Verifica di maggioranza, Renzi: «Far cadere il governo? Non ci penso neppure». M5S dice no al rimpasto

Fonte: Sole 24 Ore

Il leader di Italia viva: «Al presidente del Consiglio diciamo diamoci una smossa, diamo più fondi alla sanità». L’incontro a Palazzo Chigi con Conte slitta a giovedì 17


Far cadere il governo? «Non ci penso neppure. Ci sono però 846 morti e davanti a questo non si può far finta di niente. Ecco perché diciamo al presidente del Consiglio diamoci una smossa, diamo più fondi alla sanità. Smettiamola con le polemiche e mettiamo a frutto i soldi europei»: a dirlo è Matteo Renzi, leader di Italia viva, nel giorno in cui una delegazione del suo partito avrebbe dovuto incontrare il premier Conte a Palazzo Chigi nell’ambito della verifica di governo cominciata lunedì 14 dicembre con il Movimento 5 Stelle. L’incontro è slittato giovedì 17 dicembre alle ore 9.
«Abbiamo affrontato il tema che riteniamo surreale del rimpasto ribadendo che da parte nostra non c’è nessuna disponibilità. Di rimpasto non si discute». Così il capo politico M5S Vito Crimi parlando dopo l’incontro con Giuseppe Conte che ha dato il via alla verifica di governo. E la cabina di regia sul Recovery Fund, miccia che ha fatto esplodere gli equilibri della maggioranza? Il M5S non è contrario ma la struttura va rimodulata, parlamentarizzata e deve essere consentito ai singoli ministeri di approfondire i progetti, spiegano i pentastellati. Nessuna richiesta di rimpasto neppure dal Pd. «Credo sia stato un incontro molto utile, che ha ripreso lo spirito dell’incontro tra i leader del 5 novembre. Non abbiamo parlato di rimpasto» ha detto il segretario dem Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: «Crediamo che l’azione di questo governo debba andare avanti, con una grande sintonia con i problemi italiani».

Al via la verifica di maggioranza
La verifica di maggioranza è comincia lunedì 14 dicembre, con i partiti più grandi. Dopo il M5s è stata ricevuta in serata la delegazione del Partito democratico. Martedì 15 dicembre alle 13 il premier avrebbe dovuto vedere Italia viva, il partito di Matteo Renzi che è arrivato a minacciare il ritiro del proprio sostegno all’Esecutivo se Conte non rivedrà l’impianto del Recovery plan italiano, a partire dal nodo della governance con la contestata ipotesi di una struttura di missione. Ma Iv ha chiesto al presidente Conte un rinvio motivato dal fatto che la ministra Bellanova è impegnata a Bruxelles per il consiglio europeo che deve affrontare un tema strategico per i prodotti alimentari italiani: la questione dei semafori. L’incontro con Conte verrà dunque spostato al rientro della ministra : giovedì sera e venerdì. Confermato il faccia a faccia con la delegazione di Leu martedì alle ore 19.

Renzi: crisi? si vedrà in Parlamento se c’è una nuova maggioranza
Renzi ha però rilanciato le su posizioni in un’intervista al Tg5: «La palla ora tocca al presidente del Consiglio. Noi abbiamo parlato chiaro in Parlamento» ha detto l’ex premier. Alla domanda su quale sia la condizione per evitare le dimissioni dei ministri di Iv? ha risposto: «La prima condizione è sulla sanità: ci sono 36 miliardi che potrebbero andare a irrobustire il servizio sanitario, inutile dire che i medici sono eroi e poi non dargli i soldi. Questi 36 miliardi sono bloccati con un no ideologico dei Cinque stelle e di Conte: a me sembra una follia. Prendiamo i soldi, mettiamoli sulla sanità e smettiamola con le polemiche», ha detto l’ex segretario del Pd riferendosi al Mes.
Se ci fosse una crisi ci sarebbero le elezioni, come dice il Pd? «Se ci fosse una crisi, c’è una cosa più importante del Pd che è la Costituzione, che prevede che si vada a vedere in Parlamento se ci sono i numeri per una nuova maggioranza. Ma continuo a sperare che non si parli di crisi ma si parli di come spendere bene i soldi europei» ha aggiunto Renzi.

La prudenza del Pd
A guidare la delegazione del Pd è stato il segretario Nicola Zingaretti. Con lui il capo delegazione Dario Franceschini, i capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci (che hanno rappresentato i dem al tavolo sulle riforme), e Andrea Orlando e Cecilia D’Elia (che hanno partecipato al tavolo di maggioranza sul programma di legislatura). Il Partito democratico che pure ha espresso critiche alla conduzione del Governo da parte di Conte e chiede un rilancio ha però chiarito che non ha intenzione di aprire una crisi in un momento così grave per il Paese.

Iv e la richiesta di rivedere il Recovery plan
Da parte sua Renzi ha escluso di porre questioni per ottenere posti in più. Da ultimo il coordinatore di Italia viva Ettore Rosato ha spiegato: «La minaccia delle elezioni è una minaccia che con noi non funziona, noi poniamo questioni di metodo e di sostanza. L’obiettivo non è far uscire Conte ma lavorare seriamente sul Recovery, un’occasione unica che non si può sprecare» ha detto a Rainews 24. «Conte – incalza Rosato – in un salotto ha diviso 200 miliardi di euro senza coinvolgere nessuno. Non è motivo serio per dire che così non si fa? Per noi sì». Eppure c’è chi nel M5S pensa che l’obiettivo di Renzi sia trasformare la maggioranza politica di Conte, magari con un allargamento a FI o al centrodestra. «È fantapolitica”, taglia corto l’ex ministra Maria Elena Boschi. Ma solo martedì Conte capirà se Renzi vuole o no davvero la crisi.

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