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Apr 02

Se il coronavirus infetterà anche il Green Deal europeo

Fonte: La Repubblica

di Luca Fraioli

In piena emergenza da coronavirus rischia di saltare il piano europeo per la transizione energetica

Il campanello d’allarme è suonato la scorsa settimana a Praga, quando il primo ministro della Repubblica Ceca Andrej Babiš ha dichiarato che l’ambizioso piano europeo per l’azzeramento delle emissioni di carbonio andrebbe messo da parte di fronte all’emergenza coronavirus.
Il Green Deal varato nel novembre scorso a Bruxelles, prevede di mobilitare mille miliardi di euro per tagliare del 50-55% le emissioni entro il 2030 e per diventare carbon free nel 2050. Ma poi è arrivata la pandemia, con centinaia di migliaia di malati e migliaia di morti anche in Europa. Ma anche con conseguenze economiche ancora tutte da valutare. E allora ecco il pensiero al quale, per ora, ha dato voce il premier ceco Babiš: destiniamo i soldi del Green Deal per ricostruire il sistema produttivo mandato in crisi dal Covid-19. Sulla stessa linea, anche se non con una presa di posizione ufficiale, il governo polacco.
Rischia dunque di saltare il piano europeo per combattere la crisi climatica? Per quanto criticato e giudicato insufficiente dagli attivisti, il Green Deal dell’Unione europea è l’unico progetto varato da uno dei grandi inquinatori. Niente di simile è in cantiere in Cina, India, Stati Uniti. Tanto che l’Europa si è candidata a guidare a livello globale la transizione verso la green economy. Senza riuscirci però, vista la mancanza di una leadership forte europea, in grado di trascinare anche altri paesi. Ora il colpo di grazia potrebbe arrivare dal virus.
Eppure c’è un altro modo di vedere le cose: la conversione a una economia verde è sempre stata ostacolata dalla difficoltà e dai costi relativi allo smantellamento di un sistema produttivo basato sui combustibili fossili. Troppo onerosa la riconversione per poter essere attuata in pochi anni. Ora però la pandemia offre una drammatica occasione di ricostruzione da zero. Naturalmente, nessuno si augura che la pandemia lasci solo macerie. Tuttavia, quasi certamente molti comparti, a cominciare da quello dell’auto, dovranno rimettersi in moto dopo uno stop forzato e con un mercato che stenterà a ripartire. E allora perché non approfittare per un nuovo inizio? Per sancire una volta per tutte e senza più timidezze il passaggio all’elettrico?
Ora siamo nel pieno dell’emergenza. E ci sono grandi realtà economiche, a cominciare dagli Usa, che devono ancora affrontare la fase più dura. Solo quando sarà passata capiremo il prezzo che il vecchio sistema economico avrà dovuto pagare. E allora, c’è da scommetterci, assisteremo allo scontro: tra chi vorrà derogare le attuali norme ecologiche per accelerare la ripresa e chi chiederà di ricostruire un nuovo mondo, evitando gli errori del passato.

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