Andrea Orlando: “Su pensioni e salario minimo trattiamo con i sindacati”

Fonte: Huffington Post

Per il ministro scioperare non serve, propone di lavorare insieme per migliorare la manovra. E difende il reddito di cittadinanza

Scioperare, in questo momento, non serve. Ne è convinto Andrea Orlando, ministro del Lavoro, che propone un patto con i sindacati sulle pensioni – per superare le rigidità della legge Fornero e guardare ai giovani – sulle politiche attive e sul salario minimo. In un’intervista alla Stampa, Orlando afferma che ci sono “le condizioni per un dialogo sociale che può portare a un miglioramento della manovra, affrontando il tema della previdenza al di fuori del dibattito sterile Quota 100 sì Quota 100 no”.

Pensioni. Quota 102 per un anno deciso dal Governo “non è strutturale”, ma “ora c’è da capire come si torna a un sistema che deve essere contributivo evitando le rigidità che la legge Fornero portava con sé. A partire da cosa succede per le nuove generazioni”.

Reddito. “I sussidi servono per intervenire quando il lavoro non c’è o quando una persona non può lavorare, non per creare lavoro. Questo misunderstanding ha accompagnato la nascita di questa misura che ha effettivamente sostenuto persone contro la povertà” afferma Andrea Orlando, che si schiera convintamente fra i difensori del reddito di cittadinanza. “La riforma delle politiche attive è un’altra cosa e deve valere per tutti, non solo per i percettori di reddito. Quella dei navigator era una scorciatoia figlia di quell’equivoco. Quanto agli abusi, li stiamo scoprendo grazie a una giusta intensificazione dei controlli che la manovra rafforza, ma nessuno ha mai chiesto di abolire altri istituti perché qualcuno se ne approfittava. Sapendo che la madre di tutte le distorsioni è l’evasione fiscale”. A chi come Matteo Renzi, Matteo Salvini, Giorgia Meloni, dice che il reddito di cittadinanza va cancellato, risponde: “Pensano che i poveri lo siano per colpa loro e che chi non trova lavoro in realtà non lo cerchi. Non è così”.

Salario minimo. “Si teme che il salario minimo possa indebolire la contrattazione tra le parti sociali con un effetto di diminuzione potenziale dei salari in alcuni settori” spiega il ministro, secondo cui ci sono “le condizioni per tenere insieme contrattazione e salario minimo. Uno dei passaggi perché questo avvenga è lavorare sull’effettiva titolarità di chi fa le trattative. Quello che in questi anni è successo è un’esplosione di contratti pirata, fatti da sigle con pochissimi iscritti, ma che riescono a condizionare il mercato del lavoro”. Bisogna fissare “criteri minimi per l’individuazione della rappresentanza. La direttiva europea istituirà l’obbligo di salario minimo per i Paesi con meno del 70% di rappresentanza sindacale. Per gli altri, quindi anche per noi, si chiederanno criteri adeguati”.

Quirinale: Draghi sì, Draghi no? “Seguo rigidamente le consegne del mio partito: ne parleremo dopo il discorso di Capodanno del capo dello Stato”. Tuttavia, alla domanda sull’ipotesi Berlusconi, Orlando replica dicendo che “in un Parlamento come questo, con un gruppo misto di 100 persone, qualunque scenario è possibile: è bene che il centrosinistra prenda tutte le precauzioni”.

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