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Ott 21

Manovra, ma Renzi e Di Maio che cosa chiedono a Conte?

Fonte: Corriere della Sera

di Enrico Marro

Cosa succede
Governo e maggioranza proveranno lunedì sera, in un vertice, ad appianare i contrasti sulla manovra approvata «salvo intese» nella notte tra martedì e mercoledì. Il tentativo del premier, Giuseppe Conte, stretto fra le richieste dei 5 Stelle e di Italia viva, è di evitare troppi cambiamenti, altrimenti il decreto fiscale e il disegno di legge di Bilancio dovranno tornare di nuovo in Consiglio dei ministri prima di essere inviati in Parlamento. Contrario a stravolgimenti è anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, impegnato a preservare i saldi di finanza pubblica anticipati a Bruxelles. Intanto il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dice al Tg1: «Gli obiettivi di favorire la crescita e di riduzione del debito sono da condividere»

Le richieste di Italia Viva: via Quota 100
Italia viva non demorde. Su Quota 100, il canale di accesso anticipato alla pensione (bastano 62 anni d’età e 38 di contributi) introdotto dal governo Conte 1 (M5s- Lega), il partito di Matteo Renzi presenterà in Parlamento un emendamento per l’immediata soppressione. Iv boccia Quota 100 perché, dice Renzi, prevede una spesa di «20 miliardi di euro in tre anni per 150 mila persone, un’assurdità». In subordine, ci saranno emendamenti per far cessare un anno prima Quota 100, cioè alla fine del 2020 anziché del 2021, come prevede la legge. Oppure per aggiungere tre mesi alle «finestre» di attesa tra la maturazione del requisito e la decorrenza della pensione, come già avevano ipotizzato i tecnici dell’Economia.

Più soldi a famiglie e lavoro
La cancellazione di Quota 100, dovrebbe servire, per Italia viva, ad aumentare i soldi per la famiglia e a tagliar le tasse sul lavoro. La priorità, per Matteo Renzi, è il cosiddetto Family act: «Daremo quei soldi ai giovani, alle coppie, alle famiglie, agli stipendi». Iv giudica insufficienti le misure della manovra. Il fondo per la famiglia, con 600 milioni nel 2020, permetterà di finanziare gli asili nido gratuiti, mentre l’assegno unico per i figli richiede che prima, con una delega al governo, sia riordinata la giungla degli interventi (detrazioni, assegni familiari, bonus bebè). Più soldi, dice Iv, dovrebbero andare anche sul taglio del cuneo, le tasse sul lavoro, perché di una riduzione media di 40 euro non si accorgerebbe nessuno. Ma tutto dipende da come finirà il braccio di ferro su Quota 100

Patente fiscale a punti
Tra le cose annunciate ieri da Matteo Renzi alla Leopolda c’è l’intenzione di Italia viva di «presentare nei prossimi giorni delle proposte sul Fisco telematico e sull’innovazione». In particolare, il nuovo partito vuole introdurre «la patente fiscale a punti, perché non è pensabile che un cittadino debba vivere nell’angoscia del controllo se ha sempre fatto bene». In pratica, sul modello della patente di guida, il contribuente dovrebbe guadagnare o perdere punti in base ai propri comportamenti fiscali. E di conseguenza essere premiato con sconti fiscali o, al contrario, punito con più controlli e verifiche. Proposte saranno presentate anche per potenziare le dichiarazioni precompilate. La manovra prevede quella Iva dal 2021.

Le richieste dei 5 Stelle: resti la flat tax per le partite Iva
Per il Movimento 5 Stelle la tutela del «popolo delle partite Iva» è diventata una delle bandiere della manovra. Di qui l’obiettivo di rimuovere la stretta contenuta nella bozza del decreto fiscale. In particolare, l’introduzione dell’obbligo di tenuta delle scritture contabili per le partite Iva fino a 65 mila euro di ricavi che beneficiano della flat tax al 15%. Per i 5 Stelle «non ha senso tornare indietro sul regime forfettario approvato lo scorso anno, che ha avuto grande successo. Vogliamo semplificare la vita ai piccoli, accompagnandoli verso forme di pagamento tracciabili e tagliando le commissioni bancarie». Si lavora a una mediazione che prevede il regime analitico sopra i 30 mila euro come opzione incentivata.

Meno severità sul contante
Non piace ai grillini neppure il drastico abbassamento del tetto all’uso del contante. E questo è un punto di scontro diretto con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha voluto la riduzione, sia pure graduale, del limite dai 3 mila euro attuali ai mille a partire dal 2022. Secondo i 5 Stelle si dovrà intervenire sul tetto al contante solo dopo che saranno abbassate le commissioni sulle carte di credito delle banche. Passo necessario, aggiungono, anche sul fronte dei Pos, dove la manovra prevede un inasprimento delle sanzioni per gli esercenti che non se ne dotino.
«Va bene l’obbligo del Pos — dice il Movimento — ma solo a condizione che si abbattano i costi per i commercianti». Possibile che le sanzioni (30 euro più il 4% del valore della transazione) vengano quanto meno ridotte.

Carcere per i grandi evasori
Introduzione subito del carcere per i grandi evasori e confisca per sproporzione. Non bisogna solo colpire chi evade centinaia e centinaia di migliaia di euro, ma occorre anche che lo Stato si riprenda quello che hanno sottratto ai cittadini onesti, per poi re-investirlo in favore delle piccole e medie imprese». Questa la richiesta dei 5 Stelle, dove la parola chiave è «subito». Finora l’inasprimento del carcere era demandato a un emendamento da presentare in Parlamento, secondo il compromesso raggiunto nella lunga notte del varo della manovra. Ma ora il Movimento accelera: vuole le norme nel decreto. E apre: la soglia per far scattare il carcere potrebbe essere fissata a 100 mila euro di evasione, anziché 50 mila

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