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Set 12

Un milione di catalani in piazza: “Ora facciamo la repubblica”

Fonte: La Stampa

di Francesco Olivo

Grande manifestazione degli indipendentisti a Barcellona. Nuova sfida al governo spagnolo: “Liberate i prigionieri politici”

Prima il silenzio assoluto, poi un’onda sonora che percorre sette chilometri. E’ il momento culminante della manifestazione della Diada, la festa “nazionale”, che ogni anno riempie le strade di Barcellona. La grande prova di forza dell’indipendentismo catalano, quest’anno è stata vissuta nel segno della richiesta di libertà per i leader in carcere preventivo. I capi storici del movimento non ci sono più, chi in galera, chi all’estero, la repubblica proclamata un anno fa è durata poche ore, le strategie sono ondivaghe, ma una cosa è certa: questa metà di catalani resta mobilitata.

Guerra di cifre
Centinaia di migliaia di persone hanno occupato la Diagonal, l’arteria che tagli in due la città, “circa un milione”, è la stima della Guardia Urbana, la polizia municipale. Le cifre vengono messe in discussione dalle associazioni contrarie all’indipendenza, ma in ogni caso le immagini sono impressionanti: dal Palazzo reale, fino alla rotonda di Glories gli spazi liberi erano pochi, come succede ogni 11 settembre dal 2012, quando una metà della Catalogna ha iniziato a rivendicare il diritto all’autodeterminazione. Clima allegro, slogan di “libertà” e “indipendenza”, ma con una differenza sostanziale rispetto agli anni scorsi. Quella di oggi, infatti, è stata la prima Diada dopo il referendum dell’ottobre del 2017, con tutto ciò che ne è seguito: le cariche della polizia spagnola, la proclamazione di una repubblica rimasta lettera morta e la risposta giudiziaria durissima, culminata nella carcerazione preventiva dei leader indipendentisti. Prossima tappa probabile dello scontro con Madrid, l’inizio del processo atteso per l’inizio dell’inverno. “In caso di condanna non posso aprire le porte delle carceri – ha dichiarato il presidente catalano Joaquim Torra -, ma non accetterò la sentenza e reagiremo con gli strumenti che riterremo più opportuni”.

“Facciamo la repubblica”
Lo slogan della manifestazione, organizzata dalle associazioni della società civile Anc e Omnium, era “Facciamo la repubblica”, un modo per mettere pressione al governo catalano e ovviamente a quello spagnolo, che hanno cominciato un dialogo pieno di ostacoli. “Fare la repubblica”, vuol dire in sostanza continuare sulla strada delle scelte unilaterali, che hanno portato i leader in carcere e altri, primo fra tutti l’ex presidente Carles Puigdemont all’estero, con un mandato di cattura. Uno scenario che spaventa il premier socialista Pedro Sanchez, che avendo sperava di trovare un interlocutore meno rigido. La piazza però ha parlato: “Fare la repubblica”. Un progetto che non prevede negoziati.

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