Non parlate a Putin della successione

Fonte: Corriere della Sera

di Franco Venturini

In una intervista ha risposto seccato a una domanda su questo. Lui conta di rimanere a lungo al Cremlino ma le alternative non sembrano rassicuranti per l’Occidente

In una recente intervista Vladimir Putin si è sentito chiedere chi avrebbe potuto succedergli, e quando. Il capo del Cremlino ha risposto secco: «Chi parla di successione destabilizza la Russia». Parole che indicano un auto-culto della personalità non più mascherato dai modi, o dalla pretesa semi-democrazia russa. Certo, ai tempi di Stalin la stessa domanda sarebbe costata la vita all’intervistatore, ma la linea rossa tracciata da Putin, se non stupisce più di tanto nella Mosca di oggi, pone all’Occidente alcuni quesiti non da poco: coloro che vorrebbero liberarsi di Putin il prima possibile, cosa auspicano per il dopo?
Siamo sicuri che una Russia senza Putin sarebbe meno aggressiva, più amichevole e dialogante, che Mosca riprenderebbe quella marcia verso la liberal-democrazia che gli ideologi americani credettero di individuare ai tempi di Medvedev? I dubbi non sono soltanto occidentali, e per ogni buon conto il novello zar si è coperto le spalle.
Alle Presidenziali del 2024 la sua candidatura non è ancora ufficiale ma è sicura. Per il dopo è stata varata una legge che gli consente di restare al Cremlino fino al 2036, se lo desidera. E lui di sicuro lo desidera, almeno fino a quando i consensi elettorali saranno attorno al 60 per cento come oggi. In un Paese che ha il secondo arsenale nucleare del mondo, che ha il diritto di veto all’ONU, che sa essere decisivo in termini geopolitici, il buio oltre la siepe disegnato da Putin non risulta rassicurante. Soprattutto per chi sa che in Russia le elezioni si preparano con la repressione del dissenso e dei media, e che il nazionalismo anti-occidentale esiste da sempre.
Allora su chi puntare, cosa aspettarsi nel caso non si dovesse giungere al 2036? Il ministro degli esteri Lavrov è molto stimato. Ma il probabile protagonista di un inatteso dopo-Putin sarebbe probabilmente Sergej Shoigu, oggi ministro della Difesa. Che avesse ragione Putin, con quella risposta sgarbata?

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