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Mag 19

Armonizzare le tasse in Ue, Bruxelles ci riprova (con l’aiuto di Biden)

Fonte: Huffington Post

di Angela Mauro

Piano della Commissione entro il 2023. Serve l’unanimità, per convincere alcuni Stati recalcitranti si confida nell’idea Usa di tassa minima globale alle multinazionali

“Un sistema di tassazione delle imprese solido, efficiente ed equo nell’Unione europea” da strutturare da qui al 2023. La Commissione Ue ci riprova ad armonizzare i sistemi fiscali dei 27 Stati membri. In passato non ci è riuscita, perché un po’ tutti i paesi sono sempre stati gelosi delle competenze nazionali in materia di tasse. Ma stavolta dovrebbe essere quella buona, confidano a Bruxelles pur mettendo nel conto che la proposta dovrà passare all’unanimità in Consiglio Europeo.
Si punta addirittura ad un accordo di principio a luglio. E oggi ci sono due motivazioni che infondono ottimismo a Palazzo Berlaymont, dove il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis e il commissario all’Economia Paolo Gentiloni presentano la cosiddetta “comunicazione sulla tassazione delle imprese per il 21esimo secolo” adottata oggi dal collegio dei commissari. Prima motivazione: c’è la ripresa post-covid da agganciare, “gli Stati membri perdono decine di miliardi ogni anno a causa della frode, evasione ed elusione fiscali” e inoltre gli introiti del nuovo sistema serviranno a ripagare il debito comune del Next Generation Eu. Gli Stati membri perdono “circa 50 miliardi di euro all’anno per le frodi sull’Iva transfrontaliera – è l’argomentazione di Gentiloni – 46 miliardi di euro all’anno si perdono con l’evasione fiscale e tra i 35 e i 70 miliardi di euro ogni anno se ne vanno come risultato dell’elusione dell’imposta sulle società nell’Ue”. Dunque il nuovo sistema dovrebbe convenire a tutti, è la conclusione del Commissario.
Secondo motivo di ottimismo: c’è il traino di Biden che propone di trovare un accordo in sede Ocse per una tassa globale sulle multinazionali al 21 per cento. Questi fattori, è l’auspicio, dovrebbero convincere anche i paesi Ue più recalcitranti, come Lussemburgo, Olanda, Irlanda, Belgio, i cosiddetti ‘paradisi’ fiscali dell’Ue. “Se avremo un accordo globale, sicuramente avremo la possibilità di un accordo europeo – aggiunge Gentiloni – non posso immaginare una Ue che sia reticente rispetto ad un accordo globale. Non dico che sia facile ma i tempi stanno maturando”.
Ad ogni modo, la Commissione presenterà il nuovo quadro entro il 2023. Il “Business in Europe: Framework for Income Taxation” (o BEFIT) fornirà un unico regolamento sull’imposta sulle società per l’Ue, fornendo una più equa ripartizione dei diritti di tassazione tra gli Stati membri. Servirà a “ridurre la burocrazia, i costi di conformità e porterà al minimo le opportunità di elusione fiscale, e sosterrà l’occupazione e gli investimenti dell’Ue nel mercato unico”. Il nuovo sistema sostituirà la proposta rimasta in sospeso per “una base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società, che sarà ritirata”.
A breve la Commissione avvierà una consultazione con gli Stati membri, l’anno prossimo si farà il punto in un “simposio” sul “mix fiscale dell’Ue sulla strada verso il 2050”, anno in cui il continente dovrebbe raggiungere la neutralità climatica secondo gli obiettivi del Green deal. Bruxelles punta a garantire “una maggiore trasparenza pubblica proponendo che alcune grandi società operanti nell’Ue pubblichino le loro aliquote fiscali effettive”, contrastare “l’utilizzo abusivo delle società di comodo con nuove misure contro l’elusione fiscale”, sostenere la ripresa affrontando la “distorsione da capitale proprio nell’attuale tassazione delle società, che tratta il finanziamento del debito delle società in modo più favorevole rispetto al finanziamento con azioni”.
Oggi inoltre la Commissione ha adottato  una raccomandazione sul trattamento interno delle perdite, che invita gli Stati membri a consentire che le aziende riportino le perdite almeno fino all’anno fiscale precedente. “Ciò andrà a vantaggio delle imprese redditizie negli anni precedenti la pandemia, consentendo loro di compensare le perdite del 2020 e del 2021 con le tasse pagate prima del 2020”. Una misura pensata per le piccole e medie imprese.
La digital tax non è compresa nel piano, in attesa delle trattative globali in sede Ocse. Servirà tempo, anche se questa tassa figura come risorsa propria da introdurre per ripagare il debito comune del Next Generation Eu. Fonti europee riferiscono che si tratta di un progetto che non vedrà la luce a breve.
Entro fine anno, la Commissione presenterà una proposta legislativa per “affrontare le opportunità di pianificazione fiscale aggressiva legate all’uso di società di comodo”, “ovvero le società con una presenza sostanziale assente o minima e un’attività economica reale – dice Gentiloni – La Commissione proporrà nuovi obblighi di monitoraggio e rendicontazione fiscale per queste società, in modo che le autorità fiscali possano rispondere meglio alla pianificazione fiscale aggressiva”.
Entro la fine del 2022 dovrebbe arrivare anche la proposta legislativa per la pubblicazione delle aliquote fiscali effettive pagate dalle grandi società, sulla base della metodologia in discussione nel secondo pilastro dei negoziati Ocse. Entro il 2023 dovrebbe essere pronta la  tabella del Befit con un regolamento fiscale comune e una ripartizione più equa dei diritti di tassazione tra gli Stati membri.
“Sappiamo quanto sia difficile – dice Gentiloni – ma se c’è una cosa che la pandemia ci ha insegnato è che la nostra Unione sa essere all’altezza delle sfide”.

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