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Feb 22

Trump: giro di vite su espulsioni. Ok solo per i ‘dreamers’, irregolari giunti bambini

Fonte: La Repubblica

Nuove e più severe regole per i clandestini: agenti degli uffici immigrazione, funzionari delle dogane e polizia di frontiera potranno espellere chiunque si sia reso colpevole di reati penali, anche minori. Resta il Deferred Action for Childhood Arrivals

Il dipartimento per la Homeland Security assumerà 5mila agenti per la sicurezza di frontiera e 10mila doganali: Donald Trump ci riprova e inasprisce le regole sulle espulsioni di immigrati illegali imponendo una stretta anche per gli illegali che hanno commesso reati meno gravi.
Il ministro della Sicurezza Interna, John Kelly, ha emanato due nuovi decreti per regolare un drastico taglio del numero dei migranti illegali, ponendo a rischio di espulsione quasi la metà degli 11 milioni di stranieri privi di documenti che si stima vivano negli Usa. I nuovi ‘decreti’ prevedono esplicitamente che le pattuglie di frontiera e agli agenti dell’immigrazione espellano il più rapidamente possibile qualsiasi clandestino venga trovato, salvo i bambini.
La priorità di agenti degli uffici immigrazione, funzionari delle dogane e polizia di frontiera resta espellere chiunque si sia reso colpevole di reati penali. Le categorie prioritarie sono state ampliate e comprendono quindi anche persone colpevoli solo di reati relativi all’immigrazione, come l’aver usato documenti falsi.
Il memorandum elimina dunque le indicazioni in vigore durante l’amministrazione Obama che concentravano l’attenzione sugli immigrati illegali che avessero commesso reati gravi o costituissero una minaccia per la sicurezza nazionale. La precedente amministrazione inoltre tendeva a dedicare maggiori risorse sugli individui che avevano appena attraversato la frontiera.
Resta solo una cosa, l’amministrazione Trump lascerà le tutele esistenti per i cosiddetti ‘dreamers’, ossia gli immigranti che entrano illegalmente nel Paese come bambini. Lo hanno precisato i dirigenti della Homeland Security. Il programma, noto come Deferred Action for Childhood Arrivals, prevede per loro permessi di lavoro e l’immunità dalla espulsione.
A parte chi abbia commesso crimini, che sono la priorità, chiunque non abbia un permesso potrà essere incarcerato o rispedito immediatamente in Messico, in attesa di un’udienza in tribunale. “Con eccezioni estremamente ridotte, il ministero non escluderà classi o categorie di persone da rimandare in patria” perché “tutti coloro che hanno violato la legge sull’immigrazione sono soggetti alle procedure di legge, fino all’espulsione dagli Usa” ha specificato il ministero. ). Kelly ha anche disposto l’inizio della progettazione e della costruzione del muro lungo la frontiera con il Messico promesso in campagna elettorale da Trump.
Nel frattempo a temere un duro contraccolpo in seguito al Muslim ban, ora in via di revisione, sono gli ospedali e il sistema della salute pubblica americana, a rischio per la presenza di 15mila medici nati nei sette Paesi banditi, considerato che un medico su quattro negli Usa è di origine straniera in generale.
La preoccupazione sale anche in vista della scadenza domani per la scelta di medici già laureati e specializzati all’estero, in attesa di lavorare nelle università e nelle cliniche Usa. “I laureati stranieri in medicina sono un elemento cruciale del sistema sanitario americano – ha detto Andrew Gurman, presidente della American Medical Association – in alcuni posti il medico straniero è ‘l’intero sistema sanitario’ a cui la comunità fa riferimento. La gente dovrebbe essere molto preoccupata a questo punto”. Ogni medico negli Usa assiste in media tra gli 800 e i 1.500 pazienti l’anno. Con 15mila medici in meno l’impatto riguarderebbe milioni di americani.

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