Un altro New Deal nei progetti di Biden

Fonte: Corriere della Sera

di Massimo Gaggi

Il presidente ha un’ambizione: lasciare all’America un nuovo welfare che ricordi quello voluto da Roosevelt


Joe Biden fragile che cade sulla scala dell’aereo, cammina con passo incerto, a volte inciampa sulle parole, esagera dando del killer a Putin e ha evitato fino a ieri sera di affrontare la stampa nel timore di combinare qualche pasticcio da incontinenza verbale. Ma anche Biden che sta mettendo il Paese al riparo dal virus e spinge sull’acceleratore delle riforme per rilanciare l’America con interventi ambiziosi, tentando di sottrarsi ai veti incrociati della politica.
Con un’ambizione: lasciare all’America, più ancora che un nuovo welfarecome quello della Great Society di Lyndon Johnson, addirittura un New Deal in stile Roosevelt. Scrivo queste righe mentre il presidente non ha ancora affrontato le domande dei giornalisti né ha ancora partecipato al Consiglio Ue. Per noi italiani, per tutti gli europei, oggi contano soprattutto i vaccini. È essenziale che gli Usa condividano le loro produzioni che presto saranno addirittura sovrabbondanti.
Ma, dal punto di vista interno, Biden la battaglia dei vaccini l’ha già vinta (anche grazie ai massicci sostegni all’industria farmaceutica a suo tempi garantiti da Donald Trump): 70 per cento degli anziani (65 anni e oltre) già vaccinati; calo dei contagi nonostante le varianti; vittime scese da 4.000 a meno di 1.000 al giorno; vari Stati, come la Florida, che cominciano a vaccinare anche i giovani.
Raggiunti con ampio anticipo gli obiettivi nella lotta contro il Covid che si era dato quando era entrato alla Casa Bianca, ora Biden guarda più lontano. Molto più lontano. Troppo secondo alcuni.
Lunedì, come ha raccontato un attento osservatore, Mike Allen, mentre il team presidenziale lavorava nella West Wing sulle urgenze quotidiane — vaccini, ondata dei clandestini, reazione alle stragi — Biden ha riunito riservatamente nella quiete ovattata della East Room otto storici coi quali ha discusso i suoi progetti di investire altri 4-5 mila miliardi di dollari in opere pubbliche, interventi per l’ambiente, capitale umano (community college gratuiti, riconversione della forza-lavoro, asili nido per le coppie impiegate con figli), interrogandosi poi sui limiti: quanto è troppo e troppo in fretta in prospettiva storica e nel quadro politico attuale. A tutti è apparso deciso ad accelerare, consapevole dei grossi rischi che questo comporta in Congresso.

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