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Lug 25

Riforme, stretta della maggioranza «Tagliola» con voto entro l’8 agosto. E le opposizioni protestano al Colle

POLITICA/RIFORME

Fonte: La Stampa

politica

Lapresse – La Stampa

Renzi piega anche Grasso: «Non mollo, adesso basta a chi dice solo no». Bochi: ci sarà referendum. I senatori M5S-Sel-Lega in corteo al Quirinale. Il premier sull’iter del Job Acts: «Il nostro auspicio è farcela entro Natale»

La maggioranza ottiene il contingentamento dei tempi sulle riforme in Senato, dopo la preoccupazione espressa mercoledì sera dal Presidente Napolitano al presidente del Senato Grasso. Le riforme saranno dunque votate entro l’8 agosto e le opposizioni insorgono e decidono una azione eclatante salendo insieme al Quirinale per protestare con il Capo dello Stato.

LA SFIDA IN PIAZZA

La minoranza M5s, Lega e Sel esprime con questo atto tutti i suoi mal di pancia anti-riforme targate Renzi inaugurando una nuova strategia, passando da un’ostruzionismo rigido in Aula ad un confronto sul merito, che lambisce anche la piazza e chiama in causa direttamente il Colle per «strappare» le modifiche al governo.

ALT ALLE MODIFICHE

Governo che però non intende recedere dal suo «principio non negoziabile» e cioè un Senato che rappresenti le Regioni e non sia più un organismo politico eletto dai cittadini. Un concetto sintetizzato oggi prima dal ministro Maria Elena Boschi (nessun stravolgimento, comunque niente alibi e ci sarà il referendum) e poi, con durezza, dal presidente del Consiglio che conferma la ferrea volontà di «non mollare» e di andare fino in fondo contro qualsiasi ostruzionismo, politico e non. «In Italia c’è un gruppo di persone che dice no da sempre, e noi senza urlare diciamo «sì». «Piaccia o non piaccia le riforme le faremo!».

RENZI: “JOB ACTS ENTRO NATALE”

Parlando poi a proposito del voto a scrutinio segreto: «Sarebbe più giusto avere un atteggiamento di serietà e votare alla luce del sole, era la posizione di tutti poi c’è chi ha cambiato idea…ma il voto segreto non mi preoccupa, la maggioranza terrà ma anche se va sotto si va alla Camera e si corregge» spiega nell’intervista ad Alan Friedman dove, parlando del Job Acts, aggiunge: «Il nostro auspicio è farcela entro Natale ma se tra sei mesi, a gennaio, non ci sarà stata la riforma del lavoro avranno avuto ragione i pessimisti. Io dico che le novità saranno evidenti e chiare».

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