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Apr 14

Coronavirus, il discorso di Macron: «Scuole aperte dall’11 maggio»

Fonte: Corriere della Sera

Il presidente parla ai francesi: altre quattro settimane di quarantena poi gli studenti torneranno sui banchi progressivamente. Gli aiuti alle famiglie


Con un sentito discorso ai francesi, uno dei suoi migliori, Emmanuel Macron ha indicato la strada per i prossimi giorni: altre quattro settimane di quarantena, fino all’11 maggio, poi riapertura progressiva delle scuole anche «per permettere ai genitori di andare a lavorare»; uso generalizzato delle mascherine e test su tutte le persone che manifestano sintomi; bar, cinema e teatri ancora chiusi come pure le frontiere con i Paesi extra-europei; aiuti dello Stato alle famiglie e agli studenti più in difficoltà, e all’economia «in particolare per i settori più danneggiati come turismo, ristorazione e cultura».
«Le distinzioni sociali non possono fondarsi che sull’utilità comune», ha detto Macron citando la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, e riferendosi al lavoro straordinario di medici e infermieri che però finora «non sono stati pagati in modo adeguato», ha riconosciuto.
«Usciamo dai sentieri battuti, dalle ideologie. Dobbiamo re-inventarci, io per primo», ha detto il presidente, che non ha esitato a riconoscere errori e lacune nella politica passata e nella lotta contro l’epidemia, promettendo di porre rimedio.
Macron ha preso la parola qualche minuto dopo le 20, per rispettare l’applauso che ogni sera a quell’ora i francesi rivolgono al personale degli ospedali, e poi ha parlato per circa mezz’ora. Il presidente ha accantonato i toni marziali usati all’inizio della crisi — «siamo in guerra», aveva ripetuto più volte — per mostrarsi più caldo e vicino ai cittadini, ringraziandoli per l’impegno con il quale hanno affrontato questo primo mese di confinement.
Nei giorni scorsi il ministro dell’Interno Christophe Castaner e soprattutto il prefetto di Parigi Didier Lallement avevano usato talvolta toni da padri severi per bacchettare i connazionali «indisciplinati». Macron invece ha sottolineato che il Paese è stato all’altezza del momento rispettando le regole, e ha chiesto ancora uno sforzo per non vanificare la fatica sopportata nelle ultime settimane.
«Il virus ha aspetti misteriosi», «non abbiamo una risposta definitiva», ha riconosciuto Macron, ammettendo che la scienza — e quindi il governo — ignorano molto di come affrontare il Covid-19, che in Francia ha fatto circa 15 mila vittime. «Ma le tenteremo tutte, quanto alla terapia e ai vaccini, e investiremo ancora di più nella ricerca».
Il presidente ha poi prefigurato un dopo-epidemia, evocando un ritorno in Francia e in Europa della produzione industriale strategica dopo gli eccessi di delocalizzazioni. Promesse da mettere alla prova dei fatti, certo, ma a Macron va riconosciuto il merito di avere saputo indicare una via.

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