Coronavirus in Italia, verso primo ok spostamenti dal 4/5, non tra Regioni. Conte: “Non è un liberi tutti”

Fonte: La Repubblica

Ipotesi permettere uscire dal Comune entro confini regionali. “Massima cautela”. Sale a 145 il numero dei medici morti, l’ultimo caso un’anestesista di Bergamo. Il Papa all’Europa: “Ritrovi l’unità”

Permettere gli spostamenti anche fuori dal proprio Comune e all’interno delle singole Regioni dal 4 maggio, lasciando però in vigore i limiti alla mobilità intra-regionale. E’  questa l’ipotesi, a quanto si apprende da diverse fonti, sul tavolo del governo in vista dell’avvio della “fase 2”. Niente di deciso, viene spiegato, ma questo sarebbe al momento l’orientamento prevalente. “La revisione delle misure di distanziamento sociale non significa un “liberi tutti”  ma non possiamo chiudere i cittadini in casa per sempre”, ha detto il premier Giuseppe Conte nel corso della cabina di regia con Regioni e enti locali.
Il governo vuole autorizzare dalla metà di maggio prima l’apertura dei negozi al dettaglio, poi di bar e ristoranti. L’ipotesi è che il 4 maggio queste attività restino ancora ferme ma con la possibilità di eccezioni, come consentire la vendita da asporto per la ristorazione, che si aggiungerebbe alle consegne a domicilio, già permesse. Non sarebbero ancora definite date, ma un’ipotesi sarebbe far riaprire i negozi dall’11 maggio, la ristorazione dal 18.
Con la riapertura dei trasporti pubblici e con le conseguenti misure di contingentamento si stima che gli utenti saranno il 15% di quelli che si registravano precedentemente all’emergenza Covid-19. E’ quanto ha spiegato il numero uno della task force sulla Fase 2, Vittorio Colao, nel corso della cabina di regia con il premier, le Regioni e gli enti locali.
La ripartenza sarà all’insegna della massima cautela, nella consapevolezza che si dovrà sempre tenere sotto controllo la curva epidemiologica e non farsi trovare impreparati in caso di una possibile risalita. “Il piano prevede un allentamento delle misure restrittive, ma non uno stravolgimento”, fa saperePalazzo Chigi.
Un piano al quale l’Anci replica con delle richieste. “Se dal 4 maggio si torna a lavoro diciamo agli italiani come farlo”. Serviranno “trasporti, mascherine e cura dei figli”.  Il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha indirizzato al governo una richiesta chiara da parte dei sindaci: “chiediamo di chiarire quali sono le attività che riaprono dal 4 maggio e chiediamo al governo di entrare con i sindaci nelle case  chi andrà a lavorare.

I dati
Per il terzo giorno consecutivo calano le persone malate, seppure di solo 10 unità. Ma quel segno meno resta, come la speranza che la curva non inverta più il suo segno. Ci sono purtroppo da registrare ancora oggi oltre 400 vittime, e l’unica cosa positiva è che torniamo sotto la soglia di 500 (ma il totale supera le 25mila vittime mentre in Europa i morti sono più di 110mila). Si registra inoltre un record di guariti (2.723).

145 medici morti
Ma fra le vittime aumenta il numero di medici. L’ultimo è nome è quello di Maddalena Passera, anestesista di Bergamo, secondo l’elenco aggiornato dalla Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo). Una strage silenziosa, spesso dovuta alla scarsità delle strutture di assistenza intensiva, alla mancanza di personale, all’insufficienza di strumenti di protezione, dovuti al forte definanziamento del sistema sanitario nazionale negli ultimi 12 anni. Poco prima erano stati diffusi altri due nomi di medici che hanno perso la vita prestando servizio: Alberto Santoro, faceva il medico di famiglia, e Pasqualino Andreacchio, un chirurgo specializzato in urologia, in pensione, che aveva deciso di tornare a lavorare.

L’Oms
Gli esperti ricordano che di fronte a segnali positivi, non dobbiamo abbassare la guardia. “Non vanno commessi errori: abbiamo
ancora molta strada da fare. Questo virus resterà con noi per molto tempo”, ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel briefing quotidiano sulla pandemia di Covid-19. “Le prime evidenze che abbiamo indicano che la maggior parte della popolazione del mondo rimane suscettibile. Ciò significa che le epidemie possono facilmente riaccendersi”, ha aggiunto.

Papa Francesco: “L’Europa ritrovi l’unità”
Mentre si combatte il virus, Papa Francesco lancia un appello all’Europa alla vigilia del Consiglio europeo:  “In questo tempo nel quale è necessaria tanta unità, tra noi, tra le nazioni, preghiamo oggi per l’Europa, perché riesca ad avere questa unità fraterna che hanno sognato i padri fondatori dell’Unione europea”, ha detto Bergoglio nell’introduzione della messa a Santa Marta.

Catalfo: “Reddito di emergenza da 400 euro per singolo a 800 euro per nucleo”
Oggi, parlando a Radio Anch’io, la ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha affrontato di reddito di emergenza spiegando che “potrebbe partire da un minimo di 400 euro per il singolo e arrivare a un massimo di 800 euro basato sul nucleo familiare”, a seconda dei componenti.

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