Smart working, negli uffici pubblici ora è un «obbligo». Sì all’uso di pc personali

Fonte: Corriere della Sera


L’emergenza coronavirus cambia il lavoro anche negli uffici pubblici. E lo smart working per la Pubblica amministrazione smette di essere una sperimentazione per divenire «ordinario» e persino un «obbligo». Per gli uffici pubblici questa «è un’ottima occasione per passare dalla sperimentazione all’ordinarietà», «proviamo a trasformare una situazione negativa in una situazione positiva per la Pa», sottolinea il ministro per la Pa, Fabiana Dadone, presentando la circolare appena emanata per incentivare il lavoro «agile» nella pubblica amministrazione.
Il passaggio dalla sperimentazione alla fase «ordinaria», sottolinea la circolare, è la conseguenza delle misure adottate con il primo decreto Coronavirus, il Dl 9/2020. Occorre «dare la possibilità di organizzarsi in modo più agile, conciliando tempi di vita personale e tempi di lavoro», ha detto ancora il ministro Dadone spiegando che non si tratta di telelavoro ma di «riconcepire il lavoro rendendolo più agile, nell’ottica del raggiungimento del risultato, perseguendo obiettivi chiari che vengono dati dal dirigente».

La circolare
La circolare è stata pubblicata sul sito della Funzione pubblica mercoledì 4 marzo 2020. Le nuove norme prevedono il ricorso, in via prioritaria, al lavoro agile come forma più evoluta di flessibilità per lo svolgimento della prestazione lavorativa, in un’ottica di progressivo superamento del telelavoro e l’utilizzo di soluzioni «cloud» per agevolare l’accesso condiviso a dati, informazioni e documenti.

Sì all’uso di pc personali
Tra le misure più avanzate quella secondo cui il dipendente può utilizzare propri dispositivi, pc o tablet, a fronte dell’indisponibilità o insufficienza di dotazione informatica da parte dell’amministrazione, garantendo adeguati livelli di sicurezza e protezione della rete secondo le esigenze e le modalità definite dalle singole pubbliche amministrazioni.
Sarà attivato un sistema bilanciato di reportistica interna anche in un’ottica di progressiva integrazione con il sistema di misurazione e valutazione della performance. Le amministrazioni pubbliche, vista anche l’emergenza legata al Coronavirus, sono comunque invitate a incentivare lo smart working.

I concorsi pubblici
Sul fronte dei concorsi pubblici, spiega invece Dadone al Messaggero, «per ora sono previste piccole dilazioni nei calendari, prove solo laddove strettamente necessario. Ovviamente dipenderà tutto dall’evoluzione della situazione, sicuramente è inutile e controproducente sminuire i rischi. Per il resto – sottolinea -un riassetto organizzativo delle prove stesse non comporterà grossi disagi. E naturalmente contiamo di tornare a una situazione di normalità nel più breve tempo possibile. In cantiere, però, abbiamo l’implementazione di nuove modalità di svolgimento dei concorsi per ridurne la durata e rendere più snelle le procedure selettive».

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