Merkel e Hollande: per la Grecia una soluzione entro maggio

Fonte: La Stampa

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A Berlino l’incontro tra i due leader per discutere del salvataggio di Atene Il Fondo monetario internazionale: alcuni progressi nel negoziato ci sono stati

Il solito balletto. Il presidente Francois Hollande e la cancelliera Angela Merkel si incontrano a Berlino, parlano di Grecia e dicono che «il programma dovrebbe essere completato entro la fine di maggio». Si riferiscono all’intesa su “riforme in cambio di finanziamenti” ormai in discussione da febbraio, il patto che dovrebbe consentire ai creditori Ue, Fmi, e Bce di concedere i 7,2 miliardi rimasti a disposizione per evitare la bancarotta sempre possibile.

Detto dai numi dell’asse franco-tedesco sembra un ordine, invece salta fuori il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, che denuncia l’impossibilità di chiudere in dieci giorni, cosa che torna anche al numero uno della Commissione, Jean-Claude Juncker. Risultato: a sei settimane dalla sua scadenza, il salvataggio ellenico prorogato tre mesi fa resta ancora nel mondo dei negoziati e, anche, dei sogni.

Frau Merkel invoca «passi chiari». Vuole vedere il premier Tsipras ai margini del vertice di Riga, giovedì e venerdì, sede in cui si dovrebbe parlare solo di partenariato orientale, dunque principalmente di Ucraina. Ma ogni occasione e buona, e nessuno vuole perderla. La Grecia, avverte la cancelliera, «ha necessità economiche che non possono attendere» e, comunque, «deve restare nell’euro». Conta di mettere il suo peso politico per convincere il greco che, sinora, ha dimostrato di riconoscere in lei un interlocutore più apprezzabile dei funzionari di Bruxelles.

Possibile? Dijsselbloem risponde «improbabile», perché non è all’ordine del giorno, e una decisione su debito e riforme di Atene può arrivare solo in seno ai colloqui del governo greco con Ue, Fmi e Bce. Verissimo. Anche perché le promesse politiche di Tsipras sinora non hanno avuto la caratteristica di tramutarsi in fatti concreti. «I progressi sono lenti», fa sapere Juncker attraverso il suo portavoce. Si negozia con fede e stanchezza.

Per chi cercava chiarezza, ecco il Fondo monetario internazionale che fa sapere che ci sono stati «alcuni progressi» nel negoziato. Dovrebbero raccontarli alla Commissione. «La situazione resta complessa», precisa comunque da Washington il diretto Christine Lagarde, che aggiunge: «Atene può cambiare programma ma servono misure equivalenti». E’ un segnale di flessibilità. Però il bailout della Grecia «è una questione di rispetto degli impegni presi con la comunità internazionale» e, il Fondo «non è al servizio dell’ideologia politica bensì della stabilità finanziaria e dello sviluppo economico». Chissà cosa ne pensa davvero Tsipras.

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