Pnrr, le procedure semplificate per attuare il piano. Più facile per i professionisti passare alla Pa

Fonte: Corriere della Sera

di Enrico Marro


Un pacchetto di aiuti per il turismo; misure per semplificare e accelerare gli investimenti nelle ferrovie; interventi a supporto dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale; istituzione di un Comitato scientifico per la revisione della spesa al Mef e di una Unità per la semplificazione a Palazzo Chigi; implementazione delle Zone economiche speciali; riduzione dei tempi e delle procedure per la Via, la valutazione di impatto ambientale; un concorso di progettazione per scuole innovative; possibilità per le Università di chiamare professori e ricercatori dall’estero; assunzioni nella giustizia; norme per prevenire e combattere le infiltrazioni mafiose nell’attuazione delle opere. Sono i principali contenuti del decreto legge per «l’attuazione del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, e la prevenzione delle infiltrazioni mafiose» che è stato approvato mercoledì 27 ottobre dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento, che nella bozza presenta 42 articoli, col quale il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intende da un lato dare un’ulteriore sferzata alla messa in atto del piano, dal quale dipende l’erogazione da parte dell’Unione europea di quasi 200 miliardi di euro, e dall’altro mettere l’esecuzione dei lavori al riparo dalle attenzioni della criminalità organizzata.

Credito d’imposta dell’80% per le imprese del turismo
Sono 2,4 i miliardi (che con la leva finanziaria salgono a 6,) destinati al turismo nel nuovo decreto legge Recovery con le misure per attribuire le risorse del piano e accelerare la realizzazione dei progetti del Pnrr, appena approvato dal Consiglio dei ministri.
Tra i principali interventi 114 milioni per il Digital Tourism Hub, quasi 1,8 miliardi per il Fondo competitività imprese turistiche e 500 milioni per Roma Caput Mundi – Next Generation EU.
Nel decreto trovano posto, ai primi articoli, anche i nuovi sostegni alle imprese del settore turistico, in preparazione da tempo. In particolare, un credito d’imposta dell’80% e un contributo a fondo perduto del 50% sulle spese di investimento. Stanziamento previsto: 100 milioni nel 2022 e 180 milioni l’anno nel 2023 e 2024. Sempre a favore del settore si istituisce una Sezione speciale turismo all’interno del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese. Infine, ci sarà un credito d’imposta del 50% (con un tetto di 25 mila euro) sulle spese per la digitalizzazione sostenute dalle agenzie di viaggio e dai tour operator.

Più facile passaggio professionisti nella P.a.
Niente penalizzazioni per i professionisti che accettano contratti a tempo con la Pubblica amministrazione per i progetti del Recovery: il nuovo decreto per l’attuazione del Pnrr «per incentivare il reclutamento delle migliori professionalità» prevede che i professionisti possano mantenere l’iscrizione agli ordini di appartenenza e che, in ogni caso, non ci siano costi «a carico del professionista per la ricongiunzione» dei periodi contributivi in caso si opti per non rimanere iscritti alla relative casse di previdenza.

Ferrovie, dal progetto all’esecuzione
Il secondo capitolo del decreto è dedicato alle opere ferroviarie, che assorbiranno del resto una parte rilevante delle risorse del Pnrr. Vengono semplificate le procedure per gli investimenti, prevedendo, tra l’altro, termini ridotti (30 giorni) per il via libera delle commissioni parlamentari e della Conferenza unificata sul piano strategico quinquennale trasmesso dal ministero delle Infrastrutture, decorsi i quali scatta il silenzio-assenso. Inoltre, l’affidamento della progettazione ed esecuzione dei lavori potrà avvenire anche sulla base del progetto di fattibilità tecnica ed economica. E vengono accorciati i tempi per la Via.

Docenti dall’estero
Diverse le novità nel capitolo scuola e Università. L’articolo 27 della bozza prevede che le Università, nell’ambito delle proprie disponibilità di bilancio, «possono procedere alla copertura di posti di professore ordinario e associato e di ricercatore mediante chiamata diretta di studiosi stabilmente impegnati all’estero». Verranno inoltre banditi concorsi ad hoc per la progettazione di «scuole innovative».

Task force a Palazzo Chigi
Nasce l’Unità per la semplificazione. Viene istituita «presso la Presidenza del Consiglio dei ministri». Sarà formata da un dirigente individuato «tra figure anche estranee alla pubblica amministrazione, di comprovata esperienza nel settore della legislazione e della semplificazione normativa e da tre figure dirigenziali di seconda fascia, scelte anche tra estranei alla pubblica amministrazione, e da un contingente di sette unità di personale non dirigenziale che possono essere scelte tra appartenenti ai ruoli delle pubbliche amministrazioni e, in numero non superiore a tre, tra estranei alla pubblica amministrazione. Dell’unità fanno parte inoltre non più di cinque esperti di provata competenza e quindici componenti scelti tra esperti nei settori di interesse per l’attuazione delle funzioni delegate del Ministro per la pubblica amministrazione».

Al Mef un comitato per la spending review
Un «comitato scientifico per le attività inerenti alla revisione della spesa», presieduto dal Ragioniere generale dello Stato. è invece previsto dal decreto legge per l’attuazione del Pnrr, rispolverando la «spending review» per rendere più efficiente l’uso del Recovery. Il comitato – cui partecipano dirigenti dei ministeri coinvolti, un componente della segreteria tecnica Mef, e rappresentanti di Bankitalia, Istat, Corte dei conti, farà capo alla ragioneria e «opera in relazione alle linee guida stabilite dal Presidente del Consiglio e riferisce al Ministro dell’economia», si legge nella bozza del provvedimento.

Il ruolo dei prefetti
Contro le infiltrazioni mafiose avrà un ruolo decisivo il prefetto. Sia nell’azione di «prevenzione collaborativa» (articolo 44) con le imprese, come per esempio l’adozione di conti correnti dedicati per l’utilizzo delle risorse del Pnrr, sia, in contraddittorio con le stesse imprese, negli interventi di contrasto della criminalità organizzata, fino all’adozione di misure interdittive dell’attività.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.