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Lug 19

Ursula von der Leyen: «Il debito pubblico italiano sarà monitorato»

Fonte: Corriere della Sera

di Francesca Basso

La neo-leader Ue ad un gruppo di giornali europei: il sistema di Dublino è disfunzionale


«È importante essere più obiettivi nei dibattiti». La neoeletta presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha indicato quale sarà il suo modo di affrontare i dossier europei in un’intervista concessa al consorzio Lena, che riunisce diversi giornali europei. Ha parlato di tutto, dai nodi dell’Italia al rapporto di alcuni Paesi dell’Est con lo Stato di diritto, dal clima alla scelta dei commissari e alla Brexit.
Sul rapporto con il nostro Paese e i problemi legati all’alto debito pubblico von der Leyen è stata chiara: «La Commissione che presiederò monitorerà molto da vicino la situazione in Italia. Obiettivo comune è quello di investire nella crescita senza però contravvenire alle regole esistenti». Per la presidente le regole vanno rispettate ma anche sfruttate nella loro potenzialità. «Nel Patto di stabilità e crescita ci sono regole per un buon motivo — spiega nell’intervista —. Queste regole devono essere mantenute ma c’è anche molta flessibilità nella struttura regolatoria che noi dovremmo utilizzare senza rompere le regole». Ricordando la flessibilità concessa dal 2015 a Roma, von der Leyen assicura: «Cercherò sempre un approccio aperto e costruttivo con l’Italia».
Sul tema sbarchi e su come il nostro Paese ha deciso di gestirli, von der Leyen dice che «salvare le persone che stanno annegando in mare è un obbligo umano». Capisce la richiesta di Roma per una «riforma del sistema disfunzionale di Dublino» che obbliga il Paese di primo approdo a gestire la richiesta di asilo: «Mi chiedo come sia stato possibile firmare un accordo così infruttuoso. Posso capire che i Paesi del confine esterno non vogliono essere lasciati soli nella gestione della sfida migratoria. Meritano la nostra solidarietà». Per la presidente «il nostro approccio politico dovrebbe concentrarsi sul prevenire che le persone si mettano in mare su una barca. Abbiamo avuto un discreto successo nella lotta alla criminalità organizzata con la Turchia, il Marocco o l’Algeria. Ma una volta che le persone si avventurano in questi viaggi della morte, abbiamo l’obbligo di aiutarli». Tuttavia von der Leyen ammette che «salvare vite umane non risolve nulla del problema principale. E quando i rifugiati sono sulla costa, bisogna essere chiari: chi arriva irregolarmente e non ha il diritto di chiedere asilo, dovrebbe tornare indietro». Sulla partecipazione obbligatoria alla ridistribuzione dei migranti von der Leyen non si è sbilanciata ma ha detto che «serve una condivisione equa della questione» e un approccio complessivo: se gli Stati si rimproverano a vicenda il risultato è «un blocco».
Sulla possibilità di un commissario leghista, von der Leyen ha ricordato «il diritto di ciascuno Stato membro a proporre i propri commissari» e «il diritto del presidente a chiedere altri nomi qualora se ne ravvisino delle buone ragioni».

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