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Ott 08

“In piazza senza simboli e partiti. Vogliamo risposte, non elemosine”

Fonte: La Stampa

di Emanuele Rossi

Oggi la prima manifestazione degli abitanti rimasti isolati dopo il crollo. E in città il ministro Toninelli incontra la responsabile dei Trasporti Ue

«Liberate la Valpolcevera». Sarà lo slogan d’uno degli striscioni che apriranno il corteo di oggi a Genova. Dal cuore del Porto antico risalirà sulla centralissima via San Lorenzo per arrivare prima sotto la sede della Regione Liguria e poi sotto la prefettura, proprio mentre dentro il palazzo il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e la commissaria europea ai Trasporti Violeta Bulc parleranno del Ponte Morandi.
La manifestazione nata dal basso, da un comitato spontaneo di cittadini e da un’assemblea nel teatro di quartiere, a Certosa, è pronta a invadere il centro genovese. Ci sarà un grande muro disegnato su uno striscione. E con il nastro bianco e rosso sarà “transennato” il cuore della città. Sono i simboli della condizione quotidiana, dal 14 agosto scorso, di 70 mila cittadini genovesi che chiedono ascolto, diritti, ritorno alla normalità e soprattutto liberazione dal traffico.
«Non siamo un comitato e la manifestazione è a-partitica, non vogliamo che nessuno ci metta il cappello», hanno ribadito gli organizzatori Andrea Brina, Emilio Rizzo, Giulio Masi, Carlo di Bernardo e Marianna Amatore. La precisazione è arrivata dopo che la Fiom aveva annunciato la partecipazione al corteo. Amatore, 34 anni, chiede a tutta la città di unirsi: «Dalla Valpolcevera saremo in tanti, ma io conto sulla presenza di persone da tutta la città, perché quello che è successo riguarda tutti i genovesi. È la nostra occasione di farci sentire». In corteo ci sarà anche il presidente di municipio Federico Romeo: «Ci sarò perché il mio Municipio sta patendo tantissimo e perché dobbiamo farci sentire, come andrò a Roma in audizione alla Camera». Al corteo parteciperanno anche una parte degli sfollati di via Porro e via Fillak. Una volta in piazza De Ferrari, una delegazione di organizzatori e rappresentanti dei commercianti, degli studenti e degli sfollati salirà a colloquio con il governatore Giovanni Toti.
«Non vogliamo elemosine, ma tutela della salute, del lavoro e servizi pubblici sotto controllo sociale, perchè questo non debba ripetersi. – ha scritto Rosanna Aluigi -. Lavoratori e cittadini non sono una materia prima da cui generare profitti limitando i costi, la vita umana non può essere monetizzata. Vogliamo risposte e tempi certi per gli sfollati». La prima richiesta, la più pressante, è però quella di fare una “breccia” nel muro rappresentato oggi dai tronconi del Morandi.

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