Consiglio europeo, il caso Polonia tiene banco. Draghi: fare in fretta su crisi energetica

Fonte: Sole 24 Ore

Nella prima giornata del vertice i 27 discutono del conflitto fra Bruxelles e Varsavia, di commercio e del rialzo dei prezzi energetici


Il rialzo monstre dei prezzi dell’energia e il conflitto fra Bruxelles e Polonia sullo stato di diritto. Sono i due temi più caldi sul tavolo della prima giornata del Consiglio europeo riunito a Bruxelles il 21 e il 22 ottobre, forse l’ultimo con Angela Merkel nelle veste di cancelliera tedesca. A tenere banco, anche nelle prime dichiarazioni dei leader, è soprattutto la contesa scatenata da una sentenza della Corte costituzionale di Varsavia sulla supremazia del diritto nazionale rispetto a quello europeo. Ma c’è spazio anche per il confronto sulla crisi energetica e le misure di contenimento che dovrebbero essere approntate da Bruxelles. Il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, avrebbe incalzato i 27 a «fare presto» e definire una linea d’azione chiara per evitare ripercussioni drammatiche su cittadini e industria.

Orban a vertice Ue contro pacchetto green Commissione
Mentre il premier ungherese, Viktor Orban, si è scagliato contro il pacchetto per la transizione verde proposto dalla Commissione Ue, Fitx55, come rende noto il portavoce del governo di Budapest, Zoltan Kovacs, su Twitter. Secondo quanto si legge, Orban ha affermato che il vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, col pacchetto Fitx55, sta “distruggendo” la classe media in Europa Quanti aumentano i prezzi del gas e dell’elettricità “oltre il tetto” – è stato affermato – minacciano la democrazia europea. Questi piani devono essere ritirati e ripensati.

Discussione conclusa sull’energia, manca accordo sul testo
Nella sessione del 22 ottobre l’attenzione virerà su migrazione e digitale, anche se la prima giornata di incontro sembra destinata a trascinarsi fino a notte fonda: in serata manca ancora, a quanto si apprende da fonti Ue, l’accordo dei leader sul testo delle conclusioni sul punto dell’energia. Le stesse fonti sottolineano come la discussione al Consiglio, durata oltre 4 ore, è stata molto approfondita. Sono state proposte delle modifiche al testo da alcuni Paesi: i leader potrebbero discutere di nuovo di energia durante la cena. È probabile che i leader, dopo aver affrontato il punto relativo al Rule of Law e al caso polacco, tornino sul dossier energetico per le conclusioni. Durante la cena di lavoro in tarda serata la discussione si è concentrata sul dossier commercio.

Discussione sulla Polonia. Michel: cerchiamo il dialogo
Le prime battute del vertice hanno riguardato soprattutto il «caso polacco», dopo il botta e risposta che ha visto fronteggiarsi Varsavia e la Commissione europea davanti alla plenaria dell’Europarlamento a Bruxelles. Lo stesso presidente dell’Eurocamera, David Sassoli, è intervenuto in apertura di riunione dichiarando che «l’Unione non è mai stata messa in discussione in modo così radicale», mentre il 20 ottobre lo stesso Parlamento ha annunciato che ricorrerà alla Corte di giustizia Ue contro al Commissione per non aver attuato ancora il regolamento sulla condizionalità dei fondi Ue.
Fra i leader, il premier olandese Mark Rutte sposa la linea della fermezza, sostenendo che «bisogna essere duri» contro Varsavia e procedere con l’attivazione dell’articolo 7, oltre al blocco del Recovery Plan polacco fino a che Varsavia non sarà tornata sui suoi passi. La replica arriva sia dallo stesso premier polacco Mateusz Morawiecki («Non cederemo a ricatti») sia da uno dei suoi principali alleati, il leader ungherese Viktor Orban (qualsiasi sanzione contro la Polonia sarebbe «ridicola»). Più accomodante la posizione del premier spagnolo Pedro Sanchez («Cerchiamo un dialogo costruttivo») e del presidente stesso del Consigilio europeo, Charles Michel: «Abbiamo strumenti legali da usare, ma dobbiamo essere impegnati anche sul dialogo».
Il primo a prendere la parola è stato proprio il premier polacco, Mateusz Morawiecki. Fonti diplomatiche europee descrivono un dibattito senza particolari sbavature emotive, dove si sostiene la linea del dialogo, ma allo stesso tempo i leader chiedono l’utilizzo dei meccanismi sanzionatori, dall’articolo 7 alla condizionalità sullo stato di diritto, che lega l’erogazione dei fondi Ue al rispetto dei principi fondanti dell’Unione.

Merkel: diluvio di cause non è la soluzione
Anche la cancelliera tedesca Angela Merkel mantiene la linea della prudenza, schierandosi contro l’ipotesi di un «diluvio di cause» fra Bruxelles e Varsavia. Nel Consiglio Europeo di oggi «discuteremo dello Stato di diritto, a causa della situazione in Polonia». Lo Stato di diritto è una componente chiave dell’Ue, ma «d’altra parte dobbiamo trovare il modo di riavvicinarci ancora, perché un diluvio di cause in Corte di Giustizia non è la soluzione».

Gli “altri” temi, dall’energia al digitale
Sul versante della crisi energetica, il Consiglio europeo si confronterà sull’urgenza di assicurare la sicurezza degli approvvigionamenti e di aumentare la «resilienza» del sistema europeo rispetto a crisi come quella ancora in atto su scalo globale. Il punto di partenza è la toolbox, la «cassetta degli attrezzi» della Commissione europea per cercare di mitigare i costi energetici a spese di cittadini e imprese. I leader Ue dovranno discutere sull’ipotesi di una risposta congiunta alla crisi, dopo che l’esecutivo ha aperto all’ipotesi di riserve di gas comuni e acquisti centralizzati.
I 27 affronteranno anche gli ultimi sviluppi della situazione epidemiologica e dell’avanzamento nelle campagne vaccinali, con una attenzione specifica di fronte a possibili nuove varianti. Il Consiglio Europeo dovrà ribadire anche l’impegno a contribuire alla risposta internazionale alla pandemia e alla solidarietà internazionale in materia di vaccini. L’Italia, come ricordato ieri dal premier nel suo discorso alle Camere, sta facendo la sua parte e rimane impegnata, come Presidenza G20 e nel «Global Health Summit» del 21 maggio scorso, a superare le pandemie sul piano sanitario, economico e sociale con uno sforzo coordinato globale.

Draghi: fare in fretta sull’energia, servono linee d’azione
Sul fronte della crisi energetica, il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi ha invitato a «fare in fretta», a quanto rivelano fonti diplomatiche all’agenzia Ansa. Il premier ha sollecitato linee di azione urgenti, sia sulla strategia dell’Ue sulle riserve di gas che sull’interconnessione, invitando Bruxelles a presentare al più presto una bozza di regolamento per lo stoccaggio del gas. Le compagnie stanno acquistando stoccaggio ed il mercato si muove rapidamente e non nella buona direzione. L’obiettivo, per Draghi, è che tutti i 27 siano egualmente protetti. Draghi ha ringraziato la presidente della Commissione von der Leyen per il toolbox presentato, ma ha detto che bisogna essere più ambiziosi e accelerare sui prossimi passi.

Sanchez: vigilare su speculazione mercato emissioni
Anche il premier spagnolo Sanchez si è soffermato sull’emergenza energetica, spiegando che i 27 stanno valutando come agire «su tre aspetti – ha detto – Il primo riguarda la formazione del prezzo dell’elettricità che ora è distorto dall’aumento del prezzo del gas. Il secondo quello che riguarda l’acquisto congiunto di gas per migliorare il potere di acquisto degli Stati membri e in terzo luogo vigilare da vicino qual è l’evoluzione della speculazione che si sta avendo nel mercato delle emissioni».

«La Spagna in queste settimane ha adottato diverse misure di protezione dei consumatori vulnerabili – ha aggiunto Sanchez – Dobbiamo vedere in che modo questi benefici che hanno alcune imprese possono contribuire ad ammortizzare dal punto di vista sociale l’impatto che sta avendo il prezzo dell’energia nelle bollette della luce. L’aumento del prezzo dell’energia sta avvenendo in tutta Europa».

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