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Apr 04

Primo giorno di consultazioni: Mattarella prova a risolvere il rebus governo

Fonte: La Repubblica

di Umberto Rosso

Al via stamattina i colloqui tra il Presidente della Repubblica e i rappresentanti delle forze politiche per tentare di risolvere una delle crisi più complicate nella storia della Repubblica

La prima a varcare la porta dello Studio alla Vetrata, ed è anche la prima volta nella sua carriera politica, la neopresidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati. Al via stamattina al Quirinale le consultazioni-rebus per tentare di risolvere una delle crisi più complicate nella storia della Repubblica.
Una “sfilata” in 48 ore, che si chiude domani pomeriggio con i 5Stelle, aperta come di consueto dai vertici istituzionali. Un’ora di colloquio della Casellati con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Fuori, nella Loggia d’Onore in attesa una folla di giornalisti e troupe tv, 400 gli accreditati, anche in questo caso cifre record. Dopo la numero uno di Palazzo Madama, è il turno del numero uno di Montecitorio: alle 11.30 ecco Roberto Fico, un altro debuttante nell’alto ruolo di presidente della Camera, anche lui eletto da una maggioranza centrodestra-grillini.
Da prassi, i presidenti del Parlamento non rilasciano dichiarazioni ai microfoni all’uscita dal colloquio con il capo dello Stato, per rispetto del proprio ruolo superpartes.
Terzo appuntamento della mattinata, alle 12.30, con il presidente emerito Giorgio Napolitano, senatore a vita e di diritto, che lo Studio alla Vetrata lo conosce assai bene: dall’altra parte della scrivania, rispetto a quella in cui prende posto questa mattina, ha dovuto gestire lui nell’arco di nove anni alcune e difficili consultazioni del passato (come quella del 2013, tre mesi tormentati prima di arrivare al governo Letta, dopo il fallimento di Bersani).
Quanto alla crisi di oggi, il presidente emerito ha detto chiaramente come la pensa aprendo la prima seduta del Senato, il 23 marzo scorso: un duro atto di accusa al Pd di Renzi, sconfitto secondo Napolitano perché «l’autoesaltazione dei risultati raggiunti non ha evidentemente convinto il Paese». Le urne hanno invece premiato «forze di radicale contestazione, di vera e propria rottura rispetto al passato, con i partiti tradizionali avvertiti come lontani e chiusi, le loro certezze e aspettative sono state travolte». Valutazioni che l’ex capo dello Stato non può che ribadire al suo successore al Quirinale, al quale rivolge «fiducia e stima» per il compito che l’attende.
Nel suo discorso al Senato, Napolitano non si era limitato all’analisi del voto, ma aveva lanciato anche alcune indicazioni politiche. Spiegando che a suo giudizio «occorre comunque corrispondere alle scelte del corpo elettorale e delineare la strada per il prossimo futuro del Paese». Per aprire, nell’attuale scenario, nuove prospettive al Paese «sono insieme essenziali il rispetto della volontà popolare e il rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica».
Dopo Napolitano, le consultazione al Colle riprendono alle 16.30 con il gruppo parlamentare delle Autonomie. Quindi, un altro “ritorno”: quello dell’ex presidente
del Senato Pietro Grasso, stavolta come coordinatore di Liberi e Uguali, che fa parte della delegazione del gruppo misto di Palazzo Madama guidata da Loredana De Petris.
In delegazione anche il socialista Nencini ed Emma Bonino (per +Europa).  A chiudere la prima giornata, la delegazione di Fratelli d’Italia, capitanata da Giorgia Meloni. Verrà domani però il momento della verità: salgono al Colle il Pd, Forza Italia, la Lega e i 5Stelle.

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