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Mar 12

Parlamenti al femminile nei Paesi meno liberi

DONNE
Fonte: Il Tempo

donne

La percentuale più alta di deputate in Ruanda

Ma l’Italia a che punto è? Perché quando si parla di «quote rosa» viene subito il dubbio che il nostro Paese sia una sorta di dittatura maschilista, dove il gentil sesso viene considerato poco più che una riserva di caccia da tutelare per legge. Poi ti imbatti nelle statistiche dell’Unione interparlamentare (Organizzazione internazionale dei Parlamenti che ha sede a Ginevrandr ), e scopri che non sempre la democrazia cammina parallelamente con la presenza delle donne nei luoghi della decisione politica.

I dati sono aggiornati al 1 gennaio 2014 e prendono in esame la situazione in 189 Stati nel mondo. La classifica è stilata secondo la percentuale «rosa» della Camera bassa (la nostra Camera dei deputati). Il podio è di quelli difficili da dimenticare. Al primo posto si piazza infatti il Ruanda con 51 donne su 81 seggi, cioè il 63,8% di presenza femminile. Le ultime elezioni legislative risalgono al settembre 2013 e sono state vinte dal Fronte Patriottico Ruandese (RPF) del presidente Paul Kagame che ha ottenuto il 76,2% dei voti. Un consenso talmente grande da sollevare più di una perplessità.

Al secondo posto si piazza Andorra (14 donne su 28 eletti con un bel 50%) e al terzo, udite udite, Cuba. Che nonostante il suo 48,9% (299 su 612) non può certo essere indicato come modello di democrazia. La vera curiosità è che nei primi 10 posti della classifica, al di là delle scandinave Svezia (quarta con il 45%) e Finlandia (ottava con il 42,5%), del Belgio decimo con il 41,3%, non compare nessuno dei nostri partner europei e internazionali. E nella top ten trovano posto Sud Africa, Senegal, Seychelles e Ecuador.

Insomma, saremo anche dei retrogradi, ma siamo in buona compagnia. Davanti a noi, che ci piazziamo al 31° posto con un tutt’altro che disprezzabile 31,4%, solo la Germania (36,5%). Dietro la Francia (26,2% come El Salvador) e la Gran Bretagna (22,6%). Ma soprattutto, si piazzano dietro di noi e con un pessimo 18,3% (al pari di San Marino) gli Stati Uniti governati da Barack Obama che nel novembre del 2012 sono riusciti ad eleggere solo 79 donne su 432 componenti della Camera.

Non proprio una nota al merito per la patria delle libertà che fino a qualche anno fa si vantava di esportare la democrazia nel mondo. O forse è semplicemente la conferma che le «quote rosa» sono un argomento che interessa solo noi.

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