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Set 14

Stato dell’Unione, Juncker: “L’Ue ha vento in poppa, ripresa economica aiuta il rilancio politico”

Fonte: La Repubblica

L’Unione europea ha “le porte aperte al commercio ma ci deve essere reciprocità”. Lo ha detto Jean Claude Juncker durante il discorso sullo Stato dell’Unione e ha reso omaggio all’Italia definendola “generosa e tenace”

 

Le condizioni favorevoli dell’economia permettono di sfruttare il momento per rilanciare l’Unione europea. E’ questo il senso del primo messaggio lanciato dal presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker che ha appena cominciato il suo ‘discorso sullo stato dell’Unione al Parlamento europeo riunito a Strasburgo. “L’economia riprende in ogni Paese e si estende. Sono stati creati 8 milioni di nuovi posti di lavoro e 230 milioni di europei lavorano, più di quanti fossero prima della crisi”, ha detto. “Ora è il momento di costruire una Unione europea più integrata con l’occhio al 2025”.
Ha riservato poi un tributo particolare all’Italia. Affrontando la questione dell’immigrazione, una delle cinque priorità dell’azione europea da lui illustrate, Juncker ha lodato il nostro Paese “per la sua perseveranza e disponibilità”. “Io stesso e la Commissione – ha sottolineato- lavoriamo in armonia con il primo ministro Paolo Gentiloni e con il suo governo. Nel Mediterraneo centrale, l’Italia salva l’onore dell’Europa”. Con un tweet Paolo Gentiloni lo ha ringraziato: “Grazie a Jean Claude Juncker per le sue parole sull’immigrazione e per l’alto profilo europeista del suo discorso sullo stato dell’Ue”.
E sempre a proposito dell’Italia è tornato sull’argomento vaccini:  “Non è ammissible che dei bambini muoiano per malattie che dovrebbero esser scomparse. In Romania e in Italia devono avere accesso ai vaccini senza condizione alcuna. Non ci devono essere morti evitabili nella nostra Europa”.Per quanto riguarda il tanto discusso ingresso della Turchia nell’Unione, il presidnete ci ha tenuto a precisare: “Durante questo mandato non ci sarà
nessun nuovo ingresso, quindi neanche la Turchia entrerà nel breve periodo”. E ha proseguito dicendo: “Si è allontanata dall’Unione europea. I giornalisti devono far parte di un dibattito anche caldo e animato, non devono finire in prigione. Faccio appello oggi ai poteri turchi, lasciate andare i giornalisti, non soltanto nostri, smettete di chiamare i nostri leader fascisti o nazisti”. Juncker ha fatto riferimento al processo in corso in questi giorni ad Ankara, ai giornalisti del quotidiano turco, Cumhuriyet, accusati di terrorismo.
Ha poi definito l’uscita della Gran Bretagna un “momento triste e tragico”. “Lo rimpiangeremo sempre e voi lo rimpiangerete presto”, ha aggiunto rivolgendosi a un gruppo di eurodeputati britannici che avevano iniziato a rumoreggiare in aula.
Secondo il presidente della Commissione serve una Cia europea: “L’Unione Europea deve essere più forte nella lotta contro il terrorismo. Negli ultimi tre anni abbiamo fatto progressi reali, ma ci mancano ancora i mezzi per agire rapidamente in caso di minacce terroristiche transfrontaliere. Ecco perchè chiedo un’unità europea di intelligence – ha spiegato  –  che assicuri che i dati sui terroristi e i combattenti stranieri siano automaticamente condivisi tra i servizi di intelligence e con la polizia”.
E ha concluso affermando che l’Europa “non è votata all’immobilismo e deve rifiutarlo”. Ecco perché ha citato Helmut Kohl e Jacques Delors: “Mi hanno insegnato che l’Europa avanza solo quando si dimostra audace. Prima di diventare realtà, il mercato unico, lo spazio Schengen e la moneta unica, erano considerate come semplici concetti utopici. Eppure – ha constatato – questi tre progetti ambiziosi sono la realtà di oggi”. Ora che le cose vanno meglio, ha aggiunto, “non bisogna peccare di eccesso di prudenza. Non basta aggiustare il tetto, dobbiamo cominciare a concludere il lavoro ora, mentre il tempo è buono, perché quando le prossime nuvole si formeranno all’orizzonte, e si formeranno, sarà troppo tardi”. “Allora – ha concluso – lasciamo gli ormeggi, mettiamo le vele e approfittiamo dei venti a favore”.

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