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Apr 30

Renzi: «Voto sul Senato il 10 giugno, basta rinvii. Mercoledì tocca alla Pa»

POLITICA
Fonte: Corriere della Sera
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Il premier a Porta a Porta replica a Berlusconi: «Non so se sono simpatico, ma non sono tassatore. Se non riesco mi faranno fuori, se riesco Italia leader mondiale»

Matteo Renzi, intervistato a Porta a Porta, replica a Silvio Berlusconi, che giovedì scorso, dallo stesso palcoscenico, lo aveva definito «simpatico tassatore»: «Vedo che in questi giorni di ritrovata vivacità di Berlusconi gira la battuta del simpatico tassatore. Lo ringrazio per il simpatico, ho dubbi di esserlo ma certo non sono un tassatore. Le uniche che pagano più tasse sono le banche».

Il 10 giugno il voto sul Senato: «Siamo all’ultimo miglio»

Riguardo alla riforma del Senato, con la lettura del testo di riforma Costituzionale che prevede anche l’abolizione del Consiglio nazionale dell’Economia (Cnel) e il superamento del Titolo V, Renzi sottolinea: «Siccome la polemica era che l’iniziativa era solo a fine elettorale, vi mostriamo che non è così e arriviamo al 10 giugno per il voto in prima lettura: mi dispiace, ma con 15 giorni in più nessuno si scandalizza. Basta che non sia un modo per rinviare», rassicurando: «Siamo all’ultimo miglio», restano «le questioncine tecniche». Ma «sul 98%» delle modifiche «c’è un accordo molto ampio. Stiamo chiedendo ai senatori di fare uno sforzo importante».«Le riforme non saltano», assicura Renzi, e in ogni caso lo scioglimento delle Camere dovrebbe essere non un un’arma, ma uno strumento a disposizione del capo dello Stato, da usare «in casi eccezionali». Il che non significa che il presidente del Consiglio voglia «minimamente» sostituirsi a Napolitano, ma semplicemente che, a suo parere, «dobbiamo riabituarci ad andare a votare ogni cinque anni».

«Va bene il compromesso, ma non tornino le indennità»

Sulla composizione della nuova Camera Alta, poi, una precisazione: «I senatori saranno in parte dei sindaci e in parte consiglieri regionali, io avrei messo più sindaci, ma non sono le riforme di Matteo. A me va bene il compromesso, purché non porti il Senato a riprendere le indennità» dallo Stato, invece che dalle Regioni stesse.

«Meno politici in giro ci sono, più si può combattere la disoccupazione»

Riguardo alla possibilità di ridurre anche il numero di deputati, una precisazione: «Non sono d’accordo: il punto non è ridurre i costi della politica, non stiamo facendo le riforme solo per ridurli. Stiamo facendo questa rivoluzione per eliminare il peso della politica nella vita di tutti i giorni. Meno politici in giro ci sono e più posti di lavoro per combattere disoccupazione giovanile», ci sono. Quindi «a partire dallo stop alle elezioni delle province, vogliamo portare il numero delle persone che fanno politica più o meno al livello degli altri Paesi», e poi «semplificare l’iter delle leggi ed evitare il ping pong tra Camera e il Senato e insieme».

«O posso fare cose o prendano un altro »

Riguardo all’assemblea dei senatori Pd di martedì mattina, il premier ribadisce: «Io non ci sto a tutti i costi. Io ci sto se posso cambiare le cose. Se vogliono qualcuno che le cose le “abbuia” (affoga, ndr), prendano un altro. Io ci sto se posso fare le cose che voglio fare».E, in vista delle elezioni europee, Renzi chiarisce di non avere particolari aspettative: «In questo momento, so che non ci crederete, non sto pensando alle elezioni europee come a un voto per prendere due punti percentuali in più: se volevo far questo mettevo il nome nel simbolo». Per il presidente del Consiglio, «questa non è la mia sfida: la mia sfida è portare in Europa gente seria».

«Se non riesco mi fanno fuori, se riesco Italia leader mondiale»

La sensazione, però, è che «se non riesco, mi fanno fuori politicamente, ma più di così non posso fare. Vado avanti perché penso che in questo Paese, se si riesce a risolvere alcune questioni come il fisco o la giustizia, si diventa un paese leader mondiale».

Irpef e coperture: «Convinto di trovare 15 miliardi per il 2015»

Sul fronte delle coperture economiche per il taglio dell’Irpef, Renzi utilizza un paradosso: «Sono più convinto dei 15 miliardi del prossimo anno» per gli interventi fiscali » che degli ottanta euro che già sono in busta paga» e che scatteranno scattare con il mese di maggio.

Pil in crescita, 244 milioni per la scuola

Inoltre, «siamo talmente rigorosi e seri che a fine anno saremo molto più vicini all’uno» per cento di crescita del Pil «che non allo zero virgola otto». Intanto, «il 2 maggio firmiamo un atto per la scuola e nel decreto sblocchiamo 244 milioni dal patto di stabilità».

Mercoledì presentata la riforma della P.a.

Per quel che concerne, invece, la riforma della Pubblica amministrazione, il premier annuncia: «Domani (mercoledì, ndr) presentiamo i provvedimenti che noi proponiamo alla pubblica amministrazione con un metodo un po’ diverso. Molte misure faranno discutere». L’obiettivo è beccare i fannulloni e farli smettere e valorizzare i tanti non fannulloni dando un premio a chi non è fannullone incentivando gli scatti di carriera e magari lo stipendio». C’è, però, secondo il commissario alla Spending review Carlo Cottarelli, il rischio di 85mila esuberi tra i lavoratori statali. Per Renzi quella «è una cifra teorica che gli serve per dire i tagli necessari alla Pubblica amministrazione. Ma non si fa così. La percentuale dei lavoratori del pubblico è simile agli altri Paesi. Nessuno verrà licenziato perché il Governo deve tagliare. I dipendenti pubblici non devono lavorare di meno ma di più, però meglio». Comunque, l’ostacolo è impervio perché «è molto più facile andare sulla luna che cambiare la Pubblica amministrazione in Italia».

Stipendi magistrati: «Protesta offensiva»

I magistrati, però, protestano per il taglio degli stipendi, una posizione che l’ex sindaco di Firenze ritiene offensiva: «La storia dell’Anm che toccare lo stipendio dei magistrati sia un attentato alla libertà e all’indipendenza della magistratura è offensiva per il decoro e dignità dei magistrati che non guadagnano quella cifra e per i cittadini. Mi auguro che ci sia da parte della magistratura rispetto per leggi dello Stato». Per quanto riguarda il tema giustizia, «c’è uno spazio grande per riformarla. Io vorrei partire dalla giustizia civile».

Marò, «ne parlerò con Ban Ki Moon»

Anche le questioni internazionali sul piatto del presidente del Consiglio: per i marò il «tribunale naturale è evidente che, trattandosi di acque internazionali e venuta meno l’accusa di terrorismo» è quello «internazionale», dice Matteo Renzi a Porta a Porta. «La detenzione arbitraria in India è inaccettabile», aggiunge, spiegando che parlerà del dossier anche con Ban ki-moon.Con il segretario generale dell’Onu, che la prossima settimana sarà in Italia, parlerà anche della Libia: «Chiederemo formalmente all’ Onu di prendersi cura della Libia non solo con inviati dei singoli Paesi, ma con un inviato speciale dell’Onu».A proposito invece dell’immigrazione, il premier dice di essere colpito dalla «superficialità» con cui se ne è parlato: anche per colpa nostra, ammette Renzi, per come è stata presentata la notizia» degli sbarchi «da parte del governo» con «alcune valutazioni suonate allarmistiche».

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