Virus, i dati della settimana: contagi ancora in calo, mai cosi bassi da tre mesi

Fonte: La Repubblica

di Michele Bocci

Una riduzione del 12,2% porta i nuovi casi a 85mila. Volano i tamponi grazie agli antigenici rapidi. In diminuzione anche ricoveri e decessi

Mai così in basso dal periodo 14-20 ottobre. Il numero dei nuovi positivi scende ancora in Italia e nella settimana tra il 20 gennaio e ieri è arrivato a 85.397, contro i 97.343 della precedente. Si tratta di un calo di 11.946 casi, in percentuale del 12,2%. Tra il 6 e il 12 gennaio il dato superava i 121mila. Potrebbe essere l’onda lunga delle chiusure da Natale alla Befana, che iniziano ad essere un po’ lontane nel tempo ma sono state seguite dai passaggi in zona rossa e arancione di molte regioni.

In Veneto e Sicilia i casi scendono, Campania e Toscana (in zona gialla) sono stabili in leggera crescita
A livello locale, spicca ancora una volta il Veneto, dove i casi continuano a scendere a ritmi molto sostenuti. In una settimana è passato da 10.292 a 6.825 (-33,7%). In Sicilia, che è in zona rossa, il calo è ancora più netto, da 12.093 a 7.959 (-34,2%). Il Molise e la Valle d’Aosta hanno un’alta percentuale di riduzione ma numeri assoluti molto bassi (il primo passa da 465 a 349, -25%, la seconda da 138 a 82, -40%). La discesa c’è ma è più contenuta in Puglia (da 7.185 a 6.825), nella Provincia di Trento (da 1.329 a 1.134), il Lombardia (da 12.893 a 11.703), nel Lazio (da 9.319 a 7.991), in Emilia-Romagna (da 9.785 a 8.432), in Calabria (da 2.067 a 1.991), in Sardegna (da 1.583 a 1.377), in Piemonte (da 5.439 a 5.094), nelle Marche (da 2.980 a 2.767), in Liguria (da 1.985 a 1.867), in Friuli (da 4.132 a 3.567), in Basilicata (da 443 a 403). Le realtà che salgono sono poche. Intanto c’è la Provincia di Bolzano, che si trova in zona rossa ma continua a crescere (da 2.377 a 3.240, cioè +36,3%). Crescono anche due grandi Regioni che sono in giallo da alcune settimane, cioè la Campania (da 7.060 a 7.238) e la Toscana (da 2.805 a 3.189). Vanno su anche l’Umbria (da 1.462 a 1.788) e l’Abruzzo (da 1.511 a 1.576).

Il numero dei tamponi vola grazie agli antigenici
Con la possibilità di ricomprendere anche i test rapidi molecolari nel conteggio degli esami fatti, nelle ultime due settimane è di molto cresciuto il numero dei tamponi. Siamo arrivati a 1.697.817, che è il record assoluto per i motivi appena spiegati, contro i 985mila di due settimane fa. Quando si facevano solo i molecolari si era rimasti di poco sotto il milione e mezzo. Allo stesso tempo scende la percentuale dei positivi per test. Nella settimana appena conclusa è al 5,03%, in quella precedente era al 6,51% e in quella prima ancora al 12,31% (quando si conteggiavano solo i molecolari).

Meno ricoveri, anche in terapia intensiva. I morti sono stati 3.265 (-2,1%)
Con i casi che calano, il numero di ricoverati segue lo stesso andamento. Ieri nei reparti italiani erano ricoverate 25.186 persone con il Covid contro le 26.348 dei sette giorni precedenti. Si tratta di 1.162, cioè il 4,4%. Il martedì precedente erano 25.964, e prima ancora 26.211, 27.635 e 30.345.
Per le terapie intensive la situazione è simile. Era dal 3 novembre che non scendevano più di così. Ieri i ricoverati erano 2.487. contro i 2.636 del martedì precedente (cioè 149 in meno, il 5,6%). Prima ancora erano 2.569, 2.549, 2.687. Il record è stato raggiunto il 24 novembre con 3.816 ricoverati nei reparti di rianimazione.
I morti ieri hanno raggiunto quota 86.422. Nella settimana appena conclusa sono stati  3.265. Sono un po’ meno (il 2,1%) di quella precedente quando furono 3.338. Il dato nell’ultimo mese è piuttosto stabile, visto che nella settimana 6-12 gennaio sono stati 3.490, in quelle prima 3.300, 3.187. Se si risale nel tempo, fino al natale, si arriva a 5mila decessi.

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