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Giu 03

Comunali, le spigolature nelle liste: supermamme, ‘pulcinella’ e sangue blu

Fonte: La Repubblica

amministrative

di Monica Rubino

Una infinità di casi curiosi nelle liste elettorali per le Amministrative. Il pugile e la principessa, quelli dei “detto…”, quelli dei cognomi fintamente famosi, e i veri parenti dei vip. Fino al caso Sicilia: sui Nebrodi c’è praticamente un candidato per famiglia

La carica degli ultraottantenni, i diciottenni alla prima esperienza. La giovane rampolla di sangue blu e il pugile campione dei superleggeri. Fra soprannomi bizzarri e omonimie, tra figli e parenti “di” e supermamme, da sempre le liste elettorali sono un concentrato di situazioni e personaggi fra i più disparati. E quelle degli oltre 1300 comuni che andranno al voto domenica 5 giugno non fanno eccezione. Ecco i casi più curiosi.
Ottanta e più. A Brindisi, l’unico capoluogo pugliese al voto (anticipato, dopo l’arresto dell’ex sindaco, Mimmo Consales, espulso dal Pd) si giocherà il derby degli ultraottantenni. A gettarsi nell’agone politico saranno Carmelo Palazzo, 83 anni, che corre per la moderata Angela Carluccio, e Mario Tarì, 82, che sostiene la lista civica Nando Marino sindaco (centrosinistra). Più “giovani” i due candidati napoletani, Arturo Sommonte e Giacomo Carini, classe 1936, entrambi in corsa per Gianni Lettieri (Forza Italia). Ottant’anni anche per Gino Centra, che corre a Novara per Giancarlo Paracchini (lista civica Civitas). Ma a battere tutti è Anna Babini, ex partigiana di 91 anni, candidata al consiglio comunale di Ravenna con la lista civica “Ama Ravenna”, alleata Pd.
Il ballo dei debuttanti. Folto lo squadrone di giovanissimi che si presenta a Napoli, come Francesco Giovanni De Luca e Giovanni Danese, 19 anni, a sostegno del sindaco uscente Luigi De Magistris, o il coetaneo Guido Walter Mariano che corre per Valeria Valente. Curiosamente due nomi del ’96 appaiono nella lista Pensionati d’Europa: si tratta di Jessica Lucci e Francesca Di Vincenzo, vent’anni ancora da compiere. A Novara l’aspirante consigliere più giovane è il 19enne Matteo Pavesi, della lista Città in Comune (sostiene il candidato di sinistra Paolo Rodini, appoggiato da Cofferati). A Brindisi la candidata più giovane al consiglio comunale è Alexandra Matilde Mellone, che spegnerà venti candeline l’8 giugno e gareggia per il candidato di Fi, Nicola Massari. A Ruvo, in provincia di Bari, il candidato sindaco più giovane della regione è Oscar Altamura, M5s, 22 anni. Un “vecchio”, in confronto al torinese Nicolò Lagrosa, che vince il titolo assoluto di baby-candidato: ha compiuto 18 anni il 1° maggio, va ancora a scuola (quest’anno ha la maturità scientifica) ed è in lista alla Circoscrizione 3 con i Moderati per Piero Fassino.
Il pugile e la principessa. A Torino un giovane pugile corre per la lista civica che appoggia il sindaco uscente. Si chiama Andrea Scarpa, è foggiano, ha 28 anni ed è campione italiano e intercontinentale dei superleggeri. “Voglio dare una scossa a questo sistema” è il suo motto. Mentre con lo slogan “Meglio nobili che ignobili” punta sul suo sangue blu la coetanea Giacinta Ruspoli, figlia del principe Sforza Ruspoli (Lilio per gli amici). La rampolla della nobile casata corre alle elezioni comunali di Roma nella lista “Con Giorgia Meloni sindaco”.
Omen nomen. A Napoli nella lista DeMa a sostegno di De Magistris i candidati si presentano con soprannomi bizzarri. C’è Antonio Di Luca, detto “Operaio”. Giuseppe Desideri detto “Desiderio”. Francesco Donzelli detto “Avvocato”. Viene da chiedersi: se qualcuno scriverà “Avvocato” o “Desiderio” sulla scheda, il voto verrà ritenuto valido? Non mancano nelle liste anche i fake, ossia le omonimie con personaggi celebri. Come a Brindisi, dove c’è Monica Bellucci, proprio come la nota attrice, che corre nella lista Cantiere giovani a fianco del già citato Marino. Ha invece scritto “Vota Salvini” sul suo volantino un tale Giovanni Salvini, che si presenta come capolista in consiglio comunale a Torino per la Lega Padana – Piemont, giocando sull’omonimia del suo cognome con quello del leader del Carroccio. Punta invece sull’acronimo Carmela Rozza, assessore uscente della giunta Pisapia che sostiene Sala a Milano e che sulla scheda ha come alias “Crozza”, con riferimento al popolare comico.
Comunisti a Portofino. Fra i contrasti divertenti citiamo il caso di Portofino. La piazzetta dei miliardari d’Italia è stata invasa dalle bandiere rosse del Partito comunista dei Lavoratori, che si presenta nel borgo più amato dai vip con il candidato Piero Bruno. Le proposte del Partito: anticapitaliste, prima di tutto, e poi mirate all’unità di classe.
Un candidato a famiglia. In Sicilia folla di candidati senza precedenti: uno ogni 85 abitanti in questa tornata elettorale che vede 29 comuni alle urne, ma nessun capoluogo (tra i centri più importanti Caltagirone, Alcamo e Vittoria). Il record ad Antillo, piccolo paese del Messinese, sui monti Nebrodi: lì c’è un candidato ogni 30 abitanti, in pratica un concorrente al consiglio comunale in ciascuna famiglia.
La mamma è sempre la mamma. Madri alla riscossa in diverse città. A Torino, in una lista civica che appoggia Osvaldo Napoli, c’è la supermamma Alessia Curti, passata alle cronache per il record di sette pargoli avuti nel 2013, ora in rotta con il marito che ha cercato di portarglieli via.  A Napoli, invece, a correre per De Magistris c’è Giuseppina La Delfa, fondatrice delle Famiglie Arcobaleno e prima mamma in Italia ad aver ottenuto dal Tribunale la stepchild adoption, ossia l’adozione incrociata dei figli con la sua compagna.
I parenti dei vip. Nutrito il plotone di figli e parenti di personaggi famosi. A Roma, candidato con la lista Storace, c’è Aldo Maria Biscardi, detto Dodi, nipote del giornalista sportivo presentatore della popolare trasmissione calcistica “Il Processo”. Biscardi junior, diciott’anni appena compiuti, a Repubblica Tv ha rivelato: “A scuola mi chiamavano il moviolone”. A Milano ci sono Alberto Veronesi, figlio dell’oncologo Umberto, Francesca Turci, sorella della cantante Paola e Daria Colombo, moglie del cantautore Roberto Vecchioni. Tutti e tre corrono in liste diverse per Sala.
Arti e mestieri. Attori, cantanti e chef  tentano l’avventura in politica. A Napoli in lista arrivano le “Guarattelle”, grazie a Bruno Leone, maestro dell’antica arte dei burattini, candidato a fianco del sindaco uscente. Da attore veste spesso i panni di Pulcinella e ha promesso: “Se mi votate prometto che ruberò”. Con De Magistris anche la cantante di origine tunisina M’Barka Ben Taleb (protagonista del film Passione di John Turturro). A Torino scende in campo per Fassino anche l’egiziano Bibo, alias Bahaad Heiwiss, il re del kebab, uno dei primi ad aprire in città, diventando con la catena di locali “Horas” un punto di riferimento per i frequentatori della movida torinese.
In lista con Roberto Giachetti lo chef Alberto Ciarla, proprietario dell’omonimo ristorante a Trastevere. Mentre a fianco del candidato sindaco Michel Emi Maritato (Assotutela) corre, invece, Massimo Marino, conduttore di Vivi Roma, conosciuto come “il re della notte” perché specializzato nel pubblicizzare locali erotici della Capitale. Infine Daniela Martani, pasionaria dell’Alitalia ed ex concorrente del Grande Fratello, si è convertita alla dieta vegana e si è guadagnata un posto nella lista dei Verdi per Roma a sostegno del candidato Pd.

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