Manovra: due miliardi contro il caro-bollette. Ecobonus al 70% nel 2024

Fonte: Corriere della Sera

di Enrico Marro


Con l’invio, ieri, del Documento programmatico di bilancio (Dpb) al Parlamento e alla commissione Ue, diventano chiare le poste finanziarie della prossima manovra. Che, complessivamente, per il 2022 vale 23,4 miliardi, con un trascinamento di 5,3 miliardi nel 2023 e 4,9 nel 2024. La voce che nel 2022 assorbirà più risorse è la riduzione delle tasse, con 8 miliardi, di cui 2 già stanziati in precedenza. Serviranno per tagliare il cuneo fiscale sul lavoro, come chiesto anche ieri dall’Ocse.

Briciole per le pensioni
Il Dpb (60 pagine) si limita a elencare i capitoli della manovra. E così sulle tasse si parla solo di «attuazione della prima fase della riforma fiscale». Il resto arriverà con l’ attuazione della delega approvata di recente dal governo e andrà a regime dal 2023. I dettagli sul fisco così come sugli altri capitoli della manovra si conosceranno all’inizio della prossima settimana, quando il consiglio dei ministri varerà il disegno di legge di Bilancio. Questi giorni saranno impiegati a definire le norme trovando un accordo nella maggioranza, dove, all’indomani del Dpb sono sopratutto due i temi di conflitto: le limitazioni alla proroga degli ecobonus edilizi prefigurate dal ministro dell’Economia, Daniele Franco, e le scarse risorse a disposizione per le pensioni. Appena 600 milioni il primo anno, 450 il secondo e 500 il terzo per sostituire Quota 100, tema sul quale la Lega ha già espresso una «riserva politica», bocciando l’ipotesi avanzata dallo stesso Franco di fissare Quota 102 nel 2022, che significherebbe limitare l’accesso anticipato alla pensione solo a chi raggiunge 64 anni d’età e 38 di contributi, per salire poi a Quota 104 nel 2023. Con 600 milioni di maggiore spesa prevista nel 2022 difficile si possa fare di più, comprese le ipotesi di allargare la platea dei lavori gravosi ammessi all’Ape sociale e di prorogare «opzione donna». Non a caso la reazione dei sindacati è durissima. Cgil, Cisl e Uil chiedono al governo una convocazione urgente e minacciano la mobilitazione.

Pressing sui bonus
Se sulle pensioni è possibile che Franco debba fare delle concessioni è ancora più probabile che ciò avvenga sul capitolo degli ecobonus edilizi. Qui il Dpb si limita a parlare di «proroga dei bonus per le ristrutturazioni, edilizie, riqualificazione energetica, mobili, sisma, verde». Nell’elenco manca il bonus del 90% sul rifacimento delle facciate. Altro problema: Franco ha spiegato che la proroga del Superbonus del 110% al 2023 sarebbe limitata ai condomini e alle case popolari, escludendo quindi le ville uni e plurifamiliari. E dal 2024 il Superbonus scenderebbe al 70%. Contro queste ipotesi si sono schierati praticamente tutti i partiti. «Il bonus facciate è una misura che sta funzionando – dice il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini (Pd) -. Per questo abbiamo insistito e insisteremo perché non venga eliminata». Per la proroga di tutti i bonus senza limitazioni anche la Lega mentre i 5 Stelle sono contrari ad escludere le case non condominiali dal Superbonus così come alla riduzione dello sconto al 70%.

Ammortizzatori light
Più leggero del previsto anche lo stanziamento per la riforma degli ammortizzatori sociali: 1,5 miliardi, ai quali potrà però aggiungersi un altro miliardo e mezzo frutto della sospensione del cashback. In tutto 3 miliardi per estendere la cassa integrazione alle piccole imprese del terziario. Stanziamenti importanti sono invece previsti per la sanità (4 miliardi) per gli incentivi alle imprese (4 miliardi per Transizione 4.0 e Sabatini) e per calmierare il caro-bollette (2 miliardi anziché 1 come ipotizzato nei giorni scorsi).

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