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Nov 05

Spese sanitarie, detrazioni: le nuove regole per ottenere lo sconto fiscale. Contanti o bancomat?

Fonte: Corriere della Sera

di Mario Sensini

Detrazioni e spese mediche: le novità
Per le spese sanitarie è riconosciuta, nel Modello 730 o Redditi Persone fisiche, una detrazione dall’Irpef di una percentuale della spesa sostenuta (19%) per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro (la cosiddetta franchigia).
Tra le numerose detrazioni previste dalla normativa fiscale italiana, quella delle spese sanitarie rappresenta la tipologia più richiesta.
La Manovra fiscale 2020 cambierà le regole adottate, soprattutto per la «lotta al contante» e l’obbligo di effettuare alcune spese con carta di credito o bancomat, per rendere «tracciato» il pagamento. Ecco come cambiano le regole.

I pagamenti. Obbligatoria la tracciabilità
Dal 2021, quindi sui redditi maturati l’anno prossimo, scatteranno le cosiddette detrazioni «digitali». Nelle intenzioni del governo, tutte le spese che danno luogo a uno sconto fiscale nella dichiarazione dei redditi dovranno essere effettuate solo con mezzi di pagamento tracciabili, come bonifici, bancomat e carte di credito.
Le spese e le relative detrazioni si ritroveranno direttamente nella dichiarazione dei redditi precompilata dall’Agenzia delle Entrate. Come accade per le detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie, eco e sismabonus, tutte spese che esigono già pagamenti tracciabili con l’indicazione del codice fiscale di venditore e acquirente.

Strutture private non convenzionate
Nel tentativo di far mergere i pagamenti e renderli tracciabili, la Legge di Bilancio 2020 riconosce la detrazione fiscale su determinati acquisti solo se effettuati con carta di credito o bancomat, bonifico o assegno. Non tutte le spese sanitarie, però, rientrano nel capitolo.
In particolare, le spese mediche sostenute presso le strutture private non convenzionate con il Ssn, il servizio sanitario nazionale, dovranno essere tracciabili.
L’obbligo di pagamento con strumenti tracciabili (bancomat, carte di credito, bonifici bancari o postali, assegni), è escluso ogni qual volta le prestazioni siano rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.
Per converso, quindi, l’obbligo del pagamento con mezzi tracciabili, pena la perdita della detrazione fiscale, resta confermata per la visita privata dal medico specialista o allo studio privato del dentista.

Farmaci, medicinali, dispositivi medici o protesi
Al contrario, le spese per farmaci, medicinali, dispositivi medici o protesi potranno essere portate in detrazione dal contribuente anche se sostenute in contanti. I pagamenti in farmacia, quindi, non sono obbligatoriamente da eseguire con carte o bancomat. L’eccezione viene incontro a quella fascia di utenza in età avanzata, non abituata ad usare le carte.

Alti redditi, gravi patologie
Altra novità è la riduzione (o la cancellazione) delle detrazioni fiscali sulle spese mediche per i redditi alti: i titolari di reddito superiore a 120 mila euro vedranno ridursi le spese detraibili, mentre la detrazione da portare nel Modello 730 verrà completamente cancellata a partire da 240 mila euro (si veda la scheda successiva).
Tuttavia, la detraibilità resta integrale in relazione alle spese sostenute per le gravi patologie che danno diritto all’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria.

Detrazioni per i più ricchi: limiti
Il taglio riguarda, per ora, solo i contribuenti più ricchi, quelli che guadagnano da 120 mila euro in su. Per loro, dalla dichiarazione dei redditi 2021, tutte le detrazioni fiscali al 19%, tranne quelle relative alle spese sanitarie e ai mutui sulla prima casa, saranno progressivamente ridotte fino a scomparire, oltre i 240 mila euro.
Parliamo di appena lo 0,73% dei contribuenti (che tuttavia versano il 18% dell’Irpef netta), ovvero 302 mila persone.
Gli sconti fiscali sono arrivati a oltre 400 e costano quasi 60 miliardi l’anno.
Tra i contribuenti che dichiarano oltre 120 mila euro le principali detrazioni che saranno colpite sono quelle per l’istruzione dei figli, che valgono nel complesso 131 milioni di euro l’anno (di cui almeno 20 saranno cancellate, perché riguardano i contribuenti oltre i 240 mila euro), e quelle per le assicurazioni sulla vita, che nel 2018 sono ammontate a 52 milioni (circa 15 per chi dichiara più di 240 mila euro).
Dal 2021 tutte le spese per le detrazioni dovranno essere tracciabili, e ne spunteranno altre (non si sa con che aliquota) sulle spese in “odor di evasione”. Come quelle per le piccole riparazioni della casa, o dei servizi per la persona. Naturalmente a fronte di una fattura elettronica.

Le agevolazioni a rischio: gli sconti con aliquota al 19%
La riduzione progressiva prevista dalla manovra dovrebbe riguardare tutte le detrazioni fiscali con aliquota al 19%, fatta eccezione per quelle relative alle spese sanitarie e agli interessi sul mutuo prima casa.
Sarebbero tagliati, fino ad annullarsi per i più ricchi, gli sconti fiscali relativi alle spese per le assicurazioni sulla vita, l’istruzione e l’università dei figli, per gli affitti degli studenti fuori sede, per il veterinario, le spese funebri, l’intermediazione immobiliare, per lo sport dei figli.
Sarebbero salve tutte le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, ecobonus, sismabonus, e quelle per le donazioni a onlus e partiti.

Le agevolazioni a rischio: gli sconti con aliquota al 19%
La riduzione progressiva prevista dalla manovra dovrebbe riguardare tutte le detrazioni fiscali con aliquota al 19%, fatta eccezione per quelle relative alle spese sanitarie e agli interessi sul mutuo prima casa.
Sarebbero tagliati, fino ad annullarsi per i più ricchi, gli sconti fiscali relativi alle spese per le assicurazioni sulla vita, l’istruzione e l’università dei figli, per gli affitti degli studenti fuori sede, per il veterinario, le spese funebri, l’intermediazione immobiliare, per lo sport dei figli.
Sarebbero salve tutte le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie, ecobonus, sismabonus, e quelle per le donazioni a onlus e partiti.

Le 400 voci nel mirino. Il primo taglio alle spese fiscali
La manovra del prossimo anno prevede la prima sforbiciata effettiva alla giungla delle «spese fiscali» entrate nel mirino dal lontano 2011 e mai toccate. Tra sconti, agevolazioni, detrazioni, deduzioni e regimi speciali, accumulatesi nel corso degli anni, se ne contano ormai oltre 400. Tolte quelle principali, cioè le detrazioni sulle spese sanitarie, i figli a carico, le rendite catastali, quelle legate alla tipologia di reddito, e il bonus Renzi, valgono comunque, nel bilancio del 2020, la bellezza di 59,6 miliardi di euro.
Alcune riguardano decine di milioni di contribuenti, altre poche decine. La detrazione per il teleriscaldamento a biomasse è appannaggio di 213 cittadini, ma quella per le donazioni al Galliera di Genova è sfruttata da appena 19 italiani. La detrazione per il software tocca 13 farmacisti, e solo 12 cittadini detraggono i compensi arbitrali.

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