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Mag 24

Manovra, tagli alle slot machine e addio agli studi di settore

Fonte: La Stampa

di Paola Baroni

I giochi d’azzardo ridotti del 34% entro il 2019. Indice di affidabilità per le imprese. Il governo: la rottamazione delle liti fiscali sarà estesa alle imposte locali

Il governo ha deciso di anticipare l’operazione che di qui al 2019 porterà alla riduzione del 34% del numero delle slot machine. Sul fronte delle entrate invece la rottamazione delle liti fiscali viene estesa alle imposte locali mentre i termini sono spostati al 23 aprile, vengono alleggerite le sanzioni in caso di versamenti incompleti della voluntary disclosure ed infine vanno definitivamente in soffitta gli studi di settore per lasciare spazio ai nuovi undici studi di affidabilità. Sono molte le novità inserite ieri nella manovra bis dalla Commissione Bilancio della Camera. Ecco le più importanti.

Slot machine
Con un emendamento atteso da giorni il governo ha deciso di anticipare la riduzione del numero delle slot machine. Il taglio complessivo del 34% previsto entro il 2019 sarà raggiunto in due tappe: entro fine anno le macchinette dovranno diminuire del 15% (a non più di 345 mila) e quindi entro aprile 2018 dovranno essere al massimo 265 mila. Le modalità verranno decise entro luglio dal Mef. Come ha spiegato il sottosegretario Pier Paolo Baretta «si trattava di dare un segnale di coerenza rispetto all’impostazione generale condivisa da Comuni e Regioni avviando un percorso di ristrutturazione di riduzione dell’offerta in materia di giochi». Carlo Rienzi del Codacons parla invece di «un taglio solo di facciata: lo “Stato biscazziere” tenta di mettere una toppa al problema della ludopatia con un provvedimento che non servirà a nulla visto che le sale da gioco sono talmente tante che i giocatori troveranno il modo per rovinarsi».

Rottamazione liti
Tre differenti emendamenti allargano invece i margini per definire le cosiddette liti fiscali: da un lato questo nuovo istituto viene esteso anche alle controversie che riguardano gli enti locali (Comuni, Province e Regioni) i quali entro il 31 agosto dovranno stabilire se applicare o meno la misura. Quindi i termini sono stati portati al 23 aprile (data di entrata in vigore del decreto) mentre finora per poter aderire occorreva essersi costituiti in giudizio entro il 31 dicembre 2016. Niente da fare invece per le tante proposte che puntavano a riaprire i termini per la presentazione della rottamazione delle cartelle esattoriali. «La proposta ha un fondamento – ha spiegato il viceministro dell’Economia Enrico Morando – ma ora rischierebbe solo di portare al collasso gli uffici alle prese con l’enorme richiesta già arrivata».

Studi di settore
Al posto degli studi di settore, spesso tanto criticati, arrivano gli indici sintetici di affidabilità fiscale. La Commissione Bilancio ieri ha infatti deciso di assorbire nella manovra-bis il disegno di legge presentato nelle scorse settimane da Ap che prevede a partire dal 2018 l’istituzione di indicatori tesi a verificare la normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale, anche con riferimento a diverse basi imponibili, introducendo un regime di premi crescenti su una scala da 1 a 10 in base al grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente. Oltre «a semplificare gli adempimenti e migliorare il rapporto cittadini-Fisco», come ha spiegato il presidente della Commissione Finanze, Maurizio Bernardo, un altro obiettivo «è la creazione di un sistema di premialità legato al posizionamento del contribuente che prevede l’esonero da alcuni adempimenti e l’esclusione dagli accertamenti sulle presunzioni semplici».

Voluntary bis
Sanzioni più leggere, infine, in caso di mancato o insufficiente versamento, anche in caso di errore, delle somme dovute per l’emersione dei capitali prevista dalla voluntary disclosure-bis contenuta in manovrina: anziché far scattare le sanzioni dovute per il mancato versamento verrà applicata una semplice maggiorazione del 10%.

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