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Feb 21

L’università di Oxford pensa ad una “sede satellite” a Parigi per avere fondi UE nonostante la Brexit

Fonte: La Stampa

Rivelazione sul Telegraph: contatti in corso tra francesi e università britanniche. Gli atenei potrebbero ancora beneficiare dei finanziamenti, le «succursali» avrebbero nuovi corsi

L’Università di Oxford potrebbe rompere con la tradizione che la vede stabilmente radicata da 7 secoli in Inghilterra, dando vita al suo primo campus oltre Manica, in Francia: una clamorosa novità, immaginata per evitare di perdere i fondi dell’Unione Europea con la Brexit.
Lo rivela il Telegraph, che racconta dei contatti in corso tra i francesi e le università britanniche. Sono stati i francesi a farsi avanti: in un incontro a Oxford, la scorsa settimana, hanno illustrato l’escamotage che potrebbe garantire, anche dopo la Brexit, i finanziamenti dell’Unione Europa a una base «satellite» dell’ateneo a Parigi.
Anche altre università britanniche, tra cui Warwick, sono state avvicinate e invitate a creare campus a Parigi nel 2018: perché qualunque ateneo creato in Francia avrebbe lo status legale francese e continuerebbe a ottenere i fondi dell’Ue.
Per parte loro, le università britanniche potrebbero «esportare» corsi di laurea e programmi, oltre a creare anche corsi di laurea e laboratori di ricerca comuni. Sollecitato in proposito, un portavoce di Oxford ha chiarito che non è stata ancora presa alcuna decisione, ma ha voluto rilevare che «nel corso della storia Oxford è sempre stata un’università internazionale ed è determinata a rimanere aperta al mondo qualunque sia l’orizzonte politico futuro».
In Francia confermano che si lavora ad attrarre le università britanniche oltre Manica: Jean-Michel Blanquer, ex direttore generale del ministero per l’Istruzione, e oggi preside dell’Ecole Superieure des Sciences Economiques et Commerciales (ESSEC), ha confermato che l’obiettivo è un campus internazionale sotto l’egida del’Universite Paris Sienne, un’associazione di dieci università nella capitale francese. E che il progetto viene esaminato e discusso dal mondo accademico con il governo.
Blanquer è già in contatto anche con la Commissione Europea, che finanzia progetti per l’istruzione superiore come Horizone 2020, a cui ora accede anche la Gran Bretagna.

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