Biden, disarmato davanti all’inflazione

Fonte: Corriere della Sera

di Massimo Gaggi

L’aumento dei prezzi – previsto ma sottovalutato come fenomeno blando e transitorio dal Tesoro e dalla Federal Reserve – sta diventando un macigno che ostruisce il percorso della presidenza Biden


Jobs, jobs, jobs: stando al mantra che negli ultimi decenni ha dominato la politica americana – la creazione di nuovi posti di lavoro – Joe Biden dovrebbe essere in una botte di ferro: l’infarto economico della pandemia non solo non ha fatto precipitare gli Stati Uniti nella recessione, ma li sta portando, nonostante la frenata estiva per la variante Delta, verso una forte ripresa con la disoccupazione già scesa al 4,6 per cento. Secondo gli analisti di Goldman Sachs, autorevole banca d’affari di Wall Street, i senza lavoro continueranno a calare arrivando a metà del prossimo anno al 3,7 per cento e, a fine 2022, al 3,5: di fatto la piena occupazione.
Invece il partito del presidente va verso una sonora sconfitta alle elezioni di mid term del prossimo autunno oltre che per le manovre repubblicane sui collegi e sulle regole elettorali e per la capacità della destra di guadagnare voti sulle «guerre culturali», perché l’inflazione ha sostituito l’occupazione come principale cruccio degli americani. E l’aumento dei prezzi – previsto ma sottovalutato come fenomeno blando e transitorio dal Tesoro e dalla Federal Reserve – sta diventando un macigno che ostruisce il percorso della presidenza Biden. La stessa Goldman Sachs, infatti, prevede che la fiammata dei prezzi (+6,2% a ottobre) continuerà per tutto l’inverno. La situazione comincerà a migliorare solo a metà del 2022: probabilmente troppo tardi per diradare i malumori degli americani che voteranno a novembre.
Biden, sempre più impopolare nei sondaggi, ne è consapevole: a differenza dei suoi giovani economisti ha vissuto in tempi di elevata inflazione e sa che la gente vede nel governo il responsabile di quella tassa occulta. Dice, quindi, di comprendere il malessere dei cittadini che vedono raddoppiare il prezzo dei carburanti e spendono molto di più per fare la spesa. Biden sa ma è disarmato. Deve difendersi dall’accusa di alimentare l’inflazione coi sussidi (concessi in egual misura da lui e da Trump durante la pandemia) e non ha poteri sulle strozzature industriali, del commercio e del lavoro che fanno lievitare i prezzi. E quando chiede all’Opec di produrre di più viene sbeffeggiato: «Fai da te: estrai più petrolio negli Usa». Ma riattivare i pozzi chiusi ai tempi del lockdown non è operazione semplice. E a incentivarla smentirebbe i suoi impegni per la decarbonizzazione.

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