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Lug 01

L’Istat abbassa le previsioni di crescita

ECONOMIA
Fonte: La Stampa

Nel secondo trimestre 2014 Pil tra -0,1% e +0,3%. Stazionari i livelli produttivi. Dal mercato del lavoro primi segni positivi, ma nessuna inversione di tendenza

Non solo la crescita resterà lenta, ma nel corso del secondo trimestre la variazione del Pil potrebbe anche essere negativa. È quanto emerge dalla nota mensile dell’Istat, che fotografa la situazione del Paese e le sue prospettive. «Il recupero dei ritmi di attività economica dovrebbe risultare più graduale di quanto atteso all’inizio dell’anno – si legge nel documento -. L’evoluzione dell’economia nel corso del 2014 risulterebbe condizionata dagli alti livelli di incertezza e dalle condizioni ancora difficili sul mercato del credito, giudicato solo in lieve miglioramento».

Tuttavia, spiegano dall’istituto di statistica, «la spesa in beni capitali, il principale driver per la ripresa, potrebbe essere favorita sia dalle più favorevoli condizioni di liquidità delle imprese, sia dalle operazioni di rifinanziamento a tasso agevolato annunciate dal consiglio direttivo della Bce di inizio giugno».

Tenendo conto delle informazioni più recenti, nel secondo trimestre l’attività produttiva dell’industria (al netto delle costruzioni) potrebbe risultare stazionaria, sostiene l’Istat. Infine, la chiave dell’intero documento: «Nello stesso periodo, la variazione congiunturale del Pil è prevista ricadere in un intervallo compreso tra -0,1% e +0,3%». Al risultato, decisamente più basso di quanto stimato dallo stesso istituto, «contribuirebbero positivamente, tra le componenti interne di domanda, la spesa privata per consumi mentre l’apporto delle esportazioni nette è stimato essere lievemente negativo. Il Pil è previsto evolvere intorno a ritmi sostanzialmente analoghi anche nella seconda metà dell’anno in corso. Tenuto conto del dato per il trimestre e dei valori centrali degli intervalli sui vari passi di previsione, la variazione del prodotto lordo nella media del 2014 risulterebbe debolmente positiva».

Per quanto riguarda il mercato del lavoro l’Istat segnala «primi segnali favorevoli che, tuttavia, non delineano una chiara inversione di tendenza». I numeri dell’Istat non sono un fulmine a ciel sereno. La scorsa settimana anche il centro studi di Confindustria ha abbassato le stime. Nonostante il clima «di cauto ottimismo. Il quadro «rimane fragile»: «la malattia della lenta crescita non è stata debellata e il paziente è debole e fatica a riprendersi e a reagire alle cure», è la fotografia degli analisti.

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