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Mag 26

Terremoto Francia: le Pen al 26%. Boom euroscettici in Gran Bretagna

SPECIALE ELEZIONI EUROPEE
Fonte: Corriere della Sera
euro

La leader dell’estrema destra Marine Le Pen a Grillo: «Unitevi a noi»
In Grecia il partito di estrema sinistra di Tsipras è in testa

L’estrema destra di Marine Le Pen primo partito in Francia con il 26% dei voti. Boom degli anti-europeisti dell’Ukip di Nigel Farage in Gran Bretagna. Mentre le prime proiezioni disegnano un nuovo Parlamento europeo composto di 212 seggi al Partito popolare, 185 ai socialisti, 129 agli euroscettici. «Il Ppe rivendica la presidenza della Commissione europea» commenta subito via Twitter il candidato popolare alla presidenza della Commissione europea Jean-Claude Juncker.
Sul fronte dell’affluenza, l’astensionismo non ha vinto. La quota dei votanti nei 28 paesi dell’Ue è stata, secondo la prima stima dell’Europarlamento, del 43,1% rispetto al 43% delle elezioni del 2009.

Estrema destra primo partito in Francia

In Francia il Front National di Marine Le Pen è in testa con il 25%, l’Ump è al 20,3%, il Partito socialista di Hollande al 14,7%. «Il popolo sovrano ha scelto di riprendere in mano il proprio destino» ha detto Marine Le Pen, leader del Front National. Quindi, ha lanciato un appello al presidente socialista François Hollande perché proceda allo scioglimento dell’Assemblea nazionale. Infine, rispondendo a una domanda dell’Ansa su quale fosse il suo messaggio alle altre forze euroscettiche come il Movimento 5 Stelle, Le Pen ha risposto: «Unitevi a noi!».
Di «uno shock a livello mondiale», ha parlato invece la ministra dell’Ecologia francese, Ségolène Royal, ex compagna del presidente Hollande. Il primo ministro francese Manuel Valls ha rassicurato che il governo «continuerà con le sue riforme», esortando tutti i francesi ad un «sussulto repubblicano». Ma è stata comunque convocata per domattina alle 8.30 all’Eliseo una riunione di crisi con Hollande, lo stesso premier Valls e alcuni ministri.

Gran Bretagna, boom degli antieuropeisti

Gli euroscettici vanno forte anche in Gran Bretagna. Qui lo spoglio è lento ma i voti raccolti collocano il partito Ukip di Nigel Farage vicino al 30 per cento in un testa a testa nazionale coi laburisti e primi nell’Est, dove registra il 35% dei voti, il 15% in più rispetto alle elezioni precedenti. E Farage tende una mano ai 5 Stelle: «Vorrei incontrare Beppe Grillo e discutere con lui delle nostre politiche che hanno molto in comune» ha dichiarato all’Ansa.

 Il fronte degli euroscettici

Oltre che in Francia e Gran Bretagna, il vento euroscettico soffia anche in altri Paesi europei, tanto che tra martedì e mercoledì prossimi i leader del nascente gruppo, guidato dal Front National della Le Pen, si riuniranno a Bruxelles per fare il punto della situazione. L’indicazione è giunta dal segretario della Lega Nord Matteo Salvini, secondo il quale sicuramente mercoledì si svolgerà una conferenza stampa congiunta. Oltre al Front National e alla Lega, al gruppo – che si dovrebbe chiamare European Alliance for Freedom (Alleanza europea per la libertà, Eaf) – dovrebbero aderire il partito della Libertà olandese di Geert Wilders, che però non è riuscito a sfondare nelle elezioni che nei Paesi Bassi si sono svolte giovedì scorso, e l’austriaco Fpoe, il partito fondato negli anni Novanta da Haider, che ha visto raddoppiare i consensi raccolti (si attesta oltre il 20%). All’iniziativa poterebbero partecipare altre formazioni euroscettiche provenienti daBelgio, Svezia, Slovacchia, Danimarca e Germania. Secondo gli exit poll, in Danimarca l’estrema destra del Danish People Party sarebbe primo partito con oltre il 23% dei voti. Successo anche in Polonia del piccolo partito euroscettico KNP di Janusz Korwin-Mikke, che conquisterebbe 4 seggi col 7,2%.

Merkel avanti in Germania ma forti gli anti-euro

La Cdu di Angela Merkel, stando agli exit poll, è il primo partito inGermania. Ma si afferma anche il partito antieuro Alternaive Fuer Deutschland con il 6,5% dei voti.

Grecia, in testa la sinistra radicale

Il partito di sinistra radicale Syriza è primo. «Ve l’avevo detto la scorsa settimana, i gol più belli vengono segnati nel secondo tempo» è il primo commento del leader di Syriza, Alexis Tsipras. Da notare però che il terzo partito è Alba dorata che, nonostante gli arresti e le gravi accuse di reati, ottiene quasi il 10%.

Spagna, calano sia i popolari che i socialisti

Debacle in Spagna sia per il Partito popolare del premier Mariano Rajoy sia per il Psoe, che passano rispettivamente da 24 a 16 deputati e da 23 a 14. Izquierda Unida ottiene sei seggi, il neonato movimento Podemos diventa il quarto partito con cinque seggi.

Dalla Finlandia all’Irlanda: dove vincono i popolari

In Ungheria, chiara vittoria del partito conservatore populista Fidesz di Viktor Orban, con il 51,49% dei consensi (12 seggi). E, secondi, gli estremisti antisemiti di Jobbik con il 14,68%. In Bulgaria si afferma il partito conservatore Gerb dell’ex premier Boyko Borissov; in Lettonia i popolari del partito «Unity»; in Slovenia è primo il Partito democratico (Sds, centrodestra); in Polonia il partito centrista Piattaforma civica (Po) del premier Donald Tusk, secondo il partito di opposizione di destra Diritto e giustizia (Pis) dell’ex premier Jaroslaw Kaczynski.
Seggi invariati in Lussemburgo rispetto a cinque anni fa, con una maggioranza di 3 eurodeputati al partito cristianodemocratico del candidato Ppe alla presidenza della Commissione Ue Jean-Claude Juncker. Vince inIrlanda il partito conservatore Fine Gael del premier Enda Kenny; inCroazia, membro più giovane dell’Unione europea, vince nettamente con il 41 per cento la coalizione di centrodestra, guidata dal maggior partito di opposizione, Unione democratica croata (Hdz). Nella Repubblica ceca vince il movimento populista filoeuropeo Ano, del miliardario e attuale ministro delle finanze Andrej Babis.

Dal Portogallo a Malta: dove vince la sinistra

Il Portogallo guida il fronte dei Paesi dove vince la sinistra. Secondo gli exit poll, i socialisti infatti sono primi con il 30-34%, secondi i popolari tra 25-29%, terza la sinistra radicale tra 12-15%, quart a sorpresa la formazione ecologista ma fuori dai Verdi del Partito della Terra che avrebbe preso tra 7-8%. Risultati ribaltati rispetto alle europee del 2009 dove i popolari erano primo partito con il 31,7% e i socialisti secondo con il 26%. Socialdemocratici primo partito anche in Svezia, così come in Romania è avanti la coalizione di centrosinistra che attualmente guida il governo (formata da Socialdemocratici, Unione nazionale per la Romania e partito conservatore). Anche a Malta in testa il partito laburista. In Slovacchia vincono i socialdemocratici (Smer) del premier Robert Fico. E anche in Italia si profilauna vittoria schiacciante del Partito democratico.

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