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Nov 24

Samantha, una notte spaziale. La prima italiana in orbita

DONNE

Fonte: La Stampa

La Stampa

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Partita la missione dell’astronauta Cristoforetti: «Grazie a tutti, ci sentiamo da lassù»

Lancio effettuato! Con il solito, meraviglioso squarcio di luce che illumina la base di Bajkonur, il razzo vettore Sojuz si è staccato dalla piattaforma di lancio puntuale. Alle 22.01 ora italiana, si è arrampicato nel cielo, seguendo la sua traiettoria, perfetta, quasi come fosse disegnata, nel cielo nero del Kazakhistan.

La navicella Sojuz TmA-15M, con a bordo tre cosmonauti, compresa l’italiana Samantha Cristoforetti, è stata collocata nella sua orbita iniziale, otto minuti e 48 secondi dopo il distacco dalla storica base del programma spaziale russo.

E’ iniziata così la missione “Futura”, frutto della collaborazione tra la nostra ASI e la NASA, e realizzata assieme ai contributi, fondamentali, dell’ESA europea e dell’agenzia spaziale russa.

Samantha, Capitano dell’Aeronautica Militare Italiana, pilota con migliaia di ore di volo alla spalle nonostante la giovane età (37 anni), e astronauta dell’ESA, seduta sul suo sedile di sinistra ha supportato (e lo farà ancora fino all’attracco con la Stazione Spaziale) il comandante Anton Shkaplerov, seduto sul sedile centrale. A destra,l’ingegnere di bordo Terry Virts, un veterano dei voli spaziali.

“Grazie a tutti per l’entusiasmo, ci sentiamo da lassù”

L’ultimo messaggio su Twitter, prima del lancio, arriva poco prima delle 16: “Grazie a tutti del supporto e dell’entusiasmo, è tempo di andare. Ci sentiamo dallo spazio” – scrive l’astronauta italiana.

Un tweet che segue il precedente con “L meno 7 ore, conto alla rovescia finale”, con allegato l’inizio del famoso brano degli Europe, “The final countdown”.

La giornata era iniziata presto, per Samantha Cristoforetti e per i suoi due compagni di missione, che è la “Expedition 42” diretta alla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale. Un ultimo ripasso al programma di volo e poi, nel pomeriggio, il rituale per la vestizione delle bianche tute pressurizzate “Sokol” (iniziata poco prima delle 18) dove spicca la bandierina tricolore cucita su quella di Samantha.

Poi, l’arrivo alla rampa, intorno alle 19, i saluti di rito con le autorità locali della base spaziale, un ultimo tragitto di scalinata che porta all’ascensore della storica torre di lancio. I tre cosmonauti salutano i presenti: a pochi metri da loro, il glorioso e sempre impeccabile razzo “Sojuz”, alto 42 metri, con i suoi sbuffi di vapore sprigionati dai motori e dai suoi tre stadi, le cui ultime fasi di riempimento sono avvenute verso le 17,30 (sempre ora italiana). Un razzo vettore, che oltre a garantire le missioni con equipaggio, lancia i cargo Progress-M con regolarità, ogni tre mesi, verso la Stazione Spaziale Internazionale, e con un terzo stadio modificato lancia satelliti e sonde, non solo da Bajkonur, ma da qualche tempo anche dalla base europea della Guyana.

Il conteggio alla rovescia finale, non quello degli Europe, ma quello vero, scorre regolare. Abbiamo conservato gelosamente una traccia di conteggio alla rovescia, che alcuni mesi fa avevamo verificato proprio con Samantha. Le operazioni sono molte, ve le risparmiamo, ma le più importanti sono proprio le ultime e vale la pena menzionarle. Esattamente a “meno 2 ore” dal lancio, i tre cosmonauti sono ai loro posti, nella Sojuz. A “meno 1 ora e 45”, viene attivata la ventilazione nelle tute; a “meno 1 ora e 30”, ultimi controlli alla navicella, tenuta del portello di accesso, ecc.

Poi tutto scorre veloce: negli ultimi otto minuti vengono attivate tutte le funzioni operative per il lancio. A un minuto dal via, la Sojuz viene presa in consegna dai propri sistemi automatici. A meno 15 secondi, si stacca l’ultima sezione della torre di lancio, a “meno 5 secondi” i motori dei quattro booster di base del razzo, ormai accesi, sono a pieno regime. Infine, a zero secondi, partenza. La missione Futura di Samantha Cristoforetti è iniziata.

 

Otto minuti per l’orbita iniziale

L’arrampicata nel cielo nero della notte sotto il rombo dei motori dei booster è graduale, ma molto veloce. Da “zero” si arriva in otto minuti a 28.000 chilometri orari. La Sojuz TmA-15M infatti, deve raggiungere una quota orbitale, iniziale, di 220 chilometri dalla Terra. Poi, i motori della navicella russa, che pesa sei tonnellate e mezza, verranno accesi, sotto il controllo di Shkaplerov e Samantha, per spingere l’astronave alla quota di quasi 400 chilometri verso la Stazione Spaziale Internazionale.

Non più la lunga traversata orbitale di 48 ore; da meno di due anni, si usa il “quick rendez vous”, cioè “l’appuntamento veloce”, come già avvenne con la missione di Luca Parmitano: 4 orbite, per un totale di sei ore, e attracco alla ISS.

“Trascorreremo sei mesi in orbita, e solo poche ore nella Sojuz, cioè per il lancio e per il ritorno a Terra” – ci aveva detto Samantha Cristoforetti di recente – “Eppure gran parte dell’addestramento è dedicato a queste fasi, perché sono i momenti più dinamici e potenzialmente pericolosi. Assieme al comandante, ho trascorso molte ore a settimana nel simulatore Sojuz. Abbiamo ripetuto più volte tutte le procedure principali e abbiamo affrontato assieme le molteplici avarie che il nostro istruttore inseriva per farci operare negli scenari più diversi, anche d’emergenza”.

Le fasi del lancio, nel frattempo, si sono svolte con regolarità, con i tre cosmonauti inquadrati (come da tradizione nei lanci Sojuz) da una telecamera, in diretta durante l’ascesa verso lo spazio. Un minuto e 58 secondi dopo il distacco da terra, si separano i quattro booster (a combustibile liquido): siamo a 42 chilometri di quota. Dopo altri 40 secondi si separa la torretta di salvataggio, il piccolo razzo posto sopra la Sojuz da usare in caso di gravi emergenze. Saltano anche le paratie del razzo che coprono la Sojuz, e quindi si potrebbe già dare una sbirciata fuori dall’oblò; ma gli astronauti sono concentratissimi sui comandi di volo.

Alla quota di 170 chilometri (a 4 minuti e 48 secondi) si stacca il secondo stadio e si accende il terzo, che funziona per 3 minuti e 40 secondi; a 8 minuti e 48, si spegne il motore del terzo stadio e la Sojuz si separa, per portare Samantha e i suoi compagni di viaggio verso la destinazione finale: la ISS.

L’attracco è previsto attorno alle 4 (ora italiana) ed entro le 6 l’equipaggio dovrà aprire il portellone d’accesso dalla Sojuz alla Stazione, per l’incontro con gli altri tre cosmonauti che già da tre mesi abitano la Stazione. La Cristoforetti, Shkaplerov e Virts resteranno sulla ISS fino a fine maggio.

 

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