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Mag 12

Israele, ancora razzi dalla Striscia di Gaza e raid aerei dell’esercito. Tensioni anche in Cisgiordania: morto un palestinese

Fonte: La Repubblica

Il movimento islamista annuncia il lancio di altri 210 ordigni su Tel Aviv e Beersheva, attaccato l’aeroporto Ben Gurion. L’esercito israeliano fa sapere di aver ucciso altri due dirigenti di Hamas. Dichiarato lo stato d’emergenza a Lod. Oggi nuova riunione Onu

Ormai è guerra tra Israele e Hamas. Il movimento islamista ha annunciato nella notte il lancio di altri 110 razzi su Tel Aviv e altri 100 sul sud dello Stato ebraico, a Beersheva.
Cinque gli israeliani morti da lunedì per i razzi lanciati dalla Striscia di Gaza, tra cui due stamani a Lod; almeno 35 i palestinesi uccisi nei raid di Israele sull’enclave palestinese, tra cui 10 bambini. Tra loro ci sono anche due dirigenti militari di Hamas: il comandante di brigata a Khan Yunes (a sud di Gaza) Rafah Salameh e il capo dell’intelligence militare Muhammed Yazuri. In un attacco precedente altri due dirigenti avevano perso la vita. I razzi di Hamas hanno colpito un oleodotto ad Ashkelon, provocando un vasto incendio. Secondo quanto riferisce The Jerusalem Post, sarebbero stati uccisi anche Hassan Kaogi, il capo dell’ala di sicurezza dell’intelligence militare di Hamas, così come il suo secondo in comando, Wail Issa, il capo del controspionaggio dell’intelligence di Hamas.
A Tel Aviv le sirene d’allarme sono risuonate a lungo e ieri sera l’aeroporto Ben Gurion è stato chiuso per circa un’ora. In mattinata gli attacchi allo scalo Ben Gurion sono ripresi. E nuovi disordini si sono verificati stamane anche nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme, nel corso delle preghiere del mattino. Le tensioni si estendono anche alla Cisgiordania, dove un palestinese è stato ucciso in scontri con i soldati. Oggi è in programma un incontro urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Hamas: “Più di 200 razzi sparati nelle ultime ore”
Hamas ha annunciato di aver lanciato oltre 200 razzi contro Israele come risposta alle azioni su Gaza. In un comunicato l’organizzazione palestinese fa sapere che 100 missili sono stati sparati contro la città di Tel Aviv, e circa 110 su Beersheva, “come rappresaglia per la ripresa degli attacchi contro immobili abitati dalla popolazione civile”. Tra gli obiettivi anche l’aeroporto Ben Gurion. Le sirene di allarme sono risuonate verso le 6 locali (le 5 in Italia) a Tel Aviv e nelle località vicine, costringendo la popolazione a correre nelle stanze protette. Altri attacchi sono stati segnalati nel sud di Israele. Le scuole in queste località sono tenute chiuse, il traffico ferroviario verso Ashkelon e il sud di Israele è interrotto. Secondo quanto riporta il Times of Israel citando le forze israeliane (Idf), dall’inizio dell’escalation lunedì sera tra Israele e Hamas sono stati lanciati dalla Striscia di Gaza in direzione di Israele oltre 1.050 razzi e colpi di mortaio. Il portavoce militare ha spiegato che l’85% è stato intercettato e 200 sono invece caduti all’interno dell’enclave palestinese.

Tensioni anche in Cisgiordania: un morto
I combattimenti fra Israele e Hamas hanno elevato la tensione anche in Cisgiordania. Secondo la agenzia di stampa ufficiale Wafa, nel campo profughi al-Fawar (Hebron) ci sono stati scontri fra gli abitanti e reparti dell’esercito, ed un giovane (Hussein al-Titi) è rimasto ucciso. La agenzia aggiunge che i militari hanno impedito ad una ambulanza di soccorrerlo. L’esercito israeliano non ha ancora commentato l’episodio. Poche ore prime, al posto di blocco di Zaatra (Nablus) un altro palestinese era stato colpito a morte dal fuoco di militari.

Stato di emergenza a Lod, rinforzi in altre città

“Ho parlato con il sindaco di Lod ,Yair Revivo e l’ho aggiornato sulla decisione di rafforzare immediatamente la vigilanza con le forze di polizia di frontiera”, afferma il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz in un tweet. Il governo era stato aspramente criticato dal primo cittadino della città, colpita dalla rivolta di una parte della popolazione araba. “Nella situazione a cui siamo arrivati – ha aggiunto -, dobbiamo agire con fermezza contro i criminali, raffreddare gli animi e mantenere l’ordine pubblico. In qualità di leader pubblici, abbiamo la responsabilità di calmare la situazione, ed è così che agiremo”. Gantz non ha escluso “l’imposizione di un coprifuoco se necessario”. Secondo i media misure straordinarie saranno estese ad altre città.

L’allarme dell’inviato Onu: “Israele e Hamas verso la guerra, subito il cessate il fuoco”
Israele e Hamas stanno andando verso una “guerra su larga scala”, ammonisce su Twitter l’inviato delle Nazioni Unite per il Medio Oriente Tor Wennesland, invitando le parti a porre fine “immediatamente” agli scontri. “Smettete di sparare immediatamente. Questa escalation sta andando verso una guerra su larga scala. I leader di tutte le parti devono impegnarsi nella de-escalation. Una guerra a Gaza sarebbe devastante e la gente comune ne pagherebbe il prezzo”, ha scritto Wennesland.  Il segretario generale Antonio Guterres commenta su Twitter: “Sono molto preoccupato per quanto sta accadendo in Israele e nei territori palestinesi. L’Onu lavora per un’urgente de-escalation”. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu è stato convocato in riunione di emergenza per oggi. Si tratta della seconda riunione di emergenza nell’arco di tre giorni, convocata su richiesta di Tunisia, Norvegia e Cina.

Gli Stati Uniti con Israele: “Fermo sostegno”
Il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan, ha fatto sapere di aver parlato con il consigliere per la sicurezza nazionale israeliano Meir Ben Shabbat. Il principale organo che assiste il presidente degli Usa sulla politica estera ha condannato gli attacchi missilistici in corso da parte di Hamas e di altri gruppi terroristici, anche contro Gerusalemme e Tel Aviv. Ha espresso inoltre “il fermo sostegno del Presidente alla sicurezza di Israele e al suo legittimo diritto di difendere se stesso e il suo popolo, proteggendo i civili”. Sullivan ha anche trasmesso “l’incoraggiamento degli Stati Uniti a compiere passi verso il ripristino di una calma sostenibile”. Sullivan ha anche parlato con il governo egiziano della situazione a Gaza e Gerusalemme e dei passaggi necessari a ripristinare la calma nei prossimi giorni.

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