Sei idee e un appello per il diritto alla scienza

Fonte: Corriere della Sera

di Alberto Martinelli

Science for Peace chiede alle istituzioni di impegnarsi con decisione a sostenere con maggiori risorse la ricerca nel nostro Paese e a diffonderne i risultati a beneficio della società civile


Si è svolta in questi giorni all’Università Bocconi la X conferenza mondiale di Science for Peace sul tema delle disuguaglianze globali. Science for Peace è nata dieci anni fa dall’idea geniale e meritoria di Umberto Veronesi di mobilitare la comunità scientifica internazionale, a cominciare da un folto nucleo di premi Nobel, affinché si impegnasse concretamente nella risoluzione non violenta dei conflitti, la difesa dei diritti umani contro ogni tipo di violenza, la diffusione di una cultura di pace, l’aumento degli investimenti in educazione e ricerca scientifica. In questi primi dieci anni si sono attuati diversi progetti concreti, come la creazione di ambulatori per la diagnosi e cura dei tumori in paesi in guerra come l’Afghanistan, seminari di educazione alla pace nelle scuole, la redazione della Carta di SxP (che nega l’ineluttabilità della guerra) e la serie di conferenze annuali mondiali su grandi questioni discusse con metodo scientifico. Il tema della conferenza di quest’anno, «le disuguaglianze globali», ha esaminato le principali forme di disuguaglianza tra Paesi e all’interno di essi (divari di reddito e di ricchezza, accesso diseguale alla salute e all’istruzione, disuguaglianze di genere, generazionali e su base etnica) e ha discusso le politiche e gli interventi più efficaci di mitigazione e di contrasto.
Alcune idee guida hanno ispirato in questi anni la scelta dei temi, relatori, interlocutori, e delle azioni da intraprendere. La prima è che la scienza è la risorsa più efficace di cui disponiamo per affrontare le sfide della società globale; nel corso del tempo la scienza, nelle sue diverse espressioni disciplinari, ha dato grandi contributi al miglioramento della vita degli esseri umani. Straordinarie sono oggi le sfide e i rischi (la minaccia di estinzione nucleare),come straordinarie sono le potenzialità e le opportunità del sapere scientifico (dal sequenziamento del genoma all’intelligenza artificiale). La seconda idea guida è che il futuro dell’umanità dipende, ancor più che nel passato, dallo sviluppo di una scienza libera e responsabile e di una cittadinanza democratica e consapevole. Con le parole di Umberto Veronesi, «senza la volontà e il coraggio di cercare nuove risposte sapendo anche di poter fallire, una società non sarà mai pienamente democratica e non poggerà mai su solide basi di civiltà». Gli scienziati devono essere liberi e responsabili, difendere la propria autonomia, ma valutare le conseguenze delle proprie azioni. La terza idea è che, poiché la scienza è un bene pubblico globale, va affermato il diritto di ogni essere umano alla conoscenza; dove ci sono sapere oligarchico e ignoranza diffusa, si inaspriscono infatti anche le altre forme di disuguaglianze, in un circolo vizioso di ignoranza e deprivazione. Come ogni diritto, anche il diritto alla scienza comporta, tuttavia, un corrispondente dovere, nel duplice senso di sforzo costante di acquisire conoscenze di base, informazioni, interpretazioni e di orientamento delle proprie scelte di vita alla prevenzione di malattie e rischi, alla tutela dell’ambiente, alla difesa della pace e della pacifica convivenza. La quarta idea guida è l’esigenza di sviluppare il dialogo multidisciplinare, tra scienze naturali e scienze sociali, per contrastare la inevitabile specializzazione e frammentazione del sapere. La quinta è il costante riferimento all’Europa unita, come contesto politico più idoneo a governare la complessità dei problemi di quanto non siano i singoli Stati nazionali. La sesta idea guida è l’attenzione particolare rivolta ai giovani e quindi alla qualità della scuola e dell’università.
Alcune di queste idee guida (in particolare la terza) sono contenute nell’Appello per il diritto alla scienza, approvato nella Conferenza, che afferma tra l’altro: «È compito della collettività, attraverso gli organi elettivi e gli apparati statali, impegnarsi per appianare le disuguaglianze nelle condizioni di partenza e per far sì che ogni individuo possa avere le stesse possibilità di apprendimento e conoscenza». L’Appello si rivolge alle istituzioni affinché si impegnino con decisione a sostenere con maggiori risorse la ricerca scientifica nel nostro Paese e a diffonderne i risultati a beneficio della società civile; e chiede al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca di rafforzare l’iniziativa «Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica» nelle scuole di ogni ordine e grado, offrendo la piena collaborazione della Fondazione Umberto Veronesi con le proprie risorse conoscitive e organizzative.

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