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Mar 05

Elezioni: M5S primo partito, Centrodestra coalizione più forte. Crollo Pd, governo a rischio

Fonte: La Stampa

di Alberto Abburrà, Elena Masuelli, Beniamino Pagliaro e Noemi Penna

Per le Regionali in Lombardia, Fontana è in testa con una forbice tra 38-42%, Gori 31-35%. Nel Lazio Zingaretti 30-34%, Parisi 26-30%, Lombardi 25-29%

Movimento 5Stelle primo partito, Centrodestra prima coalizione, indietro il Centrosinistra con il collo del Pd. Secondo le ultime proiezioni Swg per La7 alla Camera, sostanzialmente uguali a quelle del Senato, il M5S è dato al 32,5, il Pd al 18,7%, la Lega al 17,5% fa meglio di Forza Italia al 14,2%. Fratelli d’Italia è dato al 4,4%, Leu al 3,2%, +Europa al 2,5%, Noi con l’Italia all’1,2%, Insieme 0,7%, Civica Popolare 0,5%. Le coalizioni: Centrodestra al 37,3, Centrosinistra al 22,9, di fronte al solo M5S 32,5. Praticamente uguali le percentuali alla Camera. Appare molto lontana la possibilità di formare un governo: salta l’ipotesi di un Nazareno bis tra forzisti e dem. Al Movimento 5 Stelle serve comunque un’alleanza per governare. «Una sconfitta chiara e netta, un risultato molto chiaro nella sua negatività» ha dichiarato il vicesegretario del Partito Democratico, annunciando un intervento di Renzi solo per la mattinata.

Di Battista: “Un trionfo, ora tutti dovranno parlare con noi”

«Un’apoteosi» ha commentato Luigi Di Battista dal quartier generale del M5S allestito al Parco dei Principi a Roma dove un boato da stadio ha accolto le prime proiezioni. «Se questi dati verranno confermati, si tratterà di un trionfo del M5S, che dimostra che tutti quanti dovranno venire a parlare con noi e questa sarà la prima volta». Il deputato romano (che ha scelto di non ricandidarsi) continua: «Dovranno venire a parlare, utilizzando i nostri metodi di correttezza, trasparenza e credibilità. E questo verrà nelle prossime settimane».

 

Delusione +Europa

Alla speranza delle prime ore si sostituisce la delusione: le prime proiezioni della Camera confermano quelle del Senato e assegnano a +Europa un risultato inferiore alle attese con un’oscillazione che va dal 2,4 al 2,7% e dunque inferiore alla fatidica soglia del 3%, necessaria per entrare in Parlamento. Nessuno al Comitato è pronto ancora a metterci la faccia ufficialmente, ma informalmente si registrano dubbi crescenti sulla possibilità di brindare e portare alla Camera e al Senato una propria pattuglia anche se lo spoglio delle urne in grandi città come Roma e Milano fa ancora sperare in una sorpresa. Qualora le percentuali restassero basse, l’unica che avrebbe una chance di ottenere un seggio, attraverso il meccanismo dell’uninominale, sarebbe Emma Bonino.

 

Lombardia e Lazio

Per le Regionali in Lombardia, Fontana è in testa con una forbice tra 38-42%; Gori 31-35%; Violi 17-21%; Rosati 2-4%.Nel Lazio Zingaretti 30-34%, Parisi 26-30%, Lombardi 25-29%.

 

Affluenza

Affluenza parziale intorno al 74% . A oltre due ore e mezza dalle 23, orario previsto di chiusura dei seggi per le elezioni politiche, vanno a rilento i dati delle affluenze diffusi dal sito del ministero dell’Interno: sono stati comunicati ad ora 7.766 comuni su 7.958. Un segnale delle code che in tanti seggi hanno procrastinato la chiusura effettiva delle votazioni. Basti pensare che la rilevazione alle 19 era stata completata dopo circa un’ora e mezza.

 

 

Il tagliando antifrode e le code ai seggi

La novità del talloncino antifrode dalla schede per la Camera e il Senato ha provocato infatti un marcato allungamento dei tempi dell’iter del voto, facendo registrare molte lamentele da parte di tantissimi elettori che in qualche modo si sono opposti alla novità del presidente di seggio chiamato a deporre le schede nelle urne.

 

Voto estero, Prefettura: “Non nominiamo scrutatori”

La carenza di personale che sembra influire sullo spoglio dei voti degli italiani all’estero a Castelnuovo di Porto non dipende dalla prefettura di Roma, secondo quanto viene precisato da fonti della stessa. La nomina di presidenti e scrutatori dipende dalla Corte d’Appello di Roma e dal Campidoglio, viene sottolineato, e il prefetto non può svolgere alcun ruolo. I disguidi riguardano l’assenza di alcuni scrutatori e l’arrivo in ritardo di alcuni presidenti sostituti .

 

Attesa all’estero: “In Italia domina l’incertezza”

È l’istantanea di un «parlamento appeso» e di un’Italia senza maggioranza quella che i grandi media internazionali consegnano al mondo dopo i primi dati diffusi alla chiusura dei seggi. Dalla Bbc al Wall Street Journal, dalla Reuters a El Pais a Le Monde al Guardian, titoli e tweet puntano sulla vittoria della coalizione di centrodestra e sull’affermazione del Movimento 5 stelle, senza che però sia garantita la governabilità. In primo piano anche il «pieno» dei partiti antieuropeisti. «Le elezioni italiane consegnano un parlamento appeso» un «hung parliament», twitta la Reuters. Sulla stessa linea la Bbc, che parla di «Parlamento appeso con gli anti-establishment del M5S primo partito e la coalizione di centrodestra in testa». In Italia «non emerge alcuna maggioranza, i partiti anti-europei fanno il pieno», scrive Le Monde. E l’Afp cinguetta «la coalizione di centrodestra in testa nel voto italiano, ma la maggioranza è incerta secondo gli exit poll».

 

«I sondaggi prevedono un blocco politico in Italia», è l’apertura del Pais che parla di «imprevedibile scenario di alleanze». «Nessuna maggioranza nelle elezioni italiane» è la lapidaria apertura della Cnn, che evidenzia come gli «anti-establishment» M5S «probabilmente conquistano la maggioranza dei seggi». Per il Wall Street Journal «la mancanza di un vincitore assoluto farebbe del gruppo dell’ex premier Berlusconi la più grande coalizione in parlamento, ma non ci sarebbe una maggioranza assoluta». Anche il Guardian non vede «una vera maggioranza» dopo «una delle più incerte elezioni» degli ultimi anni e per il Financial Times «Berlusconi e i Cinquestelle si disputano il primo posto».

 

 

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