e non ha la forza fisica e mentale per fare il presidente. Il candidato democratico però ha retto, e anche senza fare una figura stellare, non ha ceduto. Secondo un sondaggio fatto a caldo dalla Cnn, il 60% degli spettatori ha assegnato la vittoria e Joe, contro il 28% che l’ha data a Donald.
Vista la durezza del capo della Casa Bianca e la sua costante violazione delle regole, alcuni osservatori hanno detto che Biden dovrebbe rinunciare a partecipare agli altri due dibattiti in programma, ma i suoi portavoce hanno ribadito che ci sarà. Evidentemente pensano che l’aggressività di Trump gioca a suo sfavore, mostrandolo per la persona che è, piena di rabbia e senza idee. Joe invece appare più preparato, calmo, presidenziale, e capace di guidare il paese attraverso la pandemia e la crisi economica, per riportarlo alla normalità. Questo è il contrasto di immagine e sostanza su cui ha puntato, che il tono del dibattito ha confermato, e secondo la campagna democratica così si rafforza la sua leadership nei sondaggi, e la sua credibilità tra i pochi elettori moderati e indipendenti ancora indecisi. Oggi Biden andrà a cercarli, partendo per un viaggio in treno in Ohio e Pennsylvania, mentre Trump farà campagna in Minnesota.

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