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Mar 18

Scontro su Verdini condannato. Sinistra dem attacca con M5S e Lega. I renziani: «Non governa con noi»

Fonte: Corriere della Sera

di Valerio Palumbo

La minoranza Pd: «Rischi reali, non fantasmi». Grillo: «Renzi governa con un pregiudicato»: Salvini: «La politica legata agli affari non mi piace»

«Noi non governiamo con Verdini. Poi le vicende giudiziarie sono tutt’altra cosa»: il capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato, risponde ai giornalisti che lo interpellano in Transatlantico, dopo la condanna del leader di Ala a due anni di reclusione (pena sospesa) per corruzione nel processo sull’appalto per la Scuola Marescialli di Firenze. Nel frattempo cresce la polemica M5S, ma anche della minoranza Pd.
Una nuova lista di “impresentabili”?
A chi ha proposto una nuova lista di “impresentabili” come già fece l’Antimafia (in occasione delle elezioni regionali di domenica 31 maggio 2015, la commissione parlamentare antimafia pubblicò i nomi dei cosiddetti candidati “impresentabili”), Rosato ha replicato: «C’è una legge da rispettare, la legge Severino, che è chiarissima: chi rientra nei parametri si può candidare e chi non lo è è fuori». Inoltre, «per il Pd, e Verdini non c’entra nulla, vale il codice etico del partito». Né un voto di fiducia al governo significa un ingresso in maggioranza: «Perché non mi domandate se questo impedisce a Grillo di entrare in maggioranza domani? Perché c’è la stessa possibilità», replica Rosato che sottolinea: «Tutti i giorni noi chiediamo di votare i nostri provvedimenti, qualche volta ci riusciamo, qualche volta no».
I tweet di Grillo e Di Maio
Ad aprire la polemica era stato il vicepresidente M5S della camera, Luigi Di Maio, con un tweet: «Verdini condannato per corruzione. Si arricchisce il curriculum di uno dei nuovi “padri costituenti”. Chiedere a Renzi per altre referenze». Subito dopo era stato lo stesso Beppe Grillo a rincarare la dose, sempre su twitter. «Il Bomba, premier non eletto da nessuno, governa insieme a un pregiudicato» ha scritto.
Salvini: politica legata agli affari non mi piace
Quello di Verdini è «il modo di fare politica che meno mi piace sulla faccia della Terra. La politica legata agli affari non mi piace» dice Matteo Salvini. Il segretario della Lega evita però di esprimersi sulla vicenda giudiziaria in sé: «Non ho letto i documenti – ha detto – e non commento quel che non conosco». Più duro il capogruppo leghista al Senato, Centinaio che attacca: «Renzi senza vergogna: tace sulla condanna per corruzione di Verdini perché gli servono i suoi voti al Senato?»
Ermini: nessun favoritismo
David Ermini, responsabile giustizia del Pd, ribadisce la posizione del Pd:«Nessun favoritismo, nessuno sconto. Se Verdini sarà condannato in via definitiva pagherà come tutti, come è giusto. E nel caso si applicherà anche a lui la Severino. Noi stiamo dalla parte della Costituzione, della legge, della giustizia. Con tutti. Al momento ci sono solo due leader condannati con sentenza passata in giudicato: Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. Noi no».
L’altro processo contro Verdini, per il Credito cooperativo fiorentino
Quanto al senatore Denis Verdini, impegnato a Roma nel processo per gli appalti per al ristrutturazione della Scuola dei Marescialli di Firenze, non ha potuto essere a un altro processo a suo carico, quello per la bancarotta dell’ex Credito cooperativo fiorentino. Verdini, imputato insieme con altre 44 persone (i capi di accusa, in generale, comprendono associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, appropriazione indebita, truffa e irregolarità rispetto alle normative bancarie), sarà sentito il prossimo 12 aprile. Oggi è stato ascoltato Enrico Luca Biagiotti, che è stato nel cda del Ccf, in quello della Ste, la Società Toscana Edizioni (che pubblicava il Giornale della Toscana) e presidente della Nuova Toscana Editrice. Biagiotti ha risposto con molti «non so», «non ricordo», anche quando le domande riguardavano direttamente la sua attività. «È passato tanto tempo», ha ripetuto più volte. Nella prossima udienza, il 23 marzo, dovrebbero essere interrogati Massimo Parisi, oggi parlamentare di Ala, che deve rispondere delle stesse accuse di Verdini in quanto considerato amministratore di fatto della Ste nonché membro del cda dal 1998 al 2008, Samuele Cecconi e il costruttore Stefano Biagini.

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