Coronavirus, 5 regioni in zona arancione: Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria, Toscana. Iss: “Rischio epidemia non controllata e non gestibile”

Fonte: La Repubblica

di Alberto Custodero

Campania sorvegliata speciale: oggi cambio di colore. Alto Adige: deciso lockdown. Rezza: “Situazione in peggioramento giustifica misure restrittive”. La firma di Speranza nella notte dopo Cts

Peggiora la curva del contagio e cinque regioni passano in zona da gialla ad arancione. “Tutte le Regioni – si legge nel report di monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell’Iss – sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane”. In seguito a questo allerta il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà nella notte un’ordinanza che – sulla base dei dati elaborati dalla Cabina di regia – prevede il passaggio in zona arancione di 5 Regioni: Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria a partire da mercoledì 11 novembre. Oggi – ci sarà un focus ad hoc – potrebbe toccare anche alla Campania che al momento è una regione “osservata speciale”. Da quanto si apprende da fonti del ministero sono stati presenti in regione Campania per tutta la giornata di lunedì tecnici del ministero al fine di controllare la filiera della raccolta dati e verificare eventualmente se ci sono state falle e se queste possono essere “corrette” nelle prossime ore, fermo restando che la situazione volgerà in giornata per un cambio di colore, da giallo ad arancione. Il Cts è ancora in corso: solo dopo la conclusione del Comitato tecnico scientifico arriverà la firma di Speranza.

Il provvedimento
Iss/1: “Situazione molto grave, varie regioni in scenario 4”
Si conferma che l’epidemia in Italia è in rapido peggioramento. La maggior parte del territorio nazionale è compatibile con uno scenario 3 ma sono in aumento le Regioni in cui la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4. Si conferma pertanto una situazione “complessivamente e diffusamente molto grave sull’intero territorio con criticità ormai evidenti in numerose Regioni”. Lo evidenzia il monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. L’indice di contagio Rt calcolato sui casi sintomatici nel periodo 15-28 ottobre 2020, è pari a 1,72. Si riscontrano valori medi di Rt superiori a 1,5, ritenuta la soglia di rischio, “nella maggior parte delle Regioni italiane e superiori a uno in tutte Regioni”.

Iss/2: “Ritardo in ricezione dati consolidati da regioni”
“Si osserva complessivamente una criticità nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato – si legge nel report dell’Iss relativo alla settimana dal 26 ottobre al 1 novembre 2020 – sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute) sia per completezza. Ciò ha comportato in questa settimana un ritardo nella ricezione dei dati consolidati dalle Regioni per la settimana 26 ottobre – 1 novembre che al momento è il dato consolidato più recente disponibile. Di per sé, questo costituisce una ulteriore prova della generale criticità di resilienza diffusa su tutto il territorio nazionale e dovuta alla gravità della situazione epidemiologica. Come conseguenza questo può portare ad una sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza”.

Rezza: “Situazione in peggioramento giustifica misure restrittive”
“La situazione epidemiologica per quanto riguarda il Covid-19 continua a peggiorare con un Rt di 1,7. Abbiamo oltre 500 casi per 100mila abitanti e quasi tutte le Regioni italiane sono pesantemente colpite”.

Alto Adige si prepara al lockdown, oggi la decisione
Questa mattina la giunta provinciale altoatesina ratificherà l’istituzione di un nuovo lockdown della durata di almeno tre settimane. Una decisione forte ma a questo punto inevitabile a seguito della preoccupante situazione sia dei contagi che dei ricoveri in ospedale. L’Alto Adige da mercoledì inizierà un lockdown molto simile a quello che c’era in vigore a marzo e aprile. Secondo l’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas), in Alto Adige nei reparti di medicina generale, malattie infettive e pneumologia la capienza di pazienti è pari al 99%. Ad oggi i pazienti covid ricoverati nei sette ospedali presenti sul territorio altoatesino sono 320. A Bolzano la terapia intensiva ha raddoppiato la soglia limite del 30% essendo al 61% (41 i ricoverati). A proporre il lockdown sarà l’assessore alla sanità Thomas Widmann mentre il direttore generale della Asl altoatesina Florian Zerzer ha parlato di “situazione prossima al tracollo”.

Boccia: “Le zone non sono pagelle ma fotografia situazione”
“Le zone rosse e arancioni identificate dalla cabina di regia nel monitoraggio continuo dei dati non sono delle pagelle ai territori, ma rappresentano la fotografia di come ogni singola rete sanitaria territoriale è in grado di reggere l’evoluzione della pandemia”. Cosi’ il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, su Facebook.
“Serve grande responsabilità – esorta poi – buon senso istituzionale da parte di tutti e grande senso civico, proprio come abbiamo fatto insieme nei mesi più difficili di marzo, aprile e maggio. Restiamo accanto con impegno a medici, infermieri e operatori sanitari che anche in questa seconda ondata lottano in prima linea per tutti. Ciascuno di noi può dare il proprio contributo rispettando le regole. Il governo continua senza sosta, insieme alle Regioni, a rafforzare le reti sanitarie territoriali e a sostenere con ristori automatici e immediati le attività economiche che subiscono nuove restrizioni per brevi stop. È l’unico modo per contenere l’epidemia – conclude Boccia – continuando a fare tutto quello che è possibile nel rispetto dei diritti di tutti sapendo che salute e vita erano e saranno sempre la priorità assoluta”.

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