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Set 21

Usa, la Federal Reserve lascia i tassi invariati

ECONOMIA

Fonte: La Stampa

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Rimandata l’annunciata stretta monetaria. Riviste al ribasso le stime di crescita del Pil

La Federal Reserve segue la strada della prudenza e rinuncia all’aumento dei tassi di interesse a breve termine – fermi dal 2008 alla forbice compresa tra 0 e 0,25% – in attesa di avere maggiori rassicurazioni sul quadro economico generale.

 

Janet Yellen sottolinea come il terremoto delle Borse cinesi, la stretta delle condizioni finanziarie, e la fuga di capitali dai Paesi emergenti, creano volatilità sui mercati, e un rialzo dei tassi non affrettato rischia di aggravare tale volatilità. Ecco allora la decisione di mantenere la «forchetta» vigente presa con il voto favorevole di dieci governatori e uno contrario, Jeffrey Lacker, il numero uno della Fed di Richmond, che spingeva per un aumento di 0,25 punti.

 

Del resto gli Stati Uniti non sembrano immuni da questo quadro di incertezza, visto che la stessa Banca centrale Usa riduce le stime di crescita del Pil per il prossimo anno al 2,3% , contro il 2,5% previsto a giugno. «Le informazioni ricevute dalla riunione di luglio suggeriscono che le attività economiche si stanno espandendo a un tasso moderato. Il mercato del lavoro continua a migliorare. – si legge nel bollettino del Fomc pubblicato al termine della riunione di due giorni – L’inflazione continua a essere sotto l’obiettivo di lungo termine, riflettendo in parte il calo dei prezzi dell’energia e dei prezzi delle importazioni non energetiche». Ed infatti le previsioni della Fed vedono i prezzi attestarsi all’1,7%, al di sotto dell’1,8% precedentemente stimato.

 

La Banca centrale sottolinea che l’inflazione resterà nel breve termine ai minimi e continuerà a salire gradualmente verso il 2% nel medio termine. Un nulla di fatto che in qualche modo spiazza i mercati finanziari, confusi dalla prudenza della Fed che immaginano condizionata da visioni non rassicuranti sull’andamento economico fondamentale. E così il Dow Jones perde lo 0,39%, il Nasdaq guadagna lo 0,1% e lo S&P 500 chiude in ribasso dello 0,26 per cento.

 

Yellen avverte tuttavia che «non si deve esasperare l’importanza del primo rialzo dei tassi d’interesse», e «il percorso del rialzo dei tassi è più importante della tempistica», e la tempistica della manovra restrittiva, la prima dal 2006, sarà modulata sulla base dell’outlook. Ad ogni modo rassicura che la maggior parte dei membri della Fed punta su un primo aumento dei Fed Fund entro quest’anno. Anzi, dice, «ad ottobre resta aperta una possibilità per un aumento dei tassi di interesse».

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