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Mar 15

Clima, una generazione che crede nel domani

Fonte: La Stampa

di Carlo Petrini

La Spagna sfila dietro un unico striscione: non esistono confini contro i problemi del mondo


In epoca di confini da difendere ci si mobilita per dire che i confini non esistono e che i problemi del mondo sono i problemi di ciascuno. In epoca di individualismo e competizione ci si mobilita per affermare che solo cooperando possiamo uscire dallo stallo. In epoca di paura e chiusura ci si mobilita per ribadire che la speranza nel domani è forte e vigorosa e che non c’è nulla che possa fermarla.
Oggi è certamente una giornata storica, la cui portata si sentirà per lungo tempo. È l’inizio di una stagione differente, l’apertura di un nuovo corso per la politica e la partecipazione internazionale. Una stagione in cui i protagonisti assoluti sono e saranno i giovani, coloro che appena adesso si affacciano sul panorama della vita pubblica. Per la prima volta, sull’onda della forza di una ragazzina svedese di sedici anni, Greta Thunberg, in ogni angolo del pianeta si scende oggi in piazza per gridare ai governanti che non c’è più tempo da perdere, che il momento per invertire la rotta di un cambiamento climatico sempre più minaccioso è adesso. Diversamente non ci sarà alcun domani. Oltre 1.700 eventi in altrettante città di 106 Paesi. Una mobilitazione senza precedenti che, a orari diversi, vedrà la partecipazione di milioni di ragazzi di tutte le età, affiancati e sostenuti da tutte le più grandi organizzazioni internazionali. Da Amnesty International a Greenpeace passando per Wwf e Slow Food. Ragazzi che sciopereranno dalla scuola per affermare che non ha senso studiare se poi non si ascolta chi ha studiato e oggi ci dice che stiamo andando a tappe forzate verso il baratro. Uno sciopero che, in molti casi, verrà sostenuto dagli stessi presidi, caso assolutamente unico.
È straordinario assistere a questa ondata che ancora nei giorni scorsi è cresciuta e si è allargata a macchia d’olio, dal basso, senza strutture di coordinamento pesanti, senza vincoli, con l’unico obiettivo di sollevare la grande questione del nostro tempo, quella ambientale. Un’urgenza che ha continuato a crescere tra una generazione che è forse la prima ad avvertire «di pancia» queste istanze. Perché se quelli della mia età analizzano gli studi degli scienziati e su questa base razionalmente si preoccupano, questi ragazzi sentono dentro che non possono più aspettare, sanno di dover esigere risposte ora.

In questi giorni mi trovo in Spagna ed è davvero impressionante osservare come la comunanza di intenti travalichi qualsiasi confine geografico o culturale. Alle 12 di oggi a Bilbao l’appuntamento è davanti al municipio, così come a Madrid, Barcellona, Salamanca e a Granada. A Malaga invece si parte alle 19 come a Valencia. Tutti uniti dallo stesso striscione.

I Fridays for Future, i venerdì per il futuro, partono oggi ma non si fermeranno. Moltissimi sono i luoghi in cui da ora in poi la manifestazione avrà cadenza settimanale o mensile. Da oggi non si scherza più. Mobilitazione permanente perché non abbiamo un altro pianeta dove vivere, non abbiamo un altro ambiente nel quale respirare. Grazie ragazzi per la speranza e gli orizzonti che ci state regalando.

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