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Mag 27

Intervista a Civati: “In Liguria battaglia di civiltà”

POLITICA

Fonte: la Stampa

civati

L’ex esponente del Pd punta su Pastorino, l’anti-Paita: «A Genova ci sarà una sorpresa»

«Occhio che a Genova ci sarà una sorpresa». Possibile. La nuova vita politica di Pippo Civati passa dalla lì: spera in Luca Pastorino per mettere i bastoni tra le ruote a Raffaella Paita.

Dunque Civati, puntate tutto sulla Liguria? 

«La Liguria per noi è una battaglia di civiltà. O tutti noi di sinistra stavamo a casa oppure si pensava a qualcosa. I nostri qui sono usciti già a gennaio quando Pastorino si è messo a disposizione per una cosa molto importante, un’altra possibilità che ha la sinistra in un luogo dove ci sono le condizioni per fare bene».

Che intende?

«Beh, ci sono candidati che hanno sostenuto la Paita alle primarie che ora fanno i capilista con Toti».

Se dopo le elezioni non si forma una maggioranza in consiglio voi che fate?

«Se nessuno prende il premio la maggioranza si farà coi paitoti».

Una crasi?

«Certo, una crasi politica con pezzi del centrodestra, dall’Ncd ligure a quelli che appoggiano Toti».

E voi? Porte chiuse?

«Sbarrate. Prima non ci considerano, poi ci dileggiano, poi ci chiedono i voti».

Qual è il futuro prossimo di Possibile? 

«Il 2 giugno pubblicherò una lettera aperta che dirà quello che faremo. Qualcuno se n’è avuto a male per i tempi con i quali ci siamo mossi, ma la mia è la domanda di una politica diversa, non si può aspettare all’infinito. Ci prendiamo l’estate per verificare questa possibilità».

E se non ci fosse?

«In quel caso deciderò di fare altro. La mia è una scelta di sincerità. Non c’è nessun calcolo. Il Pd si è spostato da un’altra parte. Segnalo a quelli che sono rimasti che per ora l’azione di convincimento sul segretario non ha funzionato molto, diciamo. E segnalo anche che quando hai votato ogni cosa poi la gente te lo rimprovera».

De Luca?

«Gli diamo al colpa perché ha insistito. Ma io ricordo bene come lui abbia affrontato la questione con palazzo Chigi che ora ne porta la responsabilità. In Campania sono messi maluccio: o vince Caldoro o perde la Campania».

L’ipotesi di toccare la legge Severino?

«Di sicuro non si può cambiare ad personam, a meno che non si voglia trasformare per l’ennesima volta il centrosinistra nel centrodestra».

 

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