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Mag 08

Cultura e arte non sono salvadanai da svuotare

Fonte: Corriere della Sera

di Vincenzo Trione

Con la cultura si mangia. È quanto emerge da una recente ricerca dell’Arts Council England, che però descrive uno scenario molto contraddittorio

Dunque, con la cultura si mangia? Sì. È quanto emerge da una recente ricerca dell’Arts Council England, che descrive uno scenario molto contraddittorio. Nel Regno Unito, la stagione dell’austerity ha determinato un drammatico taglio degli investimenti pubblici su cultura e arte, che ha colpito il 74% delle imprese impegnate in questi ambiti. Pur costretti a forti ridimensionamenti, però, musei e teatri hanno reagito a questa situazione con performance inattese, raggiungendo i 10.8 miliardi di sterline, con circa 390 milioni di sterline in più rispetto al 2015. Il dato più sorprendente: nel bilancio generale dello Stato, cultura e arte hanno superato l’agricoltura. Una vicenda istruttiva, che ci invita a ridefinire certi paradigmi oramai superati. Una lezione importante. Per l’Italia, dove si sono succeduti governi che, con rare eccezioni, hanno investito sempre meno su territori giudicati improduttivi: come voragini che assorbono risorse già scarse, senza generarne altre.

Pur sottoposte a violente aggressioni, nel nostro Paese, cultura e arte, invece, si offrono come autentiche sacche di resistenza, tra i comparti più redditizi e vivaci del terziario avanzato, con un fatturato pari al doppio delle aziende automobilistiche. Ecco: in un’epoca dominata dalla centralità dell’economia, avremmo bisogno di una politica diversa. Più coraggiosa, più visionaria. Capace di portarsi al di là di un’ottica assistenzialistica. Pronta a rimodulare i rapporti con i privati. In grado di sostenere anche iniziative e proposte minori, che non garantiscono sicuri margini di profitto, eppure risultano decisive per favorire attività innovative e strategiche. Infine, capace soprattutto di pensare la cultura e l’arte non come salvadanai da svuotare, ma come giacimenti etici e civili necessari. Che si trasformano continuamente. E chiedono di essere alimentati con entusiasmo, con passione.

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