Bollette, Giorgetti chiede “un intervento urgente” contro i nuovi aumenti di luce e gas

Fonte: La Repubblica

di Luca Pagni

Il ministro dello Sviluppo economico si dice “preoccupatp” è fa sapere che chiederà al governo “nuove risorse” per sterilizzare i rincari. Allarme anche da Bankitalia: “A causa delle spese per l’energia gli italiani costretti a tagliare la spesa”

“Intervenire con urgenza sugli aumenti delle bollette”. Il caro energia torna al centro dell’agenda di governo. L’iniziativa parte da Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico nonché esponente di primi piano della Lega.
Il ministro ha preso atto di quanto vanno ricordando ormai da settimana gli esperti del settore, confermato anche dal presidente dell’Authority, settimana scorsa, durante una audizione parlamentare: le bollette di luce e gas per famiglie e piccole imprese sono destinate ad aumentare anche nel primo trimestre dell’anno prossimo. E i 2 miliardi già previsti dal governo in legge di Bilancio dal governo non basteranno a “sterilizzare gli aumenti in modo significativo.

Giorgetti chiede nuove risorse al governo
Da qui l’intervento del ministro Giorgetti che chiede nuove risorse: “Serve una riflessione seria sul prezzo dell’energia. E’ urgente è prioritario sterilizzare questi aumenti che rischiano di mettere in ginocchio famiglie e imprese già nelle prossime settimane. Sono molto preoccupato e per questo credo che tutti dovremmo pensare di dirottare una parte delle risorse della manovra alla riduzione delle bollette energetiche”.
In pratica, Giorgetti quello che potrebbe diventare il quarto intervento in sei mesi da parte del governo in favore degli utenti, che siano famiglie o attività economiche. Il primo da 1,2 miliardi è arrivato dopo gli aumenti annunciati a partire da luglio, mentre un secondo intervento assai più consistente – pari a 3,5 miliardi – è stato deciso dopo gli aumenti scattati a partire dal primo ottobre scorso.

Energia, aumentano ancora elettricità e gas naturale
In legge di Bilancio, il governo si è portato avanti e ha stanziato altri 2 miliardi in previsione di quanto dovrebbe accadere nel primo trimestre, dove le tariffe per le forniture di elettricità e gas naturale sono previste in ulteriore crescita. Ma come era prevedibile e come confermato anche dal ministro Giorgetti non basteranno. E sul tema è intervenuto durante un question time alla camera anche il ministro della Transizione energetica, Roberto Cingolani: “Vi garantisco il massimo impegno nel monitorare i prezzi. E confermo anche l’impegno a individuare gli strumenti più idonei”.

Gas, il prezzo salito di quattro volte
Per quale motivo le bollette sono salite così tante, con aumenti tra il 30 e il 40% sia a luglio che a ottobre? Tutta colpa della tempesta perfetta che si è abbattuta sul mercato dell’energia. Con la ripresa delle attività economiche, grazie al successo delle campagne vaccinali è ripartita la domanda di beni e prodotti e, conseguentemente, anche delle materie prime per produrre energia e alimentare il sistema dei trasporti.
Immediata la fiammata dei prezzi per reggere una domanda anche superiore alle aspettative e per l’inevitabile effetto imbuto nelle consegne. Il petrolio ha così raddoppiato le sue quotazioni da inizio anni, tornando ai livelli di sette anni fa, mentre il gas naturale ha visto i suoi prezzi sui mercati europei di ben quattro volte. E siccome il gas è il principale combustibile usato nelle centrali italiane, nell’ultimo anno il costo complessivo dell’energia è salito di oltre il 300 per cento.

Bollette, Bankitalia: “Gli italiani costretti a tagliare le altre spese”
Sul caro energia è intervenuta anche Bankitalia. In un documento in cui si segnala – dati di maggio – una ripresa sostenuto dei consumi, allo stesso tempo i tecnici di bia Nazionale lanciano l’allarme per quello che potrebbe accadere da qui ai prossimi mesi: “Il forte rialzo delle bollette energetiche scattato ad ottobre, l’emergenza materie prime e l’escalation di prezzi al dettaglio e benzina avrà effetti sui consumi degli italiani, che reagiranno alla perdita di potere d’acquisto tagliando proprio la spesa”.

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