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Mag 14

Von der Leyen: i soldi per la ripresa? A fondo perduto ma legati alle politiche Ue

Fonte: Corriere della Sera

di Francesco Basso


La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha scelto la plenaria del Parlamento europeo per anticipare come sarà il Recovery Instrument agganciato al prossimo bilancio europeo 2021-2027. La presentazione ufficiale slitta ancora, non sarà il 20 maggio ma probabilmente la settimana successiva. Un segno di rispetto da parte di von der Leyen, dopo che nei giorni scorsi l’istituzione presieduta da David Sassoli si era lamentata per la mancanza di coinvolgimento e il Ppe, il gruppo parlamentare a cui appartiene von der Leyen, aveva minacciato di porre il veto al budget Ue se il Recovery plan plurimiliardario fosse stato istituito «senza il coinvolgimento del Parlamento europeo che ha il diritto di supervisione democratica e controllo» e si fosse ridotto «solo a un accordo fra Consiglio e Commissione». Lo strumento che dovrà aiutare la ripresa post coronavirus prevede trasferimenti a fondo perduto e sarà destinato soprattutto ai Paesi che sono stati colpiti più duramente dalla crisi sociale ed economica. Sarà operativo già quest’anno grazie alle garanzie extra fornite dagli Stati. Ma molti dettagli restano da definire e per questo von der Leyen riunirà giovedì i commissari Ue in un seminario per cercare di arrivare a una conclusione.

Fondi legati ai programmi Ue
Il Recovery Instrument sarà finanziato attraverso una maggiore «headroom», cioè la differenza tra gli impegni annuali e il massimo teorico delle risorse proprie (che per trattato è uguale al massimo teorico delle spese). «Questo margine fissa il massimale che la Commissione può prendere in prestito sui mercati con la garanzia degli Stati membri — ha spiegato von der Leyen — e verrà canalizzato attraverso il bilancio Ue. Il Parlamento avrà voce in capitolo su come andrà speso». Quindi gli Stati non saranno liberi di spendere i fondi come vogliono. «La maggior parte saranno spesi su un nuovo strumento di ripresa e resilienza — ha proseguito — che sarà creato per finanziare negli Stati investimenti pubblici e riforme chiave, ma devono essere allineati con le politiche Ue e sarà all’interno del semestre europeo. In altre parole, spianeranno la strada a neutralità climatica, digitalizzazione e resilienza dell’Ue». La Commissione allargherà poi la voce fondi di coesione, che saranno distribuiti «in base alla severità sociale ed economica della crisi».

Uno strumento per gli investimenti strategici
Tra le priorità della Commissione c’è anche quella di «rimettere in moto gli investimenti privati». Per questo sarà rafforzato InvestEu e «sarà creato per la prima volta un nuovo strumento per gli investimenti strategici nei settori chiave» come quello farmaceutico, il 5G, l’intelligenza artificiale e le energie rinnovabili. La Commissione proporrà «un nuovo strumento di solvibilità che andrà incontro ai bisogni di ricapitalizzazione delle aziende sane, a rischio a causa del lockdown, ovunque siano situate in Ue». Tra gli obiettivi c’è anche quello di ridurre la dipendenza dell’Ue dalle catene globali della produzione. Il modello sarà simile a quello del Piano Juncker, con stanziamenti dal bilancio Ue e il coinvolgimento della Bei che lavorerà in coordinamento con le banche di promozione nazionali (in Italia la Cdp).

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