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Mar 23

Pensioni, “il governo studia la proposta Boeri”

ECONOMIA

Fonte: La Stampa

boeri

Il ministro Poletti: giusto riflettere su una riforma che tuteli le persone fra i 55 e i 65 anni

Hanno suscitato molte reazioni le dichiarazioni del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che ieri, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, ha invocato una maggiore flessibilità – ma ha precisato: sostenibile – per l’accesso alla pensione.

Da una parte le ha raccolte il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, secondo cui sulla riforma del sistema «va fatta una riflessione, e il governo è disponibilissimo ad affrontarla» insieme all’istituto di previdenza; dall’altra, per i sindacati Susanna Camusso ha sottolineato che «il confronto con Boeri non può sostituire quello con il governo, perché abbiamo un problema di cambiamento della legge Fornero». Il leader della Fiom Maurizio Landini ha fissato come priorità «l’abbassamento dell’età pensionabile per dare spazio ai giovani».

La proposta di Boeri è una riforma organica da presentare al governo entro giugno, per affrontare prima di tutto il problema delle persone fra i 55 e 65 che hanno perso il lavoro ma sono ancora lontane dalla pensione. L’occasione è stata la XX giornata della memoria a Bologna. Dietro lo striscione di Libera erano schierati i vertici del mondo sindacale, qui per testimoniare lo stretto rapporto tra i diritti del lavoro e la lotta alla criminalità: fra i segretari confederali l’unica assente era la leader della Cisl Annamaria Furlan. Gli altri, Camusso e Carmelo Barbagallo, hanno invece affrontato l’argomento pensioni durante la marcia con Poletti.

«La mia impressione – ha detto Barbagallo – è che si rischi ogni volta di spaventare i pensionati e i pensionandi. Stamattina ho chiesto al ministro Poletti, insieme alla Cgil, di fare un incontro sulla previdenza e ci auguriamo di affrontare al più presto tutti i problemi che riguardano questo tema». A partire, appunto, da quelle persone troppo anziane per ricollocarsi e troppo giovani per l’uscita. Un punto, questo, su cui la visione di Poletti è quasi sovrapponibile a quella dell’economista alla guida dell’Inps: «Bisogna flessibilizzare in uscita il sistema pensionistico – ha detto Poletti – a partire dal problema sociale più acuto delle persone più anziane che perdono il lavoro senza aver maturato i requisiti e rischiano di trovarsi in una terra di nessuno. Su questo tema – ha spiegato – siamo d’accordo con Boeri. Lui sta facendo le simulazioni, poi vedremo il da farsi».

Quanto a parlamento, il presidente della Commissione lavoro della Camera, Cesare Damiano, ha apprezzato la convergenza tra esecutivo e Istituto e ha ricordato come in Commissione sia ripresa la discussione sulle proposte di legge sulla flessibilità del sistema previdenziale; sono previste audizioni per Poletti, Boeri e le parti sociali.

Landini della Fiom ha chiesto non solo di abbassare l’età pensionabile ma anche si «ripristinare le pensioni di anzianità e non rimanere solo col contributivo, perché i giovani così non hanno più la pensione». Ssull’ipotesi di ritoccare le pensioni più alte per trovare parte delle risorse necessarie alla riforma è intervenuta la Federmanager, che l’ha definita «un attacco diretto e demagogico alle pensioni di categoria».

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