Dopo Merkel, il senso di vuoto

Fonte: Corriere della Sera

di Danilo Taino

Le elezioni federali tedesche di domenica prossima saranno un vero cambio di stagione. La leader lascerà un vuoto anche per gli altri europei. Secondo un sondaggio appena pubblicato dall’European Council on Foreign Relations, condotto in 12 Paesi della Ue su oltre 16 mila persone, il 41% degli interrogati dice che voterebbe per lei come presidente dell’Unione europea contro il 14% che sceglierebbe Emmanuel Macron


Una Germania senza Angela Merkel sarà una Germania senza la coperta di Linus, per molti tedeschi: meno rassicurante. E per quelli nati attorno al 1990 e dopo sarà una realtà mai vissuta: la cancelliera ha governato dal 2005, per tutti gli anni della loro vita adulta. Le elezioni federali tedesche di domenica prossima saranno dunque un vero cambio di stagione. La leader lascerà un vuoto anche per gli altri europei. Secondo un sondaggio appena pubblicato dall’European Council on Foreign Relations, condotto in 12 Paesi della Ue su oltre 16 mila persone, il 41% degli interrogati dice che voterebbe per lei come presidente dell’Unione europea contro il 14% che sceglierebbe Emmanuel Macron.
La cancelliera verrebbe votata più del presidente francese in tutti i 12 Paesi, Francia compresa (32% a 20%); 37% a 8% in Italia. Anche a causa dell’uscita di scena di Merkel, il 34% dei cittadini dei 12 Paesi ritiene che la Germania l’«età dell’oro» sia qualcosa di passato, quota che sale al 52% tra i tedeschi. Stabilire cosa sia l’età dell’oro è difficile, le variabili sono molte. Se si prende in considerazione l’economia, l’istituto di ricerca Ifo di Monaco ha raccolto le opinioni di 153 economisti tedeschi su come andranno le cose a seconda della coalizione che formerà il governo dopo le elezioni del 26 settembre. L’83% di loro ritiene che una coalizione tra i socialdemocratici della Spd, i Verdi e la sinistra-sinistra della Linke sarebbe una rottura forte rispetto al passato: tasse più alte, maggiore spesa pubblica. Con il risultato, secondo il 77% degli economisti, che la crescita sarebbe la più bassa e la disoccupazione la più alta tra tutte le ipotesi di coalizione possibili. L’86% ritiene che anche il debito pubblico sarebbe il più alto mentre il 55% pensa che porterebbe a una maggiore riduzione nelle disuguaglianze di reddito. Una coalizione Spd-Verdi-Linke non è stata esclusa dal favorito del momento a diventare cancelliere, Olaf Scholz, ma è molto improbabile. Un cambiamento notevole sarebbe anche un governo formato dai cristianodemocratici e dai liberaldemocratici, che avrebbe effetti opposti a quello di sinistra. Ma è un’ipotesi che non sembra avere i numeri per realizzarsi. Alleanze Spd-Verdi-Liberali e cristianodemocratici-Spd-Verdi darebbero risultati più in linea con gli anni passati. In ogni caso, mancherà Angela Merkel.

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