Sottosegretari e viceministri, il governo vara il rimpasto

Fonte: Corriere della Sera

Palazzo_Chigi-Governo

di Dino Martirano

Enrico Costa diventa ministro per gli Affari Regionali: domani giura al Quirinale. Scalfarotto al posto di Calenda allo Sviluppo; Migliore sottosegretario alla Giustizia

Il consiglio dei ministri, dopo mesi di attesa, ha nominato i nuovi sottosegretari mentre il neoministro per gli Affari Regionali, Enrico Costa del Ncd, giurerà domani al Quirinale. La poltrona degli Affari regionali era rimasta vacante dopo le dimissioni del ministro Carmela Lanzetta del Pd. Tra i nuovi vice spicca il nome di Dorina Bianchi (Ncd) che andrà al ministero della Cultura con le delega per il Turismo. Ivan Scalfarotto (Pd) prende il posto di Carlo Calenda come vice al ministero dello Sviluppo Economico. Enrico Zanetti (Scelta civica) viene promosso da sottosegretario a vice ministro dell’Economia. Enzo Amendola, responsabile Esteri del Pd, diventa sottosegretario alla Farnesina. E Tommaso Nannicini, professore della Bocconi e attuale consulente di Renzi a Palazzo Chigi, diventa sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega sui dossier economici a partire dal jobs act per le partite Iva.

Le promozioniAlla Giustizia, dove Costa lascia la poltrona di vice ministro, arrivano Gennaro Migliore (ex Sel passato al Pd) e la senatrice Federica Chivaroli del Ncd come sottosegretari. Il calabrese Antonio Gentile del Ncd, che era stato costretto a lasciare il ministero dei Trasporti, ora viene risarcito con la seconda poltrona di vice al ministro dello Sviluppo economico. Antimo Cesaro di Scelta Civica va alla Cultura a rimpiazzare Francesca Barracciu. Mario Giro (Scelta civica) viene promosso da sottosegretario a vice ministro degli Esteri con delega sulla cooperazione. Il consiglio dei ministri che si occupa di rimpasto di governo ha iniziato a discutere la legge delega sul cinema e l’audiovisivo che, si legge nella relazione di accompagno del provvedimento, per la prima volta dal ‘49 detta una disciplina sistematica del settore cinematografico e delle produzioni audiovisive razionalizzando le misure di investimento previste per tali settori. Inoltre è prevista la delega per il riordino dello spettacolo dal vivo. Il provvedimento è stato messo a punto dal ministro della Cultura Dario Franceschini.

Un fondo di 400 milioni all’anno per il cinema

Tra i titoli del ddl Franceschini ci sono il «fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e l’audiovisivo» alimentato da uno stanziamento non inferiore ai 450 milioni di euro annui; il potenziamento del tax credit; la valorizzazione delle sale cinematografiche con incentivi regionali; l’introduzione di un «Codice dello spettacolo» per lo spettacolo dal vivo. «Tali interventi – si legge ancora nella relazione – si rendono necessarie e urgenti , a fronte, dell’attuale contesto economico- finanziario della filiera audiovisiva nazionale». IL ddl per il contrasto alla povertà Il sottosegretario Claudio de Vincenti ha annunciato che il governo ha anche approvato altri ddl di «grande importanza»: la delega in materia di contrasto alla povertà e il ddl sul lavoro autonomo.

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