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Nov 25

Hollande da Obama: «Non manderemo truppe in Siria»

ESTERI

Fonte: Corriere della Sera

Il presidente americano «Siamo tutti francesi». Ma poi chiede all’Ue di condividere «più informazioni» nella lotta all’Isis. «Russia colpisca solo Isis se vuole lavorare insieme»

Stati Uniti e Francia fianco a fianco. Contro il terrorismo. Quello di Obama e Hollande – in diretta in conferenza congiunta dalla Casa Bianca dove il presidente francese è arrivato in mattinata ora locale – è un discorso che mira sempre di più a unire il fronte anti Isis e che arriva dopo il maggiore impegno di Parigi nei bombardamenti in Siria. Ma non solo. L’attenzione è puntata anche sull’abbattimento del jet russo, con il presidente americano che sostiene: «La Turchia ha il diritto di difendere il proprio territorio». Mentre il presidente francese, Francois Hollande, rassicura che Parigi non manderà truppe sul terreno in Siria per combattere l’Isis, anche se ha chiesto un aumento dei bombardamenti contro i jihadisti.«La Francia non interverrà militarmente sul terreno», ha detto Hollande, al termine di un colloquio alla Casa Bianca con il collega americano, Barack Obama.

Il più vecchio alleato, dalla Seconda Guerra Mondiale

A prendere per primo la parola come da etichetta in queste occasioni è il padrone di casa. «Gli Stati Uniti e la Francia sono uniti in totale solidarietà», ha spiegato Obama. E se «l’Isis, nella sua orrenda strategia, non può essere più tollerato, deve essere distrutto». Nel discorso congiunto come prevedibile data la circostanza non sono mancati momenti di retorica: «Nous sommes tous francais», ha detto in francese, il presidente degli Stati Uniti. Obama ha citato la storia, è tornato indietro alla Seconda guerra mondiale, all’11 settembre: «Noi americani abbiamo un grande amore per la Francia, ci dedichiamo agli stessi ideali: la Francia è il nostro più vecchio alleato, ci avete aiutato a conquistare l’indipendenza, noi vi abbiamo aiutato a liberarvi dal fascismo». Poi Obama ha sottolineato la «resilienza degli americani», chiedendo ai partner dell’Ue di «fare di più» nella condivisione di informazioni. E non è mancato un affondo alla Russia, sempre più impegnata sul fronte siriano e che oggi ha visto l’abbattimento di un suo jet. «La Russia deve spostare l’obiettivo dei suoi interventi» per colpire l’Isis e non i ribelli anti-Assad: la pace in Siria va vista attraverso i principi consolidati a Vienna», ha detto Obama, che ha poi confermato la sua partecipazione al summit sul clima la prossima settimana nella capitale francese.

Colpire gli impianti petroliferi di Isis

Hollande dal canto suo ha ringraziato Obama per il sostegno («Obama è il primo che mi ha chiamato dopo gli attacchi») e ha spiegato come colpendo la Francia Isis abbia colpito il mondo. «Non consentiremo – ha continuato – di distruggere il mondo», tutto ciò che è stato fatto «generazione dopo generazione». Ecco perché, ha sottolineato Hollande, «ci vuole una risposta congiunta, militarmente». Hollande ha indicato anche la strategia possibile: «Gli alleati devono distruggere l’Isis ovunque si trovi e le sue risorse che sono sostanziose. Dobbiamo colpire gli impianti petroliferi, il traffico della droga e quello degli esseri umani». E ha poi sottolineato come in Siria serva un governo di unità senza Assad «perché non si può pensare che i siriani possano riunirsi con chi è all’origine di uno dei più grossi massacri di questi anni». E anche il presidente francese ha rivolto un messaggio molto chiaro a Putin: «La Francia può lavorare con la Russia se concentra la sua azione contro l’Isis e se s’impegna ai fini della ricerca di una soluzione politica in Siria».

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