Scontro Renzi-D’Alema, e sull’Italicum si riapre le partita

Fonte: La Repubblica

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di Gianluca Luizi

A tutto campo, carico di ottimismo e in vena di fare a botte con D’Alema, Renzi lancia da una radio privata l’annuncio che entro l’anno chiuderà Equitalia e che approfittando della Brexit sta cercando con il sindaco Sala di portare a Milano qualche agenzia europea che dovrà lasciare Londra. Annunci che servono al premier per dare l’impressione che il governo guarda lontano e non si lascia schiacciare dalle “beghe” della politica. E se c’è qualche risparmiatore che non dorme sonni tranquilli, niente paura perché il governo – come ha assicurato anche l’affidabile ministro Padoan – proteggerà i correntisti e gli obbligazionisti. Una serie di annunci nel cuore dell’estate più difficile per il governo, dopo una tornata elettorale a dir poco pessima e mentre non trova il modo di uscire dalle sabbie mobili in cui lo ha fatto cadere l’intreccio micidiale tra Italicum e referendum costituzionale. Insomma il passaggio che doveva costituire il trionfo della politica renziana si è trasformato in una potenziale trappola mortale. Questo perché il Movimento Cinquestelle si è rivelato la terza (ma forse la prima) forza politica nel Paese e sicuramente imbattibile al ballottaggio. Di conseguenza la modifica più ovvia dell’Italicum sarebbe il premio di maggioranza alla coalizione e non più alla lista. Ma Renzi si può permettere un dietrofront del genere senza perdere la faccia? no, naturalmente. Ecco perché il premier ha lasciato carta bianca al Parlamento. Lo stesso Parlamento, però, a cui ha fatto votare la fiducia sull’Italicum con il premio alla lista. Insomma un pasticcio da cui non sarà facile uscire per Renzi. Forse a questo punto sarebbe meglio un colpo di audacia mettendo in archivio un Italicum mai davvero nato per provare con i collegi uninominali a doppio turno o con un ritorno al Mattarellum. Ma il passaggio sarà il referendum costituzionale, già opportunamente spostato di un mesetto dallo stesso premier.

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