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Giu 26

Vertice Pd-M5S, il premier Renzi “Sì alle preferenze se c’è governabilità”

POLITICA/LEGGE ELETTORALE
Fonte: La Stampa
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Il segretario Pd sulla proposta dei Movimento: «Democratellum non la garantisce». E propone il ballottaggio. Di Maio: «Bene la riunione, in 100 giorni si può fare». Dopo lo streaming, l’impegno a rivedersi entro venerdì

Sì a un nuovo incontro tra Pd e Movimento 5 Stelle, arrivandoci però «con le idee chiare». È la posizione del segretario del Pd Matteo Renzi al termine del confronto, in streaming, con la delegazione del Movimento 5 Stelle. Tema del dibattito la riforma della legge elettorale e la proposta di «Democratellum» avanzata dai 5 stelle. «Se c’è un modo di trovare un punto d’incontro sulla legge elettorale ne siamo felici, perché le regole si scrivono insieme e lo diciamo fin dal primo momento» ha esordito Renzi durante il confronto, che si è chiuso con un’apertura reciproca a ragionare sul tema delle preferenze e l’impegno di un nuovo appuntamento entro venerdì, dopo aver messo on line sul sito del Pd i cinque punti indispensabili della riforma. «Abbiamo perso sei mesi» ha detto Renzi ricordando il primo incontro in streaming con Beppe Grillo, da cui non si erano aperte prospettive di dialogo.

Grillo chiama i suoi: «Soddisfatto»

Soddisfazione sul fronte dei 5 Stelle:«Beppe si è detto molto soddisfatto di come è andato l’incontro, come del resto lo siamo tutti noi» fa sapere Danilo Toninelli, deputato M5S che oggi ha partecipato al tavolo con il Pd. Da Grillo nessuna battuta su Renzi, il Movimento si concentra ora sul prossimo vertice: «Nel secondo incontro è fondamentale che vengano spiegate le proposte dell’uno e dell’altro – prosegue Toninelli – Il nostro obiettivo è fare una buona legge elettorale, che non corra rischi di incostituzionalità». Quanto al premier, «il fatto che stia lavorando su più tavoli – torna a ribadire Toninelli – ci porta a chiedere che lo streaming venga previsto anche per le altre forze politiche».

Di Maio: «Non è una proposta a scatola chiusa»

«La nostra non è una proposta a scatola chiusa, vogliamo sentire cosa ne pensate»: così il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, è intervenuto durante il vertice dopo che il deputato 5 Stelle Danilo Toninelli ha illustrato alla delegazione Pd la proposta dei 5 Stelle sulla legge elettorale. Una prima apertura: «Certo – ha aggiunto – non abbiamo intenzione di andare avanti all’infinito», ma pensiamo «si possa fare anche in poco tempo». Al di là delle osservazioni tecniche sulla proposta elettorale dei 5 Stelle, ha segnalato Di Maio, «pensiamo possa essere un punto di partenza per trovare incontro su determinate criticità». Quanto ai tempi, «noi pensiamo» che la legge elettorale «possa essere pronta in 100 giorni e diventare legge di Stato».

Il dibattito sul «Democratellum» e la proposta di ballottaggio

Nodo fondamentale dell’incontro, la questione della governabilità: è su questo aspetto che la proposta elettorale dei Cinque stelle non convince il premier Renzi. «Abbiamo fatto una simulazione con il vostro sistema» sul risultato delle europee. «Il Pd anche con il 40 per cento non avrebbe i numeri per governare. Con l’Italicum sì, al primo turno o al secondo». Da Renzi arriva così una proposta: «Siete disponibili a prendere in considerazione l’ipotesi di introdurre il ballottaggio che consente la certezza della vittoria?».

Renzi: «Non abbiamo paura delle preferenze, serve una norma “mai più inciuci”»

Il confronto si sposta sulle preferenze: «Noi non abbiamo paura delle preferenze, anche perché quando si va a prendere i voti siamo tutti bravi a prenderli» e «siamo pronti a ragionare di preferenze ma se solo c’è la certezza della governabilità» è la posizione di Renzi. Lo dice con una mezza battuta: «La Moretti ha preso 230mila preferenze alle europee. Quanti voti ha preso il primo di M5S? Trentamila?». Pronti a ragionarne, quindi, «se c’è la certezza della governabilità» secondo il presidente del Consiglio. «Come metodo di lavoro vorrei che noi adesso, acquisite le vostre osservazioni, tra tre o quattro giorni al massimo ci rincontriamo e valutiamo i punti di caduta sui quali poter discutere una legge elettorale insieme» è la proposta di Luigi Di Maio, Movimento 5 stelle, al segretario Pd. La richiesta di Renzi ai 5 stelle è invece un meccanismo «mai più inciuci e mai più larghe intese: se ci dobbiamo mettere insieme lo diciamo prima, mentre con il Toninellum ci possiamo mettere insieme dopo» ha detto Renzi ai 5 Stelle.

Di Maio: «Nè contro doppi turni, nè contro i premi di maggioranza»

Il Movimento non è «né contro doppi turni né contro i premi di maggioranza, ma vogliamo vedere i punti di caduta» ha aperto Luigi Di Maio per il Movimento 5 Stelle. «Possiamo discutere sulle preferenze?» ha ribadito. Ma l’apertura non sembra essere solo sulla legge elettorale, ma su una collaborazione più ampia al tavolo delle riforme «se il Pd vuole». « Ma è chiaro – ha aggiunto Di Maio – che il termine per gli emendamenti scade alle 18 di stasera. Se non ci vogliamo prendere in giro, allora spostiamo gli emendamenti e ragioniamo insieme».

Renzi e le condizioni per proseguire il confronto 

«Servono idee chiare sul tema» della legge elettorale, dice Renzi. «Il M5s è disponibile o meno a studiare un correttivo che consenta a chi vince di governare? Noi riteniamo che il democratellum non garantisca questo. Ci sta bene ragionare sul merito, ma non saremo mai d’accordo se non abbiamo la possibilità che chi arriva prima, al primo o secondo turno, vinca». Ed ancora: «Chiediamo per rispetto ai cittadini mai più inciuci né grandi intese. Se ci si deve mettere insieme bisogna dirlo prima». Altra domanda: «Siamo dell’idea di rimpicciolire i collegi, ci state?», e ancora: «Siete d’accordo sulla nostra proposta di affidare alla Corte costituzionale prima il giudizio sulla legge elettorale?». Infine: «Siete disponibili a ragionare di riforme costituzionali?… è inutile rivederci se non ci date delle risposte».

Lo scontro Pd-M5Stelle prima dell’incontro

Alla fine il segretario del Pd ha partecipato personalmente all’incontro sulle riforme, con lui il vice-segretario del Pd, Debora Serracchiani, il capogruppo alla Camera, Roberto Speranza, e l’eurodeputata Alessandra Moretti. A differenza di quanto aveva annunciato il Movimento, scatenando la rabbia del Pd: «La delegazione la decide il Pd, non Grillo» la replica. Poco prima dell’incontro, il Movimento aveva ribadito la posizione sul blog: «Vogliamo lavorare in maniera seria ed efficace per essere un interlocutore politico che rappresenta milioni di italiani. Non avete più scuse». E ancora: «Dopo che l’Italia ha avuto per 8 anni una legge elettorale incostituzionale, è giunto il momento di dare al Paese una legge che garantisca una democrazia compiuta e un sistema politico più stabile. Per questo il M5S ha già presentato la propria proposta di legge elettorale, il Democratellum, frutto di un intenso lavoro in rete tra i cittadini, primo esempio al mondo di legge elettorale partecipata».

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